Moto ciclando la libertà che mi porto addosso, non pesa, anzi mi solleva. È quella che sento ogni volta che indosso il casco e accendo il motore. Ecco perché ho scelto il titolo Moto ciclando, una sorta di nuovo appuntamento periodico per chi come me ha la passione della moto, ma anche per chi vuole avvicinarsi con curiosità a questo strano meraviglioso mondo.
Moto ciclando non è solo un titolo, ma un modo di intendere la vita su due ruote.
Il rapporto con la moto
L’esperienza di anni sulle due ruote, partendo da piccole cilindrate fino alle moto che ho attualmente, mi ha fatto comprendere che ogni motociclista vive il rapporto con la propria moto in modo soggettivo, come una vera e propria relazione.
Dalla cura che si ha del mezzo al modo in cui si entra in simbiosi nella guida, appare l’essenza del motociclista.
La si può leggere anche dal tipo e dal modello di moto che si sceglie, e dall’uso che si ritiene di doverne fare: dal giro in pista — e ricordo agli spericolati che la strada non è il luogo per far scintillare le vostre pedaline in terra — al gran turismo nazionale e internazionale.
Ci sono i raduni, spesso organizzati dalle stesse case costruttrici (come nel mio caso, la BMW, con il suo raduno annuale BMW Motorrad Days), e poi le innumerevoli iniziative dei club, che organizzano gite e viaggi di gruppo. Per approfondire consiglio la visione di questo sito https://www.mototurismo.it/
Poi esiste la categoria dei solitari, come me, che prediligono le uscite in solitaria per avere più autonomia — in tutti i sensi — per poi, di tanto in tanto, aderire a qualche giro con piccoli gruppi ben affiatati.
Spesso può accadere che un gruppo non omogeneo rovini una vacanza per sciocche diatribe, o magari semplicemente per non aver rispettato l’andatura che si era deciso di tenere.
Sensazioni in sella
La scelta dell’abbigliamento tecnico, degli accessori, la check list delle cose da avere sempre a bordo in caso di emergenze: anche questi momenti trasmettono emozioni e un senso di appartenenza.
Poi esistono dei rituali, per chi — come me — è legato a certe routine che devono ripetersi ogni volta che si esce in moto.
C’è la scelta degli itinerari, fatta con la consapevolezza che potranno anche non essere rispettati, per il puro gusto di esercitare la propria libertà e deviare verso un percorso diverso, se quello pianificato su carta non soddisfa.
Questo, ovviamente, vale per i giri di un giorno. Non sarebbe praticabile per una vacanza organizzata… ma non si sa mai.
Altre emozioni arrivano nel momento in cui si preparano i bagagli: devono essere leggeri, essenziali, prevedere tutto il necessario senza sovraccaricare la moto — per ovvie ragioni.
E poi c’è l’igiene e la manutenzione del casco, tenendo presente che i caschi non sono eterni e vanno sostituiti periodicamente.
Ma il momento più bello è quando scendi nel tuo box. Ti avvicini lentamente alla tua moto, apri il top case, controlli che tutto sia a posto, indossi il casco, accendi il quadro, abbassi la visiera… ed improvvisamente sei proiettato in un’altra dimensione.
Da quel momento iniziano le vere sensazioni in sella.
In fondo, chi vive Moto ciclando sa che ogni preparativo è già parte del viaggio.
Le strade che parlano
Ogni strada ha una voce diversa. Lo sapevate?
C’è quella che sussurra tra i campi e ti accompagna con il profumo dell’erba tagliata, quella che ti mette alla prova con le curve strette di montagna, e quella che sembra non finire mai, dritta come un pensiero che non vuole interrompersi.
In sella, impari ad ascoltare. Non solo il motore, ma il suono dell’asfalto, il vento che cambia direzione, i silenzi che si fanno compagnia.
Ogni chilometro è un dialogo: tra te, la moto e la vita che scorre ai lati. Ogni curva racconta qualcosa di noi. Moto ciclando è anche questo: ascoltare la strada mentre ti racconta chi sei.
Come ho già scritto in un mio precedente articolo, Tra una curva ed un pensiero, ogni viaggio in moto è anche un dialogo con se stessi.
Quali sono gli elementi accessori per dialogare con la strada?
Prima di tutto, l’aderenza dei pneumatici sull’asfalto, sempre e in ogni situazione di guida. La moto va dove tu guardi, e questo è qualcosa che non bisogna mai dimenticare quando si percorrono le strade.
Loro parlano anche stimolando il tuo intuito, la prudenza, il gusto di assaporare il profumo di un asfalto appena bagnato da una leggera pioggia.
E poi ci sono i rettilinei, le curve, i tornanti, le salite e le discese che evocano il gusto della vita: il vivere in modo sano e consapevole.
La musica non è solo quella che si ascolta nel casco: la musica è il motore della tua moto.
I giri si devono sentire, perché anche quella è la melodia che un motociclista vuole ascoltare.
La libertà che mi porto addosso
C’è un momento, durante ogni viaggio, in cui tutto si allinea: il respiro, la strada, il suono del motore.
È l’attimo in cui ti rendi conto che non stai solo andando da qualche parte, ma stai tornando a te stesso.
La moto diventa uno specchio, la strada una compagna silenziosa.
Non serve dire molto, basta guardare.
Questo video è il mio modo di raccontarlo: nessuna voce, solo il vento, il rumore del motore e la prospettiva di chi vive la libertà dal proprio punto di vista.
Un frammento di viaggio, una testimonianza di quanto la solitudine possa essere piena, quando è scelta e amata.
E così, curva dopo curva, respiro dopo respiro, capisco che la libertà non è un luogo: è qualcosa che mi porto addosso. Sempre.

Il tuo mondo,uno stile di vita amico
Come sempre l’ho definita