Vedo
Vedo me stesso nello specchio. E non mi riconosco. Mi domando chi sia quell’uomo riflesso davanti a me.
Lo interrogo. Ma lo specchio non risponde. Cambia forma. Mi distorce.
Mi trasforma. E, nel suo silenzio, racconta chi sono.
Chi ero. Chi sarò. Vedo la maturità.
Vedo la vecchiaia che avanza, non come un peso, ma come la saggezza di un tempo antico, capace ancora di affascinare chi sa osservare.
Non sono un uomo che detta leggi. Sono un uomo che le vive. Le osserva.
Le rispetta. E, senza accorgersene, ne diventa esempio.
Vedo l’alba primordiale del tempo. Quella che esiste oltre il pensiero ricorrente.
Oltre il rumore. Oltre la paura. Poi…
vedo me stesso donna. E rimango perplesso. Forse la parte femminile che vive in me ha finalmente trovato la sua voce.
La accolgo. La osservo. La comprendo. Ed è proprio in quell’istante che avviene la trasformazione. Allora torno davanti allo specchio.
E, per la prima volta, vedo davvero me stesso.

Un componimento ,più che un blog.
È molto emozionante leggere questa accresciuta consapevolezza di ciò che sei diventato; non riconoscersi è il primo passo per abbandonarsi e ritrovarsi realmente
Si,lo sai bene questo è un periodo fervido di cfreatività che parte da una ricerca interiore e la poesia mi distende. Sai che scrivo di pancia e non correggo mai quello che scrivo. Buona la prima direi.