Una passeggiata tra le nuvole

Con Me e Rossella

Tutto inizia con una trasferta di lavoro… sono salito a bordo della mia Rossella BMW K 1600 GT alla volta del porto di Civitavecchia dove mi attendeva la nave della Tirrenia delle 22:30 pronta a salpare per Olbia. Partito da Roma con il sole, al mio arrivo al casello di Civitavecchia, naturalmente e come al solito sono accolto da una bomba d’acqua, ma fortunatamente sempre attrezzato con la tuta cerata impermeabile giallo canarino. Ho riconosciuto nella simpatica nuvola che mi attendeva l’esatta ricomparsa di quella di “Fantozzi” e sono felicemente orgoglioso di essere l’erede del Ragionier Ugo Fantozzi; Ecco a Voi quindi il ben più tragico, perché motociclista, Ragionier Alessandro Fantozzi.

Rag. Alessandro Lopez in arte Fantozzi

Dopo questo momento tragico…. arrivo alla corsia di imbarco presso il molo di attracco della Tirrenia http://www.tirrenia.it  

dove il personale addetto all’imbarco, impietosito dalle mie condizioni disumane ha aperto il portello per farmi imbarcare per primo con ben tre ore d’anticipo dall’orario di partenza., in barba ai numerosi automobilisti in coda che imprecavano verso di me dal finestrino apostrofandomi con irripetibili epiteti per averli superati nella corsia preferenziale di accesso al garage. Parcheggio la moto adagiandola sul cavalletto laterale e Rossella per scongiurare eventuali cadute durante il tragitto che si preannunciava assai movimentato veniva “ammanettata” e imbragata alle strutture di acciaio del piano garage come il povero Jack interpretato dal magistrale Leonardo Di Caprio nel Colossal “Titanic”.

Solo per un attimo ho pensato di poter essere il nuovo “Jack” salvato da “Rose”, ma solo pensando per un attimo alla sua tragica fine dopo il naufragio mi ha fatto subito essere felice di ritornare ad essere il tragico Ragionier Alessandro Fantozzi. A questo punto mi incammino vero la scala che porta al check in della cabina che avevo prenotato al ponte numero 7 della nave Tirrenia. L’addetta alla reception mi consegnava la chiave magnetica della cabina unitamente ad una gustosissima immagine del Dio Nettuno invitandomi prima di accedere alla stessa ad osservare in raccoglimento un lunghissimo minuto di silenzio.

Accedo quindi alla cabina che aveva la finestra esterna verso il mare. Mi dirigo poi al ristorante di bordo e degusto un buona cena a prezzo adeguato, con personale gentile ed ossequioso. Dopo il caffè, decido di ritornare in cabina, mettere il casco Bluetooth in carica per poter sentire il giorno dopo sia il telefono che la radio; nel frattempo la nave parte ed io mi addormento invece sorprendentemente cullato da un mare calmo e piatto. Alle 5:30 viene data la sveglia dal personale di bordo ed alle 6:00 libero la cabina dirigendomi al bar per fare colazione. Alle 7:00 mi hanno fatto accedere al garage dove ahimè ho iniziato a slegare la povera Rossella che invece non aveva dormito a causa delll’assordante rumore dei numerosi motori rombanti del “Titanic” e dalla gelida corrente fredda proveniente dagli oblò senza vetri del garage trovandola visibilmente provata e totalmente ibernata dopo queste 10 tragiche ore di impervia navigazione!

Finalmente riesco ad indossare il casco la giacca e tutta l’attrezzatura ed accendo la mia Rossella intorpidita ancora da questo viaggio estenuante, che invece sorprendentemente, già da subito, dava uno spunto di ruggito con i suoi sei cilindri in linea, urlando tutto il suo infinito amore nei miei confronti in tutto il garage della nave. Altri motociclisti affascinati dal suo urlare accendevano le loro rispettive compagne di viaggio e tutti insieme abbiamo fatto urlare nel garage la seguente frase “fateci uscire!!!”; perché nel frattempo una clamorosa e pesantissima nuvola di fumi altamente tossica si era sprigionata nell’area a causa del rombare delle nostre compagne di viaggio ed anche da tutti gli automobilisti e camionisti presenti che nel frattempo, visibilmente ingelositi avevano acceso tutti i loro mezzi ed avevano saturato tutto il garage. Finalmente trovavo un varco tra la fila di macchine e di Tir e riuscivo, completamente paonazzo e in stato di asfissia totale a scendere dalla rampa del traghetto; anche in questo preciso momento ho avuto una visione mitologica “Dantesca” (in preda ad un evidente stato di allucinazione dato dalla saturazione dell’aria dentro il mio casco piena di polveri sottili) intravedendo nell’addetto allo sbarco il mitico “Caronte” che traghettava le anime dei “motociclisti” sulla banchina del molo del porto di Olbia. Ma in fondo anche in questo caso, ritenendomi fortunato nell’essere scampato al naufragio del Titanic e sicura morte per asfissia nel garage del traghetto mi recavo al bar e consumavo un’abbondante colazione in barba a Leonardo Di Caprio, Caronte e lo stesso Dante Alighieri.

Ma adesso torniamo ad essere seri, perché dopo la colazione è davvero partita la mia passeggiata tra le nuvole spaziando nella simbologia e dei significati di ogni immagine che si parava innanzi ai miei occhi; il mio viaggio si è improvvisamente trasformato sicuramente in una trasferta di lavoro, ma immersa nella concentrazione nella guida e nell’immersione in un percorso quasi spirituale nell’interpretare tutti i “segnali” che mi provenivano dal cielo e non solo, dagli itinerari percorsi, dalla natura, dagli animali, dai cartelli stradali sino ad arrivare ai cartelli pubblicitari ed al ritorno ad Olbia per imbarcarmi di nuovo e ritornare a casa. Imposto il navigatore verso la città di Sassari dove dovevo raggiungere mio fratello Massimo Lopez che la sera stessa avrebbe fatto una serata concerto con lo spettacolo “Sing and Swing” presso il Teatro Comunale di Sassari con l’orchestra Jazz della Sardegna della diretta dall’immancabile amico di anni il Maestro Gabriele Comeglio.

La giornata è stupenda e soleggiata, la temperatura e fresca ma nello stesso tempo il sole mitigava quella sensazione di fresco che provavo percorrendo la strada in quanto indossavo la mia solita giacca gialla estiva BMW Air Jet, ma senza la sotto gioca interna che si può usare quando ci sono temperature più rigide. Già dai primi chilometri ho chiaramente compreso che qualche segnale stava arrivando; dopo molte curve e piacevoli tornanti dove ho potuto gustare le eccellenti doti di stabilità della mia Rossella BMW K1600 GT scendevo improvvisamente su un lungo rettilineo dove mi è successa la prima cosa incredibile. La mia moto ha un doppio colore Nero/Grigio e guardandola di profilo sia nella forma del serbatoio che degli specchietti retrovisori il tutto può vagamente ricordare il profilo di un volatile (con molta fantasia), e in effetti è una moto che vola in tutti i sensi: dal punto di vista della velocità e più in maniera astratta dal punto di vista delle sensazioni di benessere, del pensiero, della concentrazione nella guida e di libertà assoluta che solo una moto può dare. Per me almeno viaggiare con la moto questo è l’effetto che mi fa. Ritorniamo al rettilineo; sono ad una velocità di circa 80 km orari e all’improvviso avanti a me in alto vedo un falco pellegrino volarmi sopra, sapevo essere presente in quelle aree della Sardegna, ma non mi era mai capitato di vederne uno. Ad un certo punto questo falco vola in picchiata verso di me e Rossella ed io quasi spaventato accelero repentinamente e guadagno quasi 600 metri di strada, il falco scendendo in picchiata all’improvviso, mi si affianca mantenendo un volo parallelo alla mia andatura di marcia e prosegue con me per circa due chilometri, ogni tanto girando il suo muso verso di me, e io commosso visibilmente, pur mantenendo il mio sguardo avanti per guidare in sicurezza ogni tanto voltavo la testa verso di lui per ricambiare i suoi sguardi, poi percorsi i due chilometri si è innalzato altrettanto rapidamente verso il cielo e io ancora commosso l’ho salutato con la mano sinistra ed ho suonato tre volte il clacson della mia moto; emozionato da quell’incontro mi sono fermato in una piazzola di sosta, ho bevuto un po’ d’acqua e ho guardato sul mio iPhone il significato del falco in generale per capire che senso dare a questo incontro, perché su quella strada in quel momento eravamo solo io, lui e Rossella, non passava nessun altro.

Ecco una prima parte che descrive il rapace:

Significato del Falco

Si tratta di uno degli animali più veloci del mondo, di un potente predatore, attento osservatore. Gli antichi Egizi, infatti, lo associarono alla figura del dio Horus il quale veniva rappresentato proprio con la testa di Falco. Inizialmente dio della caccia, venne successivamente adorato soprattutto come dio del cielo e del Sole. Come il Falco, Horus aveva capacità visive incredibilmente sviluppate. Queste si aggiungevano a doti soprannaturali quali la chiaroveggenza e un elevato stato di coscienza.

Queste doti, a loro volta, gli permettevano di avere il controllo assoluto sui quattro Elementi Naturali, ovvero AcquaFuocoTerra e Aria. I Greci lo consideravano il messaggero di Apollo. Nelle civiltà europee veniva associato alle divinità della caccia come quella germanica il cui nome corrisponde a Wodan.

Simbolicamente il Falco esprime il potere della visione, della determinazione, ma anche la transizione che può essere personale (spirituale) o professionale.

Le persone il cui totem è rappresentato dal Falco sono generalmente individui caratterizzati da forte determinazione nel raggiungere i propri obiettivi. Pronti ai cambiamenti, dotati di un forte spirito di osservazione ed estremamente intuitivi. Insomma dei veri leader! Si tratta di persone intraprendenti, vigorose, iperattive, ottimiste, ma anche sognatrici e passionali. In amore cercano la storia importante e possono risultare molto possessivi e gelosi.

incontro con il falco pellegrino

Già leggendo queste caratteristiche mi riconosco perfettamente in questa descrizione quasi a delineare un mio perfetto profilo umano e professionale perché davvero io sono così. Sono fortemente determinato nel raggiungere i i miei obiettivi, pronto a qualsiasi cambiamento, sono sicuramente dotato di un forte spirito di osservazione (e lo dimostro in quello che sto scrivendo in questo articolo) ed estremamente intuitivo (ad esempio ho imparato ad andare in moto senza alcun corso di guida, altrettanto nel lavoro uso qualsiasi computer in questo modo). Sono anche intraprendente, vigoroso, iperattivo (e qualcuno me lo contesta ndr), certamente e sempre ottimista, ma anche sognatore e passionale altrimenti non potrei fare l’attività che svolgo. In amore ho sempre cercato una storia importante e posso a volte risultare molto possessivo e geloso, ma nel senso buono del termine; tengo molto all’esclusività nei miei rapporti e non sopporto le invadenze in senso generale nei miei confronti e nei confronti di chi amo di più, dal partner fino ad arrivare ai miei familiari più stretti (ogni riferimento a cose o persone è volutamente casuale).

Accendo nuovamente Rossella e proseguo il mio viaggio verso Sassari e guardando ancora avanti per guidare sollevo sporadicamente lo sguardo verso l’altro e vedo una formazione nuvolosa, già presente, ma più lontana in prospettiva, durante l’incontro con il falco pellegrino e scorgo visibilmente almeno due figure: la prima nel centro a me sembra un corno (e ne sono pieno in tutti i portachiavi: quello di casa, dell’ufficio, della macchina e della moto tutti regalati da mia moglie Rossella e da mia figlia Mariadele), poi a sinistra del corno vedo più netto un cuore e li sicuramente ho la conferma del messaggi, il mio cuore oggi è sicuramente in modo esclusivo per loro: la mia adorata moglie Rossella e mia figlia Mariadele, la mia famiglia che ho custodita dal 1991 nella cassaforte del mio di cuore e guai a chi me la tocca; diventerei davvero un falco rapace in picchiata.

Raggiungo Sassari nel tardo pomeriggio e mi sistemo nell’albergo che ho prenotato ed alle 19:00 sono andato al Teatro Comunale in scena con lo spettacolo Sing and Swing per l’ultimo appuntamento della XVI Edizione di “JazzOp”, rassegna di produzioni originali di musica, sul palco con lui l’orchestra Jazz della Sardegna diretta sempre in modo eccellente dall’amico Maestro Gabriele Comeglio con il quale da anni condividiamo insieme successi di ogni tipo ed io sorrido ogi sera quando lui dopo lo spettacolo mi chiede sempre: “Alessandro, come è andata?” come se io ogni sera dovessi confermare quello che per me è una certezza da oltre 15 anni, ma nel rispetto della sua proverbiale modestia lo ringrazio sempre degli ottimi risultati. Terminato lo spettacolo abbraccio mio fratello e ringrazio anche lui per darmi sempre delle enormi soddisfazioni e ritorno in Albergo dove trascorro la notte.

La mattina seguente alle 10:00 circa mi rimetto in viaggio con la mia Rossella alla volta di Cagliari dove la sera ci sarà la replica dello spettacolo al Teatro Massimo (non a caso, altro segnale) (Cagliari, quest’ultima in collaborazione con “La via del collegio”.

La rassegna è stata organizzata dall’Associazione Blue Note Orchestra (ABNO) con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Sassari, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Fondazione di Sardegna.

Perfettamente a suo agio con l’organico della big band sarda, mio fratello ha sfoderato tutto il suo talento di cantante e showman nel concerto “Sing and Swing” che ha evocato le atmosfere del grande jazz con una carrellata di brani evergreen del repertorio di Frank Sinatra. Da “You make me feel so young” a “All the way” “Fly me to the moon” “Autumn leaves” , “Sing Sing Sing” , “New York New York”. Tutte le composizioni sono state  arrangiate da Gabriele Comeglio che ha diretto anche l’organico dell’OJS ed è stato la spalla perfetta di Lopez durante i due concerti. Ogggi quindi mi trovo anche un sorprendente Attore, del quale non conoscevo ancora le preziose qualità.

Massimo ha infatti rispolverato i personaggi più famosi del suo repertorio di comico ed imitatore per un’ora e mezzo di performance articolata tra grande musica e risate. Nel finale lui e l’Orchestra hanno proposto nel finale due bis. “My way” e “Strangers in the night”. Anche in questo caso, terminato lo spettacolo ho salutato tutti complimentandomi per l’ulteriore successo da mettere nel “palmarès” della Stemal. Poi lunga dormita perché il viaggio del giorno dopo sarebbe stato molto lungo.

Infatti la mattina seguente mi sono svegliato di buon ora ed alle 9:00 sono partito alla volta di Olbia dove la sera alle 22:30 avevo la nave Tirrenia per il ritorno a Civitavecchia e poi a casa.

Questo viaggio si è caratterizzato dal fatto che le simbologie sono divenute tutte nella cartellonistica stradale degli itinerari turistici, delle località toccate dalle strade, sino ad arrivare alla fine con un cartello pubblicitario che la dice lunga come segnale finale.

Ho messo in moto la mia Rossella ben riposata anche lei dopo le faticose strade percorse e le emozioni raccolte durate i tratti stradali e lentamente per riscaldarla e coccolarla a dovere sono partito. Ho percorso tutta la E25 passando per Oristano e sono arrivato ad Olbia con larghissimo anticipo rispetto all’orario di partenza per potermi rilassare a dovere prima dell’imbarco. Sono arrivato comodamente alle 13:30 ad Olbia e subito mi sono messo nella corsia riservata ai motociclisti al molo dell’imbarco della nave.

La mia mente a questo punto ha avuto un flashback sui segnali ricevuti durante questo itinerario e ve li descrivo: tra i vari comuni che ho incontrato sul finire del viaggio sono passato nella zona del Golfo di Orosei che racchiude in se posti come Cala Gonone il Comune di Dorgali. Si possono visitare spiagge caraibiche che pochi intenditori della Sardegna conoscono tutti sempre concentrati nella ben più nota e frequentata Costa Smeralda che io conosco molto bene, altrettanto bella, ma infrequentabile durante il periodo estivo in quanto sempre affollata di gente e non tutta di qualità perchè è sempre più affollata di gente “improbabile” che ostenta nei porti la loro potenza economiche panfili astronomici sempre fermi nei porti perchè non hanno i soldi per fare carburante. Che ci vanno a fare con un panfilo in Sardegna se poi restano in porto? Non sarebbe meglio affittare un piccolo gommoncino ed andare in giro per le stupende cale e calette della zona, spendendo al massimo 40 euro di benzina? Fatti loro io un gommone me lo sono comprato e lo uso in diversi luoghi molto più agilmente e in sicurezza in quanto imbarcazione inaffondabile.

Ma non perdiamo l’attenzione sul Golfo di Orosei. Il Golfo per antonomasia è quello di Napoli e questa città ha dato i natali alla mia famiglia di origine, la famiglia Lopez. Tutti i i fratelli di mio Padre Aldo erano gioiellieri, come mio nonno Giorgio, collegati alla famiglia dei cugini De Angelis che con lo “Zio d’America” come lo definivano noi fratelli Lopez, dal Messico esportava coralli e preziosi a Napoli e i miei zii li lavoravano nei loro negozi per farne collane, camei ecc.

Poi Orosei, mi ha fatto ulteriormente riflettere sulle parole Oro (dunque prezioso metallo) e Sei (io…) Sei Oro, quindi sei prezioso per te stesso e per gli altri per ciò che stai facendo per loro; ovvero le mie risorse artistiche soprattutto i giovani a cui dedico quasi il 60% della mia attività per farli crescere, orientare professionalmente e far lavorare.

E la chicca finale è stata quella all’uscita dalla Statale verso Olbia. All’arrivo al Porto ho visto pararsi davanti a me un cartello pubblicitario di un negozio di ottica dal nome “Ottimax”. Che dire la mia interpretazione finale di questo segnale è stata ottimizzare al massimo le risorse Artistiche disponibili e non solo quelle, anche le risorse umane come collaboratori che ho assunto in questi mesi e poi non ultimo la mia prima risorsa che gestisco dal 1991 ovvero la mia punta di diamante (sempre una preziosa gemma) Massimo Lopez

Buona lettura a tutti.

Una coppia indissolubile per affetto e stima reciproci. Ti voglio bene Massimo sempre di più! Grazie per avermi dato questa opportunità di crescita e di lavorare insieme a me per trovare nuovi talenti nello spettacolo, sarà il tuo nuovo lavoro che aggiungerai alle tante attività che continui a fare insieme a me. Con la tua guida e la tua esperienza unita alla mia concretezza e determinazione sono sicuro che non potrò deluderti.

8 Responses
    1. Alessandro Lopez

      Beh,mi fa sempre piacere leggere i tuoi commenti perchè come tutti quelli che mi scrivono lo fanno con sincerità apprezzando quello che scrivo. In un certo senso questo viaggio è stato premonitore di molte cose che stanno succedendo e nel finale ho avuto la conferma che la strada da seguire è quella che sto percorrendo quindi vado avanti tutta con tutti i mezzi che ho a disposizione. Ti abbraccio Cugino mio, Alessandro

  1. Avatar
    Davide

    Articolo pregno di sentimento, correlato da foto che rendono l’idea di te, di voi.

    È stato un piacere scorrerlo, amico mio

    1. Alessandro Lopez

      Carissimo Davide, so quanto tu apprezzi il mio modo di scrivere siamo amici da poco tempo eppure sai molte cose di me perchè segui da tempo questo mio blog e l’evoluzione dell mia attività della Stemal sul sito http://www.stemal.it il portfolio si sta arricchendo di nuovi personaggi e tantissimi progetti son in fase di avvio e come sai se un imprenditore non ha dei progetti sui quali lavorare è meglio che stia a casa perchè non si va da nessuna parte. Continua a seguirmi e grazie di avermi scritto il tuo commento. Alessandro

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    Stefano di Berardino

    Come vedi sono stato di parola. Sinceramente non vedevo l’ora di leggerlo dopo il tuo racconto da Vanni …!
    Non perdiamoci di nuovo; dopo tutti questi anni se la “combriccola” qualcuno ha voluto farla incontrare di nuovo … qualche motivo ci sarà. Un abbraccio!!!

    1. Alessandro Lopez

      Il motivo è dentro di noi e soprattutto dentro di me…. vi aspetto tutti al Teatro degli Eroi dal 28 al 30 Giugno, saremo in platea per guardare dei provini insieme e mi darete una mano a capire…. sapremo cosa sarà il nostro futuro che disegneremo insieme per noi e per loro, ma in modo intelligente amici miei ritrovati. Vi voglio bene davvero è stato il più bell’incentro di questo ultimo anno.
      Teatro con un nome migliore non potevo sceglierlo per ritrovarci insieme, siamo stati eroi di un tempo che in televisione purtroppo non c’è più, ma la speranza è sempre l’ultima a morire e io sono ancora vivo e un motivo c’è. Ne sono sicuro!

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