We are Soldiers – 117° Corso AUC 40 anni di noi. Cesano di Roma, 4 Ottobre 2024.
Difficile descrivere le emozioni di questa intensa giornata, proverò a farlo insieme ai miei fratelli d’Arma.
Ho deciso in questa giornata di vivere esattamente in modo speculare quell’8 ottobre 1984 dove stavo lasciando la vita civile per essere inserito in modo brutale, ma intenso in quella che è stata la più bella esperienza di vita vissuta e che mi ha portato ad essere quello che sono oggi.
Mi sono alzato alle 5:00 del mattino, sono andato a farmi la barba a secco con l’acqua gelata (ai tempi non esisteva né riscaldamento né acqua calda nella caserma), poi rigorosa doccia fredda per smorzare le forti emozioni che mi stavano pervadendo e per essere pronto a partire con la mia moto alle 5:30 precise.
Ho acceso il motore e sono partito molto lentamente e ho deciso di percorrere la strada di allora fermandomi come prima tappa in Via Maria Montessori n. 25 la casa della mia famiglia dove con mia madre partii in macchina alla volta di Cesano.
Il ricordo di quella partenza inizia dal corridoio di casa dove mia nonna Titina piangeva a dirotto come se andassi in guerra. Mi commosse quel pianto ed in effetti, forse con il senno di poi, forse non aveva tutti i torti. E’ stata una guerra da quel giorno fino ad oggi, fatta di battaglie a volte vinte e a volte perse.
Sogni nel cassetto che son rimasti nel cassetto e alcuni realizzatisi nel tempo con l’esperienza.
Ma torniamo alla mattina del 4 Ottobre 2024. Proseguendo da Via Montessori ho percorso tutta la Via della Camilluccia per poi prendere Via Flaminia e imboccare parte del GRA e uscire sulla Cassia Veientana.
Uscita al bivio di Cesano prima sosta e primo video evocativo:
We are Soldiers – 117° Corso AUC 40 anni di noi
Non ricordandomi l’orario esatto di ingresso alla Scuola previsto per ore 9:30 sono arrivato come un coglione davanti all’ingresso alle 6:45 sotto gli occhi esterrefatti dei paesani e dell’Ufficiale di Picchetto che vedeva un casco giallo canarino fosforescente illuminare l’ingresso della caserma.

Ho fatto una breve colazione e ho atteso tranquillo l’arrivo dei primi colleghi. Ma ho pensato e riflettuto tanto su quell’ingresso che mi ha visto entrare l’8 Ottobre 1984 per cinque lunghi mesi che si conclusero con la tanto agognata stella e la nomina a Sottotenente il 13 Marzo 1985.
We are Soldiers – 117° Corso AUC 40 anni di noi
Questa era la coposizione del nostro Battaglione Allievi Ufficiali:
1° BTG:
1^ Compagnia Mareth: Comandante
Cap. Pietro Foti
1° Plotone: Sten. Massimo Giovannelli
2° Plotone: Sten. Luigi Terzini
3° Plotone: Sten. Davide Bocci Il mio mentore in tutti i sensi
4° Plotone: Ten. Francesco Lucantoni
5° Plotone: Sten. Sandro Giugni
Settimo Ufficiale: Sten. Riccardo Gerini.
2^ Compagnia: Comandante Ten. Michele Di Paola
1° Plotone: Sten. Massimo Ferrari
2° Plotone: Sten. Casimiro Chiello
3° Plotone: Sten. Pietro Previte
4° Plotone Sten. Antonio Sgro’
5° Plotone: Sten. Gaetano Gargano
5° Plotone: Sten. Claudio Laudante
3^ Compagnia Comandante Cap. Silvano Farci
1° Plotone: Sten. Antonio Posa
2° Plotone: Sten. Roberto Pizzinelli
3° Plotone: Sten. Giuseppe Cipollone
4° Plotone: Sten. Mauro Barbetti
5° Plotone: Sten. Emilio Sgrulloni
Ringrazio il collega Marco Marini per avermi dato tutta la composizione perchè sinceramente avrei fatto fatica a ricomporre tutti questi nomi che ricordavo, ma con un ordine di grado e Plotone.
Ritorniamo all’ingresso. Durante la lunga attesa per comporre il gruppo dei colleghi ho riflettuto tanto su quel periodo. Quella mattina del 1984 fummo letteralmente strappati alla vita civile, ai nostri affetti, alle nostre fidanzate e proiettati in un mondo che ci ha urlato in faccia per tre settimane che eravamo delle nullità e che avevamo fatto una scelta della quale ci saremmo pentiti per la forte selezione che avremmo dovuto subire esortandoci a mollare piuttosto che continuare.
Così è stato. Ci fecero marciare in abiti civili per diversi giorni – io avevo delle Timberland – e la suola delle scarpe dopo tre settimane di marcia, urli e tacchi a terra a passo cadenzato si erano letteralmente consumate e quasi squagliate.
Le vesciche ai piedi erano doloranti e medicate ogni sera solo con acqua gelata e quel poco di sapone che avevamo a disposizione.
Soffrivo molto, ma in silenzio. Ognuno di noi soffriva per lo stesso motivo ma non ci si lamentava per darci forza interiore e da lì nasce il cameratismo, il senso di appartenenza, lo spirito di corpo, la fratellanza e l’amicizia, quella vera che ci vede ancora oggi uniti più di allora.
Oggi lo definirei “spogliatoio o palestra” e che palestra!
Tuttò peggiorò il giorno della vestizione dove ci fu consegnato tutto l’occorrente per l’intero periodo di leva. La diagonale, la drop, il basco a “pizza”, le mostrine, lo scudetto della scuola da cucire sulla spalla della uniforme, le scarpe ginniche, le polacchine e gli anfibi.
Voglio aprire una piccola parentesi sugli anfibi. Oggi mi fa sorridere, ma allora era tragico. Gli anfibi ci furono consegnati di colore rosso mogano e i Caporali Istruttori ci dissero che il giorno dopo dovevano essere neri e tirati a lucido.
Come fare?
Semplice, cromatina nera, spazzola e olio di gomito.
La mattina dopo “puzzavamo” tutti di nuovo con mimetiche di cartone, baschi da Avatar, e anfibi di “cristallo” come le scarpette di Cenerentola, che brillavano di nero lucido e i piedi doloranti dalle vesciche che aumentavano data la durezza del cuoio che con “l’uso” quotidiano si sarebbe nel tempo ammorbidito.
L’espediente per renderli morbidi soprattutto sul tallone era quello di posizionarli sotto la zampa della branda durante la notte schiacciando la parte posteriore del tallone.



Nel 1984 era una Citroen Visa Azzurra. Quella macchina non faceva più di 90 km all’ora e mi ha portato ovunque. La portai anche sul greto del Torrente Torre in Friuli dove facevo esercitazioni ogni giorno con il mio plotone durante il servizio di prima nomina usandola come un carro armato 🤣.
Ecco il momento dell’ingresso e del ritrovo con tutti i colleghi.




E poi ancora noi



In questa piazza si è svolta la cerimonia di deposizione di una corona di alloro e la resa degli Onori ai Caduti che vedrete nel video finale di questo articolo.
Dopo la cerimonia è inziata la vera visita alla Scuola. Arrivo alla Caserma Tommaso Monti dede del Battaglione. Visita alle camerate oggi diventate delle foresterie e totalmente ristrutturate con persino riscaldamento. Per contrasto all’interno faceva un caldo pazzesco.
Ecco una carrellata di foto sparse.













Si doveva scendere di corsa le scale per raggiungere il cortile attendere il proprio Comandante di Plotone per poi recarsi sul piazzale della Caserma Monti per l’alzabandiera. Ma prima di tutto questo, reazione fisica, nuova doccia veloce e e colazione.

In questa zona si facevano molte ore di addestramento fisico nel percorso di guerra e varie altre attività

E ancora delle altre immagini di quel percorso faticoso ma nello stesso tempo entusiasmante.


Vale la pena di raccontare un piccolo aneddoto divertente. Una mattina “l’angelo volante” Capitano Pietro Foti ci fece vedere come ci si doveva arrampicare sul muro dalla parte opposta a quella che si vede nella foto. Ovvero puntando uno dei due piedi sul muro in verticale per poi darsi uno slancio verso l’alto dove in cima un collega tendeva la mano afferrava il braccio del collega e lo faceva salire in cima al muro per poi scendere dai gradini.
In modo opposto si saliva dai gradini e dalla cima del muro si doveva scendere in verticale aggrappandosi con tutta la forza possibile e scendere a “ragno” a terra.
Pietro Foti spiccando verso l’alto come un falco superò con un balzo solo il muro in verticale sotto gli ochi esterrefatti di tutti che di li a poco avrebbero dovuto emulare l’ardua impresa.
Io non sono mai riuscito a superare il muro e rimanevo attaccato come Giandomenico Fracchia appeso come un salame vero e proprio.
Adl ogni modo queste ed altre esperienze ci hanno unito perché la mano era sempre teda verso il collega più debole.



Andiamo al giorno del Giuramento: Sabato 1 Dicembre 1984
Il Presidente della Repubblica, accompagnato dal Capo dell’Ufficio Cerimonie della Presidenza della Repubblica, lascia in auto la propria abitazione di Piazza Trevi per recarsi a Cesano. L’auto presidenziale è preceduta da una vettura con il Consigliere Militare Aggiunto di servizio ed il Comandante dei Corazzieri ed è seguita dalle vetture di servizio con l’Ispettore Generale di P.S. del Quirinale ed il Comandante del Nucleo Carabinieri Presidenziale e da un’altra vettura con il Consigliere Militare, il Consigliere per i problemi dell’ordine democratico e della sicurezza ed il Capo del Servizio Stampa.
Intervento del Presidente della Repubblica Sandro Pertini alla cerimonia di consegna della Bandiera di Guerra all’Arma di Cavalleria
Il Capo dello Stato giunge alla Scuola di Fanteria e di Cavalleria di Cesano (Piazza 24 maggio), dove viene ricevuto dal Ministro della Difesa, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Quindi, accompagnato dal Ministro della Difesa, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e dal Consigliere Militare, il Presidente della Repubblica passa in rassegna i reparti schierati con bandiera e musica. Nel frattempo, il Seguito presidenziale raggiunge la tribuna centrale. Terminata la rassegna, il Presidente della Repubblica si reca nella tribuna centrale, dove sono ad attenderlo i Rappresentanti della Camera, del Senato e della Corte costituzionale, il Prefetto di Roma, nonché le altre Autorità civili e militari e prende posto nella poltrona a lui riservata. Ha inizio la cerimonia di consegna della Bandiera di Guerra all’Arma di Cavalleria:
- consegna della Bandiera;
- saluto del Comandante della Scuola, Gen. Alceo Masu;
- giuramento degli Allievi Ufficiali di complemento del 117° Corso e delle reclute del 7° e 8° scaglione 1984;
- discorso del Ministro della Difesa, Sen. Prof. Giovanni Spadolini;
- Ammassamento dei reparti;
- Rievocazione storica
- Sfilamento dei reparti
Tutte le informazioni di cui sopra sono visibili sul sito della Presidenza della Repubblica ecco il link: https://archivio.quirinale.it/aspr/diari/EVENT-002-010019/presidente/alessandro-pertini
Prima di andare alla conclusione di questo articolo direi di vedere un’altra carrellata di immagini.


In conclusione di questo meraviglioso ricordo e questa giornata rievocativa di un epoca passata e tutti con capelli ingrigiti, chi non ne ha più, e chi ne ha da vendere abbiamo festeggiato insieme al ristorante. Ecco qualche immagine del pranzo. O del rancio come vogliamo chiamarlo.



Ragazzi del 117° AUC we are soldiers. Questo articolo termina qui con l’intento di vederci ancora in altro luogo dal momento che la Scuola l’abbiamo vista e rivista e per entrarci è diventato per le complicate procedure di ingresso un’impresa difficile.
Ecco il video integrale della giornata sul mio canale YouTube
We are Soldiers – 117° Corso AUC 40 anni di noi
Gustatevi il video e ricordate i commenti sull’articolo. Più avanti aggiornerò l’articolo con le vostre testimonianze. https://www.alessandrolopez.it

Quella mattina, improvvisamente, man mano che varcavo l’ingresso della Scuola di Fanteria, i ricordi si inquadravano, si allineavano dal perno all’ala e ripercorrevano di corsa quel viale di fronte alla Monti . Chiudendo gli occhi sentivo ancora l’eco del nostro canto accompagnarci all’adunata. E vi rivedo ancora tutti qui, schierati ad ascoltare il Comandante. I ricordi…sono sempre con noi. Inseparabili e consapevoli di essere secondi solo alla nostalgia di un tempo che non c’è più…… Grazie ragazzi!
Caro Massimo, caro amico dal cuore sensibile ed aperto. Son felice di leggerti nei commenti. Anch’io vivo quelle stesse sensazioni che oggi sono linfa per la ia anima ogni tanto sofferente per varie questioni e proprio oggi che trovo questo commento non è una giornata giusta… diciamo, m ala nebbia si sta diradando e il sole irradia le mie parole e quelle che leggo.