Locandina Massimo Lopez Show – debutto a Milano il 7 aprile al Teatro Carcano, produzione Stemal

Quando un’idea ritorna ci sono spettacoli che nascono come un progetto. E poi ce ne sono altri che nascono come una memoria viva.

Il nuovo Massimo Lopez Show appartiene a questa seconda categoria.

Negli ultimi mesi Massimo, nelle interviste che hanno accompagnato l’annuncio del progetto, ha più volte ricordato un precedente spettacolo che molti spettatori ancora oggi citano con affetto: “Ciao Frankie”.
Non è un caso.

Quel lavoro nacque molti anni fa quasi come una sfida artistica: riportare sul palcoscenico il mondo musicale e teatrale legato allo swing, un tributo a Frank Sinatra, alla grande tradizione americana, e allo stesso tempo trasformarlo in uno spettacolo teatrale italiano capace di parlare a generazioni diverse.

Per molto tempo è stato uno spettacolo che ha vissuto una vita intensa sui palcoscenici italiani.
Ma il momento che lo ha reso davvero speciale fu quando attraversò l’oceano.

Per due serate consecutive, sold out al Colony Theater di Miami, quello spettacolo dimostrò che una certa eleganza teatrale, fatta di musica dal vivo, ironia e racconto, può parlare a un pubblico internazionale senza perdere la propria identità.

Non era un’operazione nostalgica. Era semplicemente teatro che respirava musica.

Oggi, molti anni dopo, il nuovo spettacolo di Massimo nasce da quella stessa radice. Non come una replica del passato, ma come una sua evoluzione naturale.

Il tempo cambia le voci, cambia il modo di stare in scena, cambia il rapporto con il pubblico.
Ma se l’ispirazione è autentica, alcune cose restano intatte: la curiosità, il piacere del racconto, la libertà di muoversi tra parole e musica.

Per questo motivo il Massimo Lopez Show è stato pensato come un viaggio dentro questo mondo artistico: uno spazio dove convivono personaggi, canzoni, ironia e memoria.

E proprio come accadde allora, stiamo lavorando perché quel viaggio possa tornare anche oltre oceano.

Ci sono contatti e ipotesi concrete per riportare lo spettacolo a Miami questa estate, in un periodo molto particolare per la città: quello dei Mondiali di Calcio, quando il mondo intero si ritroverà lì.

Se accadrà davvero, sarà bello pensare che una storia iniziata anni fa su un palco italiano abbia trovato la strada per ritornare, con la stessa leggerezza con cui era nata.

Perché il teatro, in fondo, è questo: un incontro che continua nel tempo.

E quindi ecco di nuovo due fratelli con un entusiasmo ritrovato, pronti a confezionare nel miglior modo possibile questo spettacolo che deve poter far godere di buona musica, far sorridere ed emozionare in momenti in cui questo show cambia registro, tono, esattamente come una frase sul pentagramma, un accento musicale che dia il senso del momento.

Io, ascoltando certi brani della scaletta musicale, in alcuni momenti mi sono anche commosso al pensiero di tante persone, tra familiari ed amici, che oggi purtroppo potranno vederci da un’altra dimensione.

Forse il teatro è anche questo.
Un luogo dove il tempo non si comporta come nella vita quotidiana.
Dove passato e presente si siedono nello stesso posto in platea.

Ci sono sere in cui il pubblico applaude, ride, si emoziona.
E poi ci sono quelle presenze invisibili che ognuno di noi porta con sé sul palcoscenico.

Sono loro, in fondo, i primi spettatori.

Ed è anche per loro che si torna a provare, a sistemare una battuta, a cercare la giusta intenzione in una canzone.
Perché quando le luci si abbassano e il sipario si apre, non è mai solo uno spettacolo che comincia.

È un incontro che continua.

Ci sono sere in cui il pubblico applaude, ride, si emoziona.
E poi ci sono quelle presenze invisibili che ognuno di noi porta con sé sul palcoscenico.

Io lo so bene chi saranno alcuni di questi spettatori speciali.

Aldo Lopez.
Giorgio Lopez.
Gigliola Lopez Tagliaferri.
Immacolata Tagliaferri.

Quattro spettatori silenziosi, seduti da qualche parte in quella platea invisibile che il teatro conosce bene.

E forse, in fondo, è anche per loro che si torna a provare, a cercare la battuta giusta, la nota giusta, il tempo giusto di una pausa.

Perché quando le luci si abbassano e il sipario si apre, non comincia soltanto uno spettacolo.

Comincia un incontro che attraversa il tempo.

E il teatro, ancora una volta, fa il suo mestiere più antico: tenere insieme chi c’è… e chi continua a guardarci da lontano.

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Alessandro Lopez

6 Risposte
  1. Massimo

    Parole davvero toccanti. Riescono a raccontare non solo uno spettacolo, ma tutto quello che il teatro porta con sé: memoria, musica, pubblico e quelle presenze invisibili che continuano ad accompagnarci. Grazie Alessandro

    1. Davide

      Certo che gli spettatori speciali saranno il vostro talismano amico mio

      La vostra qualità è giusto che possa tornare oltreoceano

      Un abbraccio a te e Massimo

          1. Il teatro è sempre stata la mia passione. Da ragazzo improvvisavo spettacoli teatrali. Alle elementari ricordo che il Sabato si scendeva nel piccolo teatro della scuola delle suore cìdove andavo e facevamo una bellissima lezione son una suora che insegnava canto e musica. Al termine di questa lezione la nostra maestra suor Marcella ci lasciava venti minuti sul palco ad imporivvisare scenette imitazioni ed era un grande divertimento.

    2. Caro Massimo,

      tu conosci iogni angolo della ia storia professionale e lo hai anche immortalato in alcuni casi fissandone l’essenza Produrre teatro per me è stato il coronamento di un sogno vero, quello di essere un operatore di questo settore alimentato dal sacro fuoco della passione per questo lavoro che se non avessi avuto dalla prima volta non avrebbe ottenuto i risultati che nel tempo sono arrivati. Grazie a te.

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