Ferragosto: duemila anni di festa tra uomini, dei e cielo
15 agosto. Ma sappiamo davvero cosa festeggiamo?
Oggi è Ferragosto
Una parola che pronunciamo quasi automaticamente e che porta immediatamente alla mente vacanze, mare, montagna, tavolate, partenze, città deserte e quell’immancabile domanda: «Che fai a Ferragosto?».
Ma cosa stiamo festeggiando veramente?
Me lo sono chiesto perché dietro una delle giornate più italiane dell’anno si nasconde una storia molto più antica dell’Italia stessa.
Bisogna tornare indietro di oltre duemila anni. Siamo nella Roma di Ottaviano Augusto.
Nel 18 avanti Cristo l’imperatore istituisce le Feriae Augusti, il riposo di Augusto: un periodo di celebrazioni e riposo che si inseriva nella tradizione delle feste agricole romane successive ai grandi lavori nei campi.
Era il momento nel quale uomini e animali potevano fermarsi.
I cavalli, i muli e gli asini impiegati nel lavoro venivano adornati di fiori e, durante le celebrazioni, anche le differenze sociali sembravano per qualche momento attenuarsi. I lavoratori porgevano auguri ai proprietari e ricevevano in cambio una mancia.
In fondo, duemila anni fa avevano già capito qualcosa che continuiamo faticosamente a comprendere: ogni tanto bisogna fermarsi.
Ma il Ferragosto che conosciamo oggi porta dentro di sé anche un’altra storia. Quella cristiana.
Il 15 agosto la Chiesa cattolica celebra infatti l’Assunzione della Vergine Maria, cioè Maria accolta nella gloria celeste in anima e corpo. La celebrazione dell’Assunzione ha origini antiche nella tradizione cristiana e il dogma venne proclamato solennemente da papa Pio XII nel 1950.
Ed ecco che nello stesso giorno sembrano incontrarsi due mondi apparentemente lontanissimi. La terra e il cielo.
La festa pagana legata ai cicli della natura e quella cristiana legata alla trascendenza.
Il riposo del corpo e l’elevazione dello spirito.
Forse è proprio questa stratificazione a rendere Ferragosto così particolare.
Perché le feste cambiano significato attraversando i secoli, ma conservano qualcosa delle persone che le hanno vissute prima di noi.
Il termine Ferragosto ha un’origine decisamente pagana e, soprattutto, romana.
“Ferragosto” deriva dal latino Feriae Augusti, letteralmente “riposo di Augusto” o “feste di Augusto”. Il nome è quindi legato all’imperatore Ottaviano Augusto, dal quale deriva anche il nome del mese di agosto.
Nel 18 a.C. Augusto istituì le Feriae Augusti come periodo di riposo e celebrazione dopo le grandi fatiche dei lavori agricoli. Non inventò però dal nulla la festa: la inserì in un calendario romano che già comprendeva antichissime ricorrenze legate alla terra, ai raccolti, alla fertilità e alla conclusione dei lavori nei campi.
Tra queste c’erano, per esempio, le Consualia, dedicate al dio Conso, divinità collegata alla conservazione dei raccolti. Durante queste festività anche gli animali utilizzati nel lavoro agricolo, come buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e adornati.
Quindi il significato originario era molto concreto: Feriae → giorni di festa e riposo Augusti → di Augusto Feriae Augusti → Ferragosto.
C’è però una curiosità importante per il nostro articolo: il Ferragosto romano non coincideva originariamente con il 15 agosto. Le Feriae Augusti iniziavano il 1° agosto e si inserivano in un più ampio periodo di festività estive. Sarà successivamente la tradizione cristiana a concentrare sul 15 agosto una delle sue solennità più importanti, l’Assunzione di Maria.
Il Ferragosto non nasce il 15 agosto
Questo è probabilmente il particolare che sorprenderà di più i lettori.
Il Ferragosto romano cadeva alle Kalendae Augusti, cioè il 1° agosto. Treccani ricorda esplicitamente che in alcune località questa tradizione del primo agosto sopravvisse addirittura molto a lungo. Il nostro automatismo: Ferragosto = 15 agosto è dunque successivo. Ed è qui che entra il cristianesimo. Dalla terra al cielo: l’Assunzione
La festa cristiana dell’Assunzione non nasce nel 1950. Questa è una distinzione importante. Il 1950 è l’anno in cui Pio XII proclamò solennemente il dogma dell’Assunzione di Maria in anima e corpo. La festa, invece, è antichissima.
Vatican News documenta la celebrazione al 15 agosto già nel V secolo, inizialmente con il significato di «nascita al cielo» di Maria e, nella tradizione orientale, di Dormizione. A Roma la celebrazione risulta presente dalla metà del VII secolo.
Con il passare dei secoli la ricorrenza cristiana del 15 agosto assorbì progressivamente il Ferragosto popolare del primo del mese. Treccani descrive proprio questo passaggio: la festa venne trasferita e assorbita nella celebrazione dell’Assunta, pur conservando diversi caratteri popolari precedenti.
Questa secondo me è la parte culturalmente più affascinante: prima il riposo dopo il lavoro della terra. Poi una festa religiosa che guarda alla destinazione celeste di Maria.
E infine il Ferragosto moderno. Terra, cielo e vacanza. E alcune usanze romane sono sopravvissute per secoli C’è un dettaglio bellissimo che inserirei.
La tradizione prevedeva che i lavoratori si recassero dal padrone per porgere gli auguri ricevendo in cambio un pranzo oppure una mancia. Questa consuetudine sopravvisse molto oltre Roma antica. Treccani documentava ancora nel Novecento l’usanza delle mance di Ferragosto e ricordava che in passato persino cardinali, ambasciatori e dignitari avevano obblighi regolamentati riguardo alle mance.
Quindi anche il vecchio «Ferragosto» inteso come regalo o mancia non è un’invenzione moderna. È una traccia sociale antichissima. E infine nasce il Ferragosto della gita
Arriviamo al 1931.
Durante il fascismo vengono istituiti i cosiddetti «treni popolari»: convogli di terza classe a prezzi fortemente ridotti, con sconti che potevano arrivare all’80%, diretti verso località balneari, climatiche, artistiche e turistiche. Treccani considera questa esperienza uno dei momenti di avvio del turismo di massa italiano.
Per moltissime persone significò qualcosa che oggi facciamo senza pensarci: prendere un treno e andare al mare o in una città d’arte per una giornata. Ed ecco quindi comparire il Ferragosto della gita fuori porta. A questo punto nel tuo articolo potresti fare una sintesi che secondo me rende perfettamente l’evoluzione:
«Il Ferragosto non è mai rimasto fermo. È partito dai campi dell’antica Roma, ha incontrato la fede cristiana, è salito sui treni popolari del Novecento ed è infine arrivato sulle nostre autostrade, sulle spiagge, nelle case e nelle tavolate del 15 agosto.» E c’è un’ultima riflessione che mi piace ancora di più.
In duemila anni abbiamo cambiato praticamente tutto tranne una cosa: il bisogno di stabilire collettivamente che, almeno per un giorno, si possa interrompere la normalità.
Forse è questa la vera continuità tra il contadino romano, il fedele che celebra l’Assunta, la famiglia che nel 1931 prende per la prima volta un treno verso il mare e noi che domani mattina ci diciamo: «Oggi è Ferragosto.» Sono persone diversissime che, a distanza di secoli, stanno facendo sostanzialmente la stessa cosa: si stanno concedendo una pausa.
“Ferragosto moglie mia non ti conosco”
La frase è un gioco popolare che riprende un proverbio molto più antico:
«Aprile, dolce dormire»
«Maggio, adagio adagio»
e soprattutto il celebre
«Maggio, moglie mia non ti conosco».
Da quest’ultimo deriva la variante scherzosa «Ferragosto, moglie mia non ti conosco», diventata un modo di dire legato alla vacanza estiva e alla temporanea sospensione delle regole quotidiane e coniugali.
Il senso è volutamente malizioso: Ferragosto rappresentava il momento della villeggiatura, della libertà, delle occasioni d’incontro e quindi, nella battuta popolare, anche delle possibili scappatelle. In sostanza: siamo in vacanza, per un giorno facciamo finta di non conoscerci.
Però, per il tuo articolo storico, farei attenzione a non presentarlo come un antico proverbio romano: non ha nulla a che vedere con le Feriae Augusti. È una battuta moderna costruita sul più antico «Maggio, moglie mia non ti conosco».
«E poi arrivò la saggezza popolare, che con il trascorrere del tempo trasformò persino il Ferragosto in una sorta di zona franca sentimentale: “Ferragosto, moglie mia non ti conosco”. Augusto probabilmente non aveva previsto nemmeno questo.»
E allora buon Ferragosto a tutti.
A chi lo trascorrerà al mare, a chi sceglierà la montagna, a chi rimarrà in città, a chi sarà circondato dagli amici e dalla famiglia e anche a chi preferirà concedersi qualche ora soltanto per sé.
A chi crede e vivrà questa giornata nel significato profondo dell’Assunzione di Maria e a chi, semplicemente, la considererà un giorno di riposo e di festa.
Duemila anni hanno trasformato le Feriae Augusti, ma non hanno cancellato il bisogno dell’uomo di fermarsi, ritrovarsi e guardare per qualche momento oltre gli impegni della quotidianità.
Il mio augurio è allora molto semplice.
Che questo Ferragosto possa regalarvi serenità, salute, affetti sinceri e qualche desiderio nuovo da portare con voi verso ciò che resta dell’anno.
E soprattutto che possiate trascorrerlo come desiderate voi.
Perché le tradizioni appartengono alla storia, le feste appartengono a tutti, ma il modo di viverle appartiene a ciascuno di noi.
Con i migliori auspici per voi e per le persone che amate.
Buon Ferragosto, amici.

Grazie, Alessandro, per questo bellissimo articolo. Confesso che non conoscevo le origini così antiche del Ferragosto e non sapevo che questa festa risalisse al tempo dei Romani.
Il suo valore storico si intreccia magnificamente con quello più umano e filosofico: dalle Feriae Augusti fino ai nostri giorni, attraversando la tradizione cristiana, rimane vivo lo stesso bisogno di fermarsi, sospendere per un momento la quotidianità e ritrovarsi accanto alle persone che amiamo.
È come un filo invisibile che unisce passato e presente, la terra e il cielo, il riposo del corpo e quello dello spirito. Un articolo davvero interessante, capace non soltanto di raccontare la storia di una festa, ma anche di restituirle il suo significato più profondo.
Ti auguro un Ferragosto sereno, colmo di affetti sinceri, di bellezza e di quel tempo prezioso in cui fermarsi, respirare e ritrovarsi.
Grazie Carola per questo commento. Anche io sapevo poco sulle origini della festa, ma mi sono documentato molto bene anche sui detti popolari che hanno sempre un fondamento di verità. Buon ferragosto per quel che resta oggi