Quello che resta in piedi. Ci sono periodi che non si raccontano.
Non perché manchino le parole, ma perché le parole non saprebbero reggere il peso.
Allora li si attraversa in silenzio, con passo corto, con lo sguardo basso, con la dignità di chi sa che non tutto deve essere spiegato.
Oggi non parlo di quel tempo. Non serve. Oggi tiro le somme. E le somme, sorprendentemente, non parlano di fine.
Parlano di ciò che è rimasto in piedi. Le attività che continuano, i progetti che non si sono spenti,
le idee che, anche stanche, non hanno mai smesso di respirare.
C’è una progettualità che vive ancora. Non fa rumore. Non chiede applausi. Ma c’è.
E forse è proprio questo il punto: non sempre la forza si vede, a volte si limita a restare.
Restare quando sarebbe più facile mollare. Restare quando tutto invita a fermarsi. Restare anche solo con un filo di energia, ma senza tradire se stessi.
La mente può essere provata, il corpo può essere stanco, ma ciò che è autentico non si spegne.
Al massimo si mette in attesa. E io oggi sono qui. Non a celebrare una vittoria, ma a riconoscere una presenza.
La mia.
E tutto ciò che, nonostante tutto, continua ad andare avanti. Perché alla fine non è importante quanto sei stato messo alla prova, ma cosa hai deciso di non abbandonare.
E poi c’è un dato, semplice, quasi disarmante. Tre anni fa non avrei mai immaginato di vivere ciò che oggi sto vivendo, professionalmente. In positivo.
Era nei piani. Era nella visione che ho sempre avuto. Ma non pensavo che i sogni potessero realizzarsi anche oltre ogni aspettativa.
E invece è accaduto. https://www.stemal.it/massimo-lopez-show/
Nel pieno di un tempo complicato, mentre qualcosa dentro veniva messo alla prova, qualcos’altro fuori prendeva forma.
Cresceva. Si strutturava. Andava avanti.
Forse è proprio questo l’antidoto. Quello che potrà dare una soluzione ad altro.
E riportare il mio cammino su un passo diverso, più rispettoso, più pensato, ancora più consapevole.
Consapevole che il tempo passa, e che ogni istante della propria vita va vissuto fino in fondo.
Perché è lì, in fondo agli istanti, che si misura davvero ciò che resta.
E ciò che resta, per me, ha volti precisi.

Sei forte e coraggioso. Ti stimo.
Grazie Ugo, la cosa è reciproca. Spero presto di vederti per la mia nota carbonara.
❤️
Un simbolo a volte dice più di tante parole. Grazie!
“Restare quando sarebbe più facile mollare”. ✌️❤️
Evidentemente non sono tagliato per mollare. Ho cercato sentieri di ogni tipo e mi sono imbattuto in ogni tipo di situazione oggi c’è qualcosa di diverso. Quello che resta in piedi è sicuramente una cosa positiva, ma bisogna averne cura per farlo rimanere in piedi. Grazie del commento caro Roberto.