Titolo immagine: Testo alternativo (ALT): Stanza di clinica illuminata dall’alba, simbolo di cura, ascolto interiore e rinascita personale.

Restituito alle cure

Ci ho pensato molto prima di decidere se condividere o no questo momento della mia vita.

In passato non l’avrei fatto.
Mi sarei chiuso nel silenzio, come ho sempre fatto nelle fasi più difficili.
Avrei aspettato di guarire, di rialzarmi, di tornare “presentabile” agli occhi del mondo.
Solo dopo avrei raccontato tutto.

È già accaduto.

Da quel silenzio è nato un libro che porto ancora dentro di me: “Restituito alla vita.” che devo ancora dedicedere se pubblicare o meno. Potrebbe essere un’ida quello di pubblicarlo a stralci qui nel mio blog: in fondo questa ritengo possa essere lo “scaffale” ideale dove conservarlo.

Restituito aalla vita era un titolo che non rappresentava solo una guarigione, ma un ritorno.
Il ritorno a me stesso dopo un periodo in cui ogni certezza sembrava sgretolarsi lentamente.

Eppure oggi sento qualcosa di diverso.

Domani entrerò in clinica per sei giorni. Affronterò esami, controlli, approfondimenti.
La TAC coronarica ha aperto nuove domande.

Ci sono aspetti da chiarire, percorsi da affrontare, equilibri da ritrovare: l’edema declive alle gambe, l’anemia, il cuore.

E per la prima volta non sento il bisogno di aspettare la fine per raccontare il viaggio.

Forse perché a sessantuno anni, prossimo ai sessantadue comprendi che la vita non è fatta solo di traguardi raggiunti, ma anche del coraggio di attraversare le proprie fragilità senza vergogna.

Non entro in clinica da sconfitto. Ci entro da uomo consapevole.

Con la paura normale che appartiene a tutti. Con i pensieri che arrivano di notte. Anche questa “notte prima degli esami” consentitemi questa citazione del più noto film, serve anche per scherzare ed alleggerire un po il clima interiore.

Ho vicine tante persine in primis la mia adirata moglie Rossella che amorevolmente mi supporta e mi ha sempre sopportato in tutte le mie vicene di salute. A lei va il primo grazie

Poi con quella strana sensazione che ti obbliga a guardarti dentro mentre il mondo continua a correre fuori.

Ma ci entro anche con rispetto verso il mio corpo. Quel corpo che troppe volte pretendiamo perfetto, instancabile, silenzioso.

Finché un giorno decide di parlarci più forte. ed entra in gioco il titolo di questo blogLa manutenzione dell’anima e del corpo

E allora capisci che curarsi non significa arrendersi. Significa ascoltarsi. Significa fermarsi prima che sia troppo tardi. Significa avere il coraggio di dire: “Adesso tocca a me prendermi cura di me.”

Forse è questo il senso più profondo della maturità. Non sentirsi invincibili. Ma diventare responsabili della propria esistenza.

“Restituito alla vita” raccontava una rinascita. Oggi, invece, sento di essere semplicemente
restituito alle cure. Con maggiore consapevolezza. Che non è un passo indietro.

È un atto d’amore verso ciò che resta di me, verso ciò che voglio ancora vivere, vedere, respirare realizzare.

Perché anche l’anima, ogni tanto, ha bisogno di manutenzione. E questo è il momento adatto e uando uscirò dalla clinica ho deciso di attendere di essermi totalemte ristabiliti prima di ripredere qualsiasi attivitò lavorativa in ufficio, di deliere le prossime lnee guida che già esistono affidando ai collaboratori deleghe operative che gli permettano do andae avanti sulla progettualtià in corso.

Ora il sonno ha il sopravvento.
E forse è giusto così.

Domani sarà una giornata importante, intensa, da attraversare con calma, lucidità e fiducia.

Ho scelto di non nasconderti più dietro il silenzio, ma di condividere un pezzo autentico della mia vita. E questa, già da sola, è una forma di forza.

Vi saluto, vi ringrazio per essere qui. Per i messaggi, i pensieri, la presenza silenziosa.

Scrivetemi quando volete. Io porterò con me ogni parola gentile, mentre affronterò questo nuovo tratto di strada.

A domani.
Con il cuore vigile e l’anima in ascolto.

Alessandro Lopez

11 Risposte
  1. Davide

    Conoscendo la tua proverbiale riservatezza mi ha sorpreso questa tua decisione di aprirti su un aspetto così intimo: ritengo che il tuo blog si il luogo più idoneo perché raccoglie tutti noi che ti siamo vicini, che abbiamo sempre letto con perizia ogni passaggio delle tante vite di Alessandro e ne vogliamo approfondire l’ aspetto umano.
    Come ti ho enunciato privatamente sarà una settimana fondamentale nella quale dovrai pensare solo a te con la consapevolezza che entrare in quella struttura sarà già il primo passo per rinascere ..tu ed io affrontiamo spesso il tema della resilienza dato che ci caratterizza profondamente come vissuto analogo.
    Sai anche quanto sia fiducioso che “Restituito alla vita” possa essere pubblicato perché pregno di aneddoti,storie e riflessioni che meritano di venire alla luce.
    Ti abbraccio fraternamente e sai che puoi contare su di me come sempre.
    Ci sentiamo domani

    1. C’è una apertura che deve essere alla portata ed utile per tutti per condividere certe sofferenze che creano coesione e condivisione, e come sai abbiamo passato serate, nottate a scriverci messaggi ascoltare della buona musica insieme che hanno allietato questo momento difficile.

  2. Gian Luca GIOVANNINI

    Carissimo Alessandro, carissimo Amico mio. Nel ringraziarti di aver voluto condividere in anteprima, nei giorni scorsi, questo tuo periodo “in salita”, segno tangibile di una vera e profonda Amicizia fatta di sani e sinceri valori, non posso far altro che augurarti di superare alla grande questo tuo nuovo “tagliando”, questa tua “revisione programmata” (alleggerito un poco la situazione). SEi forte e queata tua lucida determinazio e sarà la rua arma vincente. Hai una Grande Donna al tuo fianco e vedrai che insueme cela fatete. ……e poi ti devo far vedere ancora un bel po’ di strade sarde, ti mancano ancora qualche migliaio di curve da fare. Non ti autorizzo a mollare, questo mai e so che non è nelle tue intenzioni. Lo so!!!!
    Amico mio ….Credici e Vincerai ancora.
    Ti voglio bene!! Un fraterno abbraccio Gian Luca

    1. Caro Gian Luca Amico caro, testimone di tante avventure, di periodi meravigliosi che in momenti come questo sono vitamine per l’anima. Grazie infinite per il tuo supporto, la tua amicizia e le tue parole sincere che arrivano dritte al cuore. Un abbraccio fraterno.

  3. Massimo

    Ho letto le tue parole con grande rispetto e con sincera partecipazione.
    C’è molta forza in quello che hai scritto, ma non quella rumorosa o ostentata. È la forza più difficile: quella di chi sceglie di guardarsi dentro con lucidità, senza nascondere la paura e senza smettere di avere fiducia.
    Condividere un momento così personale non è debolezza. È maturità umana. Ed è anche un dono per chi legge, perché ricorda a tutti noi quanto sia importante fermarsi, ascoltarsi e prendersi cura di sé prima che sia troppo tardi.
    Mi ha colpito molto il passaggio in cui dici di non entrare in clinica da sconfitto, ma da uomo consapevole. Credo sia esattamente questo il punto: affrontare ciò che arriva con dignità, senza perdere sé stessi.
    Hai accanto persone che ti vogliono bene, una moglie presente e una sensibilità che traspare in ogni riga. E questo conta più di quanto spesso immaginiamo.
    Ti auguro giorni sereni, medici capaci, risposte chiare e soprattutto la possibilità di ritrovare equilibrio e respiro, dentro e fuori.
    Il resto verrà dopo. Con i suoi tempi.
    Noi saremo qui ad aspettarti.
    Con affetto e con stima.

    1. Certo, la consapevolezza, unita alle circostanze fortuite e le coincidenze ed ad una fede maturata e cresciuta nel tempo ha fatto che si che potessi raggiungere un livello di consapevolezza tale da affrontare quello che la vita mi metterà davanti ogni giorno fino a quello in cui sarò memoria e spirito libero.

  4. Massimo

    C’è molta forza in quello che hai scritto. È la forza più difficile: quella di chi sceglie di guardarsi dentro con lucidità, senza nascondere la paura e senza smettere di avere fiducia.
    Condividere un momento così personale è anche un dono per chi legge, perché ricorda a tutti noi quanto sia importante fermarsi, ascoltarsi e prendersi cura di sé prima che sia troppo tardi.
    Hai accanto persone che ti vogliono bene, una moglie presente e una sensibilità che traspare in ogni riga. E questo conta più di quanto spesso immaginiamo.
    Ti auguro giorni sereni, medici capaci, risposte chiare e soprattutto la possibilità di ritrovare equilibrio e respiro, dentro e fuori.
    Il resto verrà dopo. Con i suoi tempi.
    Noi saremo qui ad aspettarti.
    Con affetto e con stima.

    1. Caro Massimo, ti ringrazio per questo bel commento, come sai orai io oggi ho dato priorità massima alla mia salute e quindi ho dovuto darmi necessariamente del stop quando il fisico ha acceso le spie rosse di qualcosa che non sta funzionando. Non ho mai avuto paura di condividere certe cose, anche se non nel dettaglio, perchè come tu stesso dici siano da monito per ognuno di noi nel darsi uno sguardo interiore. La vità è troppo breve per essere sciupata. Ti abbraccio fraternamente.

  5. Carola

    Ci vuole molto coraggio per aprirsi, per condividere con delicatezza e sincerità le proprie emozioni.
    Il dialogo aiuta a fluire ad affrontare le situazioni guardandole con la forza della verità.

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