Quando rinascere è un sottinteso non è un motto, non è un messaggio.
È un certificato che abilita se stessi a trovare la direzionedopo una lunga sosta.
In questo periodo sono successe cose che posso definire, con entusiasmo, meravigliose perché sono state il frutto evidente di un pensiero lontano, di una visione limpida, di una programmazione desiderata
e pianificata con cura e amore verso se stessi.
Nel camminare in questo nuovo viale alberato, incroci pericolosi ne sto incontrando e, per quanto la prudenza possa essere tanta, ho dovuto fare una brusca frenata, controllare i danni subiti,
analizzarli, porre rimedi immediati, approfondire e attendere i pezzi da sostituire.
Essere fermo e ritrovarmi in un déjà vu mi rende inquieto, forse con un leggero senso
di rabbia repressa che sto cercando di trasformare in energia pura, quella che servirà alla macchina
per ripartire.
Sento la responsabilità di un equipaggio che attende, che sa, che comprende e che è pronto a partire in tempo.
Ma è il mio sentirmi assente che mi crea un senso di disorientamento dal sapore antico, un sapore che non dà gusto positivo, piuttosto un sapore che ho voluto dimenticare, descrivere con aggettivi diversi,
renderlo meno amaro di quanto poi fosse, avendolo accettato, elaborato e metabolizzato.
Ma c’è una cosa che non ho mai perso. La connessione. Con me stesso e con gli altri.
E questo mi sta aiutando moltissimo.
La mia connessione entra in gioco quando l’obiettività si fa evidente, quando il fatalismo vince sulla razionalità, o anche il contrario, se vogliamo.
E non voglio ingannare me stesso.
Posso pensare a un “trabocchetto”, mettere nelle mani due o tre scelte, viverle tutte intensamente, ponderare, come sempre ho fatto.
Ma a volte l’istinto può vincere.
Le decisioni non hanno sempre un tempo limite, a volte vanno prese e basta. Forse è proprio questo
il punto.
Non evitare gli incroci, non temere le frenate, non cercare sempre la strada perfetta.
Ma restare connessi, anche quando ci si sente assenti, anche quando il passato torna con il suo sapore.
Perché se rinascere è diventato un sottinteso, allora anche ripartire lo è.
E la direzione, in fondo, non si perde mai davvero: si aspetta di essere riconosciuta.
La mia è tracciata da tempo eccola www.stemal.it
Ma è da qui che sono ripartito www.alessandrolopez.it
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Bellissima riflessione che conferma ancora una volta la Grande persona e luminoso e lungimirante Professionista che sei. Forza Alessandro, ce la farai e noi tutti saremo con te a festeggiare. Forza Grande Amico mio
Grazie Gian Luca per questo attestato di stima nei miei confronti che fa bee al cuore nel vero senso della parola, mitiga la fatica con cui ho portato avanti tanti progetti e li sto vedendo nascere, crescere e svilupaprasi nel futuro. Anni fa ci conoscemmo in un contesto altamente operativo e nacque subito intesa, trasformatasi in quella che definisco oggi l’esempio di una grande e costante amicizia con la A maiuscola. Credo e vinco! Comandante! Sempre e comunque!
Come affrontato nella nostra ultima telefonata, rinasciamo ogni giorno in una sola vita e la consapevolezza di questo è già un passo verso la serenità nei momenti in cui ci sentiamo spenti e attendiamo, solamente, di rifiorire
Le frenate non cancellano il cammino a persone come te, lo rendono più consapevole. Anche nelle soste più inattese c’è qualcosa che continua a fiorire in silenzio. Se la connessione è viva, allora nulla si è davvero fermato: stai solo prendendo fiato prima di ripartire. E la tua direzione, come certe strade del cuore, sa sempre come farsi ritrovare
Caro Massimo,
come sempre sai leggere tra le righe ogni sfumatura, ogni accento del mio stato d’animo centrando quella che è l’essenza dell’Alessandro oggi. Uomo, soldato nell’animo non per nostagica appartenenza, che ci starebbe anche, ma per cultura, per i valori che continua a darmi e per lo scudo protettivo che sta permettendo al mio fisico di rispondere in modo adeguato a carenze energetiche. Questa è la era amicizia, il vero essere connessi sempre e sapere di esserlo a prescindere.