Ho attraversato la tempesta. Ora guardo l’orizzonte.
Ho appena compiuto 62 anni. Precisamente da 48 minuti. Oggi è il 22 giugno ed è un lunedì, proprio come sessantadue anni fa.
Il regalo che mi sono fatto è la serenità che ho trovato dopo anni di sentieri e percorsi impervi, tra fango, acqua, ghiaccio e neve. Quando ho visto il sole davanti a me, l’ho inseguito come si insegue la Stella Polare: la direzione del nord, senza guardarsi mai indietro.
Non serviva allora. Non serve adesso.
Il passato insegna al presente come affrontare il futuro.
Questo è il mio motto interiore, così come quel “Credo e Vinco” che è sempre rimasto nel cuore di un Ufficiale che ha trascorso una delle pagine più belle della sua vita nel 1985, insieme a ragazzi straordinari. Subalterni capaci di regalare emozioni da brivido per il rispetto, la devozione e il senso di abnegazione che hanno sempre dimostrato.
La fiducia dei comandanti, l’essere premiato dal destino ma anche dalla perseveranza, che non è mai mancata. Ha vacillato, forse ha zoppicato, ma non si è mai fermata.
Puntualmente è arrivata all’orizzonte.
Quell’orizzonte che sto inseguendo ormai da tempo e che davanti ai miei occhi mostra mare e ancora mare, fino al giorno in cui approderò alla terra che ho cercato per tutta la vita.
E la cosa più bella è che oggi so dove si trova.
Oggi non festeggio soltanto un compleanno. Festeggio tutte le volte in cui avrei potuto fermarmi e ho scelto di fare un passo in più. Alcuni passi erano incerti, altri dolorosi, altri ancora sembravano inutili. Eppure, guardandomi indietro, mi accorgo che nessuno di essi è andato perduto. Ognuno ha lasciato una traccia. Ognuno ha costruito un pezzo dell’uomo che sono diventato.
Forse la felicità non è raggiungere una meta, ma riconoscere il valore del cammino quando finalmente si trova il tempo di osservarlo in silenzio…
E quel silenzio oggi mi appartiene. Lo sento mio.
Un silenzio che a volte fa rumore. Quel rumore che un tempo mi infastidiva, oggi è una musica soave che riecheggia tra le colline che percorro in moto, lungo strade deserte, ma vive del suono dell’aria che attraversa il casco.
Un casco che isola e allo stesso tempo avvicina. Che restringe il campo visivo e allarga l’orizzonte dei pensieri. Che concentra sulla guida e libera la mente.
Forse è per questo che oggi riesco a sedermi in silenzio e osservare me stesso senza timore. A sentire il corpo che respira, la mente che rallenta, l’anima che si alleggerisce.
Per anni ho guardato ovunque tranne che dentro di me. Non per paura, ma per mancanza di tempo, o forse di disponibilità ad ascoltare.
Oggi tutto assume un valore diverso. Le persone. Gli affetti. Le parole. Persino le assenze.
Ho compreso che non tutto ciò che si allontana è una perdita. A volte è semplicemente la vita che fa spazio a ciò che deve restare.
Chi sono oggi?
Chi può dirlo davvero?
Mia moglie. Mia figlia. Gli amici che hanno condiviso con me pezzi di strada. Forse loro possono avvicinarsi a una risposta.
Anche altri potrebbero farlo, purché lo facciano con rispetto. Con quella critica costruttiva che aiuta a crescere e non con il disappunto o l’irritazione che spesso nascondono incomprensioni più profonde.
Nel corso degli anni ho incontrato entrambe. Ho ricevuto incoraggiamenti e ho conosciuto delusioni. Alcune mi hanno colpito più di altre, soprattutto quando provenivano da persone alle quali tenevo e alle quali, in fondo, continuo a voler bene ancora oggi.
Il tempo mi ha insegnato che la delusione non cancella l’affetto. Lo trasforma. Lo rende più consapevole, meno ingenuo, forse più maturo.
E così, guardando indietro, non provo rancore. Provo piuttosto gratitudine per ciò che ho imparato.
Ma cosa ho imparato?
Forse soltanto a vivere con maggiore consapevolezza.
Da bradipo consapevole, come amo definirmi ultimamente.
La lentezza, antagonista di quella fretta ansiogena che per anni mi ha accompagnato, oggi è diventata un rifugio. Un cullarsi. Un concedersi quelle carezze che forse sono mancate, forse sono state desiderate, forse ricevute senza accorgersene.
Non so esprimermi molto bene su questo terreno. So soltanto che oggi non ne sento più la necessità.
Mi basta essere qui. Presente. Sereno. Appagato. Auguri Alessandro.
Goditi i tuoi dodici lustri e due anni.
E, se il destino sarà generoso, tutte le albe che ancora ti aspettano all’orizzonte.
E ve lo regalo a 360 gradi questo orizzonte.

Il tempo perde i suoi confini e la mente respira secondo un ritmo diverso.
I rumori si dissolvono oltre il casco, mentre il mondo scorre davanti a me come un sogno in movimento.
Qui il silenzio si fa presenza.
Si arresta, diventa sacro, e apre spazi inattesi dove l’anima può finalmente riconoscersi.
Una melodia che l’asfalto traduce in emozione pura,
un nuovo modo di abitare l’esistenza: qui e ora, nell’istante che nasce dal precedente, mentre ascolto la direzione del mio cammino.
Buon compleanno.
Grazie Carola,
Questo se ci pensiamo è il volgere al positivo le esperienze più drammatiche che ho attraversato nel tempo e questo tempo è appunto diventato compagno silenzioso e saggio che è stato capace di parlarmi di esortarmi a reagire al tempo stesso che sembrava essersi arrestato. E invece eccomi qui più forte di prima. Grazie per gli auguri.
I passi compiuti quando eravamo nella tempesta servono a ricordarci la versione più coriacea ed autentica che il nostro istinto conservativo possa esprimere.
È li che si radica il seme del domani e questo ,il bradipo consapevole, lo sa bene!
La conoscenza del tuo mondo interiore attuale è appannaggio dei pochi che sanno interporsi dinanzi una profonda Richiesta di connessione umana ed alla volontà di farli entrare…noi amici fidati lo sappiamo bene.
Tanti cari auguri dal tuo amico e compagno di tante notti creative all’ insegna della musica e della condivisione.
Caro Davide,
Questo tuo augurio così articolato e profondo mi commuove davvero. La nostra amicizia nata esattamente in questo modo in una notte creativa dov’è abbiamo condiviso pensieri e musica vera ed un meno noto pezzi di Angelo Branduardi “C’è una stanza in Paradiso” è stata premonitrice di tante altre belle nottate passate insieme a farci compagnia reciprocamente. Grazie Amici mio andiamo avanti sempre e comunque.
Caro Alessandro, un nuovo inizio, una nuova alba più rosea che mai, una nuova consapevolezza e..tanto sorrisi per accogliere il nuovo Te! Buon Compleanno con infinito affetto e tantissima stima!
Paola
Carissimo Alessandro, innanzitutto i più sinceri auguri di uno splendido compleanno da parte mia e di Maria.
So che ne abbiamo passate tante ma il verbo è al passato e noi dobbiamo pensare e vedere al futuro. In fondo è inutile guardare al passato, ci siamo già stati. Guardiamo al futuro, ai nostri orizzonti ancora da guardare, alle strade ancora da affrontare in sella alle nostre amate moto ed a fianco di coloro che ci amano e ci vogliono bene. Alessandro ogni bene, goditi la giornata e ci vediamo tra pochi giorni. Un fraterno abbraccio.
Grazie caro Gian Luca, è esattamente quello che sto facendo proprio stasera che partirò per la Sardegna dove spero di incontrarti. Un abbraccio fratermno anche da parte mia.