Pillole di Ale – Il timone
Ci sono momenti in cui ti fermi un attimo, guardi quello che sta accadendo e quasi non ti riconosci.
Non perché sia cambiato tu.
Forse perché, finalmente, cominci a vedere dove portava la strada che hai percorso per tanti anni.
STEMAL è nata nel 1992. Sono passati trentaquattro anni.
Anni nei quali ho fatto una cosa che a volte è sembrata prudenza, altre volte incoscienza e qualche volta, probabilmente, tutte e due insieme: ho continuato a credere nell’impresa.
Guadagnare per reinvestire. Costruire qualcosa per poter costruire qualcos’altro.
Non ho mai pensato all’utile come a un bottino da portare a casa. Per me è sempre stato carburante.
E oggi mi ritrovo davanti a progetti che soltanto qualche anno fa avrei probabilmente considerato troppo grandi. Produzioni televisive. Teatro. Un torneo internazionale di tennis a Courmayeur.
Una nuova prospettiva negli Stati Uniti.
Progetti che partono in direzioni diverse e che, per la prima volta, non dipendono tutti da una sola strada. E allora sì, lo confesso. Sono orgoglioso. Non è vanità.
È quella piccola soddisfazione che credo possa concedersi un uomo quando si volta indietro e vede quante volte avrebbe potuto mollare e invece non l’ha fatto.
Ci sono state tempeste. Qualcuna molto seria. Momenti nei quali il mare sembrava decisamente più forte della barca. Ma quella barca ha continuato a navigare.
Con errori, intuizioni, paure, debiti, crediti, notti senza dormire, telefonate che cambiavano tutto e altre che non cambiavano niente. E con qualcuno al timone. Quasi sempre io.
Perché essere imprenditore, almeno per come l’ho vissuto io, non significa sapere sempre dove stai andando. Significa assumerti la responsabilità di decidere la rotta quando nessuno può farlo al posto tuo.
Oggi quella rotta mi porta verso il 2027. Non so ancora esattamente dove arriveremo. E forse è proprio questo il bello.
So però che voglio continuare a fare quello che ho sempre fatto: usare ciò che abbiamo costruito per costruire ancora. Con prudenza. Con un po’ di sana follia. Con persone delle quali mi fido.
E con quella sensazione meravigliosa che provo quando davanti a me vedo ancora mare aperto.
Poi, ogni tanto, bisogna anche ricordarsi di sorridere. Perché in fondo, come cantavamo tanti anni fa:
“Gira gira l’elica, romba il motor…”
Il resto lo sappiamo noi.
Ma che ne sanno “ste burbette” spine. 🤣
Alessandro

La nostra interlocuzione di due giorni fa evidenziava proprio questo: essere rimasto fedele a te stesso come imprenditore.
Hai pagato dazio per questo ma, senza cambiare rotta, hai insistito…anche quando altre realtà sembravano beneficiare da scelte divertenti.
Hai tenuto la barra dritta ,sia come politica di investimenti che quale codice deontologico all’ interno di un settore spigoloso come quello dello spettacolo ed ,oggi, puoi finalmente godere dei frutti di questa visione.
La tua guida e le capacità di Stefano stanno conducendo la Stemal a traguardi che valicano i confini continentali, con un asset divenuto sinonimo di affidabilità dei più grandi marchi ed eventi.
Focalizzare l’utile come mezzo e non come fine per gratifiche personali è stato il segreto, così come puntare sulla qualità.
E sai quanto io sia stato testimone diretto di queste evoluzioni