Sole dentro
Ci sono persone che aspettano il sole fuori dalla finestra. Io, invece, da qualche tempo ho imparato a cercarlo dentro di me.
Per anni ho creduto che la felicità dipendesse dalle circostanze, dagli incontri, dal lavoro, dai risultati, persino dalle giornate di cielo limpido. Poi la vita, con la sua forza e le sue fragilità, mi ha insegnato una cosa semplice: il sole più importante non è quello che illumina il paesaggio, ma quello che riesce a illuminare la nostra anima.
E invece ho potuto constatare che quel sole dentro è stato un obiettivo raggiunto senza nemmeno cercarlo troppo. È arrivato quando doveva arrivare. Ha bussato alla porta del mio cuore, che si è aperta senza opporre resistenza, e da quel momento ha iniziato a dare energia alla mia anima. Non voglio più parlare di sofferenze. Non perché le rinneghi. Ma perché questo sole le ha bruciate.
Le ha trasformate. Fanno parte della mia esistenza, del mio bagaglio di esperienze, hanno contribuito a rendermi la persona che sono oggi, ma il mio corpo, finalmente, non sente più il bisogno di riviverle. Le ha lasciate andare. Questa consapevolezza cresce ogni giorno. È come una pianta che il sole accarezza con i suoi raggi più morbidi, quelli del primo mattino, quando tutto sembra ancora possibile.
Mi accorgo che sto cambiando. Non riesco più a vedere il torbido nelle persone e nelle cose. Non significa essere ingenuo. Il mio sistema di autodifesa continua a funzionare, ma oggi si affida soprattutto a quell’intuito che mi ha accompagnato per tutta la vita e che, forse, non avevo mai ascoltato davvero. Sogno. Sì, sogno. Sogno cose che un tempo non vedevo. Si materializzano davanti a me senza chiedere spiegazioni, senza aver bisogno di interpretazioni complicate.
Ho sempre pensato che il sogno fosse la proiezione dei pensieri durante la fase REM, una rielaborazione di ciò che abbiamo vissuto anche solo per un istante nel corso della giornata. Oggi, però, sento che quei sogni hanno qualcosa di diverso. Non cercano risposte. Mi indicano una direzione. Ed è forse per questo che sento, più che mai, il bisogno di viaggiare. Di scoprire luoghi che ancora non conosco. Di entrare in contatto con la gente. Con i giovani, che rappresentano il futuro. E con gli anziani, che custodiscono la memoria del passato. Nella mia famiglia quella memoria ha ormai un solo nome.
Zio Tonino. Novantaquattro anni. L’ultimo di otto fratelli. L’ultimo testimone di una storia familiare che continua a vivere attraverso i suoi ricordi. Ogni volta che lo ascolto ritrovo mio padre.
Riaffiorano episodi che non conoscevo o che il tempo aveva nascosto in qualche angolo della memoria. Tra pochi giorni, il 23 luglio, saranno trascorsi trentasei anni da quando mio padre, Aldo, è volato in cielo. Ricordo quel giorno come se fosse oggi. Ma ricordo ancora di più la settimana precedente. Quasi avesse intuito che il suo tempo stava per compiersi, mi passò idealmente il testimone.
Lo fece con poche parole, con uno sguardo e con una punta di commozione che allora non compresi fino in fondo. Oggi credo di averla finalmente capita. E credo anche che questo sole, arrivato dentro di me quasi in silenzio, abbia definitivamente elaborato quel lutto. Mio padre mi manca. Mi mancherà sempre. Ma è un’assenza diversa. Non è più una sofferenza. È una presenza che ha cambiato forma. Il dialogo con lui non si è mai interrotto. È rimasto vivo da quella sera, a Sabaudia, quando entrai nella sua stanza e lo vidi disteso sul letto. Dormiva. Almeno così mi sembrava.
Aveva il volto sereno, gli occhi chiusi, un colorito ancora naturale. Per un attimo ebbi persino la sensazione che da un momento all’altro potesse aprire gli occhi e sorridermi. Non accadde. Ma da quel giorno non ho mai smesso di parlargli. E forse è proprio questo il sole che porto dentro. Non cancella il passato. Lo illumina con una luce diversa. Perché l’amore non conosce il tempo. E non ha bisogno della presenza per continuare a vivere.
E per concludere, vorrei lasciarvi una riflessione. Abbiate il coraggio di guardare il vostro sole. Non abbiate paura che possa accecarvi. Lasciatevi attraversare dalla sua luce. Scoprirete che i colori della vostra vita sono molto più intensi di quanto immaginavate. Anche le ansie, le paure, i dubbi e le ferite assumeranno sfumature diverse. Non spariranno per magia, ma smetteranno di essere un peso e diventeranno parte del vostro cammino.
Forse, proprio come è accaduto a me, arriverete ad accettarli. Non con rassegnazione, ma con serenità. Perché è dall’accettazione che nasce la forza di continuare a vivere pienamente la vita che ci attende. Io ci sto provando ogni giorno. E ogni giorno il mio sole illumina un passo in più. Poi, da motociclista quale sono, non posso che salutarvi come faccio sempre.
Buona strada.
Perché la strada più bella non è quella che percorriamo con la nostra moto.
È quella che, giorno dopo giorno, ci conduce verso noi stessi.

L’ immagine simbolica del sole dentro è commovente,specie quando la hai ricollegata alla continuità famigliare del signor Tonino (ancora oggi trait- d’union di memorie storiche) che fa da collante con quella continuità famigliare che da sempre cerchi di tenere viva sin dal giorno della sliding-door ,quando affrontasti la perdita che ha cambiato il corso degli eventi.
Il sole interiore significa esattamente ciò che hai espresso, è la garanzia di non dipendere più dalle persone o agenti atmosferici ma rinascere quotidianamente senza spegnersi
E’ una bellissima ed intensa interpretazione che ne accresce il significato.
Sono riflessioni profonde, una direzione verso la quale, prima o poi, tutti siamo chiamati a camminare. Siamo viaggiatori un po’ smarriti, finché non ritroviamo dentro di noi ciò che, per tanto tempo, abbiamo cercato fuori.
Condivido pienamente il tuo pensiero: non lasciare che il dolore ci sovrasti, ma trasformarlo in una presenza capace di insegnare. Coltivando l’armonia e l’amore verso noi stessi, impariamo finalmente a respirare con più libertà e ad ascoltare quel sole interiore che continua a brillare anche dopo le prove più dure della vita.
Credo anche che i sogni possano nascere in modi diversi. A volte sono la risultanza del vissuto della giornata, uno specchio che riflette ciò che abbiamo vissuto. Altre volte sono l’ascolto dell’anima, il sole interiore che ci conduce verso la nostra essenza. E altre ancora sono la voce più profonda dell’essere: arrivano nude, senza maschere e senza firme, e parlano direttamente al cuore con il linguaggio silenzioso dell’anima.
Grazie Alessandro, perché anche questa volta il tuo articolo non offre semplicemente una riflessione, ma invita ciascuno di noi a guardarsi dentro con più coraggio, fino a scoprire che il sole che cerchiamo non è mai stato lontano: ha sempre atteso di essere riconosciuto nel nostro cuore.
Mi rifletto nelle tue parole, piene di vita. Bellissimo sole. Ho raccolto ogni tua parola., luce che riempe il viaggio. Grazie e buona strada ❤️
Grazie di cuore per il bel commento. Sono felice che tu ti possa riflettere in quello che ho scritto. E’ proprio questo il senso della condivisione di questi blog che scrivo.
Il sole dentro di noi forse non nasce quando la vita smette di ferirci, ma quando impariamo a trasformare quelle ferite in consapevolezza. Le persone che abbiamo amato, anche quando non sono più accanto a noi, continuano a vivere nei nostri gesti, nei nostri pensieri e nel modo in cui guardiamo il mondo.
Il ricordo di tuo padre, attraverso le parole dedicate a lui e il legame con tuo zio Tonino, è una testimonianza bellissima di come la memoria possa diventare presenza. Ci sono assenze che il tempo non cancella, ma che il tempo riesce a rendere più dolci, quasi come una luce discreta che accompagna il nostro cammino.
Mi ha colpito anche il tuo invito a cercare il proprio sole. Non è un viaggio semplice, perché richiede coraggio, ascolto e soprattutto sincerità verso noi stessi. Ma quando quella luce arriva, come scrivi tu, non cancella le ombre: insegna a guardarle con occhi nuovi.
Ti auguro di continuare questa strada con lo stesso spirito con cui affronti i tuoi viaggi in moto: con curiosità, rispetto e il cuore aperto verso ciò che incontrerai.
Buona strada anche a te. E grazie per aver condiviso una parte così autentica del tuo viaggio interiore.
Il mio viaggio continua sempre più dentro me stesso. Forse non finirò mai di scoprirmi ed è questo che mi tiene in vita.
Questo è anche lo scopo delle cose che scrivo non tanto per scriverle è la condivisione di un pensiero che ne impreziosisce il significato. Grazie per questo significativo commento anche su questo articolo.Ormai pubblico con cadenza quotidiana, perchè ho tanto da raccontare di mestesso riflesso nella vita e negli altri. Una, come detto, maggiore consapevolezza che nasce dalla maturità degli anni che ho.
Grazie per questo bel commento.