Negli ultimi tempi mi sto concedendo un piccolo lusso: fermarmi un attimo e guardare il percorso che si sta compiendo. Ed è qui che mi soffermo a riflettere e comprendo che quando il lavoro diventa gratitudine hai seminato bene su te stesso.

Il Monday Show si avvia alla conclusione della sua prima serie.
Un viaggio nato quasi in punta di piedi e che, settimana dopo settimana, ha trovato il suo pubblico con risultati che sinceramente mi hanno sorpreso e gratificato. Ed hanno gratifiato ancheil cast che ne ha fatto parte, nessuno escluso.

Monday Show

Dietro ogni progetto ci sono idee, fatica, intuizioni, ma soprattutto persone.
Ed è quando vedi le persone lavorare bene insieme che capisci se un progetto ha davvero un’anima.

In questi giorni ho avuto anche la fortuna di vivere da vicino il set della campagna TIM.
Non entro nelle dinamiche di chi quel mondo lo conosce molto meglio di me, ma posso dire una cosa semplice: è stato bello respirare quell’aria di professionalità e vedere Massimo dentro una storia nuova.

Sereno. Appagato. Dentro il suo mestiere con quella naturalezza che appartiene solo agli artisti veri.

Sono momenti che ti ricordano perché fai questo lavoro.

Intanto il pensiero corre già avanti. Il successo del Monday Show mi ha fatto nascere una nuova voglia: riportarlo in scena dal vivo, a partire da ottobre, in un grande auditorium e con un cast rinnovato.

E nel frattempo continua a crescere anche il progetto del Massimo Lopez Show, che rappresenta un’altra tappa di questo percorso creativo. Il suo debutto il prossimo 7 Aprile a Milano Teatro Carcano ecco un link per le info e i biglietti: https://www.stemal.it/massimo-lopez-show/

Non è un punto d’arrivo. È piuttosto una di quelle curve della strada in cui rallenti un attimo, guardi il panorama e ti accorgi che il viaggio vale davvero la pena. Poi riaccendi il motore e riparti.

Non è un punto d’arrivo.
È piuttosto una di quelle curve della strada in cui rallenti un attimo, guardi il panorama e ti accorgi che il viaggio vale davvero la pena.

Poi riaccendi il motore e riparti.

Ed è proprio questo lo spunto.

Prima di partire con le prove dello spettacolo avrò il mio momento di ritiro spirituale. Non è una battuta, ma una reale necessità energetica: ritrovare me stesso con l’unico mezzo “curativo” che conosco capace di avere effetti straordinari.

Le mie due moto.

Dovrò fare una scelta: la più sinuosa, potente, pesante ma allo stesso tempo leggera, oppure il classico stradale dal motore boxer della mia R 1250 RT.

Chissà.

Dipenderà da molte cose: dagli itinerari che deciderò di fare e anche da quanti giorni resterò fuori casa.

Perché a volte, per rimettere in ordine pensieri e progetti, basta semplicemente questo:
una strada davanti, il motore acceso e il tempo necessario per ascoltare se stessi.

E io adesso ho necessità di ascoltare questa “musica”

 

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