Connessioni in chiaroscuro

“Connessioni in chiaroscuro” è un titolo evocativo che suggerisce lunghe riflessioni sul dualismo tra luce e ombra, che può riflettere le complessità delle emozioni umane e di conseguenza anche le mie del momento.

Mi sono reso conto ricollegandomi nel sito che ho iniziato a scrivere questo blog due mesi fa ovvero verso la fine del 2024 in un momento di forte fermento creativo per varie cose che stavo portando avanti e che ora vedo realizzate finalmente come le desideravo.

Questo purtroppo ha generato una serie di “cataclismi” energetici, che ho dovuto controllare in modo razionale e deciso, come sempre sono stato nella mia vita. Senza più empatia, scesa pericolosamente a zero. L’empatia può distruggere la propria vita soprattutto se messa nelle mai di abili ammaliatori che sanno facilmente piangersi addosso e tendere la mano.

Ne ho tese troppe, me le hanno tirate, strappate, rinfacciate. E quindi il vento, come ho detto pù volte è cambiato oggi è brezza, domani è tempesta per chi semina vento. Io vado sereno per la mia rotta disegnata ed agevolata da una recuperata spiritualità, che conosco interiormente solo io e nessun altro può aprire quella porta che è blindata, chiusa e si apre solo su chi davvero la vuole condovidere.

E i tasti della tastiera vanno da soli, parole che escono forse dal cuore a volte dall’anima, a volte dal raziocinio a volte come messaggi diretti, per chi li vuole recepire in quel modo; e allora vedo lunghe code di paglia incendiarsi come dei cerini e mi fanno anche compassione, a volte tenerezza, ma anche pena. Vedo pochezza di sentimenti. Amicizie svanite nel nulla, tanta retorica: “vediamoci, dai…” ” è una vita che non ti sento…” “…vorrei tanto fare un lavoro con te…, che combini?”

E citando un grande dello spettacolo direi: “chettefrega?”

Detto dal grande Giorgio Bracardi

Questo blog, quindi esplora questioni emotive, attraverso la mia scrittura come sempre di pancia e non condivisa sui social.

Quindi se lo stai leggendo un motivo di connessione con me esiste. Trovalo interiormente tu stesso e se ti appassiona o ti coinvolge stabilisci una connessione più diretta con dei commenti o scrivimi una mail.

Ti risponderò. Questo è un blog senza filtri se non quelli di una forma di etichetta e di correttezza nella comunicazione. La stessa che terrei in un incontro reale. Il mio ufficio è in linea di massima aperto a tutti, tranne che per i mendicanti, che vadano a fare la questua altrove; ho già dato da circa quarant’anni rimettendoci in salute e in soldi e chi mi ha ripagato di questo sforzo?

Me stesso, mettendomi in discussione per anni ed affrontando lunghi percorsi cognitivi per raggiunere prima di tutto una rinnovata autostima, poi gradualmente, la creatività che mi ha fatto lavorare su tanti progetti in modo organico e un passo alla volta. Sistemare pendenze economiche, debiti, tanta carta, quintali di carta i quella che oggi definiamo tronfi “l’era della digitalizzazione” si, vero, provate a fare un contratto con la Rai. Cento pagine da siglare una ad una e firma in esteso al termine. Moduli da compilare a mano dichiarando cose che un’archivio di un’azienda pubblica dovrebbe in teoria avere.

No, insirsci la Matricola collaboratore, la matricola Ex Enpals INPS, fai la fattura elettronica e segui le complicatissime procedure tecniche per emetterla correttamente altrimenti rischia di non essere lavorata contabilmente e di conseguenza non pagabile.

Tu caro lettore sei entrato in casa mia e quindi io apro la porta e ti faccio accomodare nella stanza migliore che ho e ti offro un caffè e sono pronto a continuare a scrivere.

Connessioni in chiaroscuro sono la sfumatura di un cuore inquieto da troppo tempo, sono riflessi di nostalgia e speranza, sentieri tracciati nelle incertezze di sempre, ombre nel sole e le confessioni di un’anima errante da tempo in cerca di se stesso, fugaci momenti di illuminazione, un mosaico di emozioni tra pianto e sorriso, nelle ombre un viaggio interiore dove ho trovato il momento più bello, ma nello stesso tempo la delusione più grande della mia vita che mi ha fatto cercare un rifugio sicuro nell’incertezza per curare le cicatrici di una stella che mi è caduta addosso ed ho fato appena in tempo a scansarmi.

Come iniziare a descrivere tutte queste emozioni.

Sinceramente non so e vado come sono abituato a fare scrivendo di pancia i miei pensieri e forse è meglio.

Stanotte (in realtà circa un mese e mezzo fa) verso le 2:00 sono partito in macchina alla volta di Catania dove raggiungerò la compagnia dello spettacolo “Dove eravamo rimasti” con Massimo Lopez e Tullio Solenghi per un incontro che periodicamente faccio n produzione durante il tour della stagione.

Un viaggio faticoso, dove i chiaroscuri erano evidenti in modo reale sulla strada.

Appare evidente il chiaroscuro della strada illuminata dai fari della macchina

E ascoltavo questo brano che sento spesso quando faccio queste partenze notturne che vi faccio ascoltare:

https://open.spotify.com/intl-it/track/4TUO8PDfebt9xsD8tPOPfU?si=d0b38af28352480e

Qui tormo a scrivere nel presente ovvero stasera 25 febbraio 2025. No so se pubblicherò questo articolo stasera ma vorrei farlo. In fondo per poi passare ad altro.

Concentrarmi sul presente e sul futuro prossimo non troppo oltre, mi basta una settimana per l’altra dove avere il tempo di preparare il mio lavoro.

Cosa sto facendo? Un programma televisivo che avevo cominciato a scrivere due anni fa, che era partito forse con il piede sbagliato. Tutto da rifare, ripensare, cambiare a resettare tutto in attesa di una njuova ispirazione che partisse dal mio modo di immaginarlo e non annacquato da lun illogica visione diversa dalla mia.

Non è prepotenza, è esperienza maturata e le lezioni non le accetto nemmeno da chi ha più esperienza di me. non è presunzione è solo consapevolezza del valore del mio lavoro e della grande passione che mi anima nel portarlo avanti in un certo modo.

Quindi eccomi in questo progetto: “Monday Show” un prorgramma di prima serata rotocalco per la famiglia. Si direbbe, si tutto è per la famiglia, ma qui è diverso, è diversa la televisione che non esiste, che esisteva e che forse esisterà se solo qualche telespettatore deciderà di affezionarsi ad un cast di arttisti che hanno compreso il vlaore dei contenuti e che stanno dando il massimo perchè questo proetto decolli nel modo giusto.

Il passaparola.

Come a teatro. Sentire il pubblico magari sottolineare una particolare scena, un momento toccante è una gratifica.

Un programma a volte canonico nel suo genere, ma virtuoso e satirico in altre situazioni con un’interazione costante tra conduttore Sergio Sironi, già co conduttore del morning sho w di R101 Radio 101 nel programma “La carica di 101” con appunto Sergio Sironi, Paolo Cavallone, Cristiano Militello e Massimo Lopez da Roma nei nostri studi.

Lascia un commento