La mia moto parcheggiata davanti al Lago di Bolsena in una sosta di riflessione durante il viaggio.

E anche questo 2025, corridore, sta per arrivare a tagliare il suo traguardo sulla strada per il 2026: è questione di una manciata di ore.


Non voglio fare bilanci, né particolari riflessioni, perché direi che quest’anno è già stato denso di significati spirituali, con un Giubileo che sta per chiudere le sue porte, lasciando un mondo ancora in subbuglio.


E non ultime, le vicende di gossip che hanno coinvolto l’intero sistema televisivo, relativamente agli ingaggi.


Non entro nel merito, ma ovviamente ho una mia opinione, che mi tengo scrupolosamente per me, e attendo, come molti, le evoluzioni delle indagini.

Dove ha corso questo 2025?
Secondo me ha iniziato con un gennaio che donava al mondo l’apertura del Giubileo: un forte momento spirituale, fatto di riti, flussi che hanno invaso Roma e un’economia, diciamo, positiva sotto questo aspetto, in un panorama internazionale critico per i vari conflitti ancora aperti.

Poi un improvviso stop, con la morte di Papa Francesco nel cuore dell’anno giubilare.
Un Conclave convocato altrettanto velocemente, e una nomina anch’essa rapida.
Il primo Pontefice sudamericano nella storia dei Vicari di Cristo.

Un Papa forse apparentemente meno carismatico di altri, ma sicuramente una scelta del Vaticano coerente con una Chiesa che deve ancora fare i conti con alcune questioni secolari.

Il resto dell’anno lo abbiamo sotto gli occhi: la perdita di tanti personaggi dello spettacolo, tra attori, cantanti e conduttori. Vorrei citare solo il grande Pippo Baudo, che ha lasciato davvero un vuoto nella televisione italiana. Un vero garante della qualità e del talento puro, oggi finito nelle pattumiere delle case di tutti i telespettatori.

Una televisione che ormai è diventata sempre di più un elettrodomestico da tenere acceso solo per provocare suoni, dove la ricerca, la scrittura e l’ironia sono fiori appassiti in un orto di verdure miste, non ben identificate, dove tutti possono fare tutto e niente.
Potrei salvare qualche caposaldo, per averlo visto, ma non lo cito nemmeno.

Cosa è successo sulla strada di questo 2025?
Io mi sono allineato ai tempi e di strade ne ho percorse due: quella della continuità e dello sviluppo più consapevole della mia attività, con nuovi progetti di cui ho parlato e parlerò ancora; e poi la strada, quella vera, quella percorsa in moto, nei vari giri e itinerari che non sono mancati nemmeno quest’anno.

Scelte di luoghi sempre molto isolati e particolari, strade poco frequentate, alla ricerca di curve e ricordi che ho descritto in altri articoli — forse annoiando il lettore — ma con la speranza di riuscire a far vedere, anche solo attraverso una semplice descrizione, le bellezze del nostro Paese.

Una bella estate in viaggio, in macchina, con mia moglie.
Poi un ritorno al lavoro con una rinnovata fiducia, che ha portato a dei risultati.

E adesso eccomi qui, a pochi metri dal traguardo: influenzato, con una tosse terribile e la prospettiva di un Capodanno casalingo — io, mammeta e tu — tutto sommato migliore e più genuino di tanti altri costruiti in giro per il globo.

Non mi faccio domande retoriche del tipo cosa mi aspetto dal 2026 o cosa vorrei che si realizzasse.
Tutto prenderà una forma se avrà corpo e anima, e i progetti cammineranno solo se avranno gambe per farlo.

Certamente il 2026 sarà l’anno in cui le scelte dovranno essere quelle che mi diano gratifiche commisurate alla mia esperienza, a anni di lavoro e a una coerenza nel mercato in cui opero da tempo, con successo e dedizione.

Niente più progetti non chiari, non delineati in una visione condivisa, perché di quelli ne sono partiti a migliaia nel tempo e sono rimasti capitoli chiusi.

La creatività non ha prezzo e, soprattutto, non ha tempo — nel senso che non va a comando. Certo, si rispettano i tempi di commesse e ingaggi previsti, ma oggi, per confezionare contenuti di successo, bisogna lavorare con una visione molto ampia, che ricomprenda tutte le variabili esistenti nella progettualità.

Buon anno.

P.S. La strada continua. Basta avere voglia di percorrerla. Senza fuochi d’artificio.

14 Risposte
  1. Davide

    Una grande verità quella sulla creatività.
    Analisi impeccabile di quanto circonda questo momento (storico ed artistico)

    Buon anno caro 👍

      1. Cara Francesca grazie per il commento e sono felice che questi miei scritti arrivino intensamente nonostante siano scritti in modo semplice ma aderente alla realtà. Buon anno dh cuore che possa portarti tutto il successo che meriti e magari chissà una strada nuova da percorrere con dei progetti condivisi.

  2. Ho letto il tuo articolo. Penso che per noi artisti del gruppo Stemal l’anno che verrà sarà un anno di crescita, senza le difficoltà e gli ostacoli che ci hanno rallentato nel 2025.
    Sono sensazioni…ma io alle mie sensazioni ci credo sempre…

  3. Paola

    L’anno che stá per terminare si, ha tolto tanto a tutti, ha tolto la storia in molti campi.. ma d’altro canto ha dato anche l’opportunità di mettere le basi ad una nuova creatività artistica ormai inesistente che sono certa andrà a consolidarsi in questo 2026 incipiente. Tu Alessandro stai ridando vita a quella TV vera, coinvolgente, senza troppe paillettes ma con tanti contenuti e passione coinvolgente. …e sono certa che per te sarà un anno strepitoso…! Augurissimi di vero cuore!

    1. Cara Paola mi fa davvero piacere leggere il tuo commento a questo articolo di fine anno. Ti ringrazio per la fiducia e per le cose che hai scritto che percepisco come una grande gratifica personale per il lavoro svolto in modo corale dove la mia visione si è fusa e condivisa con te e con tutti gli altri artisti con cui abbiamo lavorato. Abbiamo dimostrato che la tv oggi si può fare in modo più semplice e meno costoso. Auguri di cuore anche a te

  4. Massimo

    Un articolo che, come gli altri tuoi che ho già letto, ti fanno riflettere. Riflettere sulla società, sulla vita, su noi stessi. E riflettere, come diceva il mio professore di filosofia al liceo, significa accendere la consapevolezza. La strada è ancora lunga ma almeno questi “fari” lasciano spiragli di luce sana.

    1. Caro Massimo grazie come sempre del commento. In questo scorcio di fine anno ribadisco quanto ho scritto e lo sottolineo perché ormai stiamo assistendo ad un momento di più alto degrado sociale che nel tempo si è potuto vedere. Gente come noi che ha avuto il privilegio di lavorare nel settore dello spettacolo ma con l’etica e il rigore che altri percorsi ci hanno dato dovrebbero riflettere fortemente su cosa è diventato oggi lo show business e lo star system ad esso collegati. Posso solo dire Buon Anno come ho concluso il mio articolo e magari andiamo un po’ più a Teatro che sicuramente lì si respira aria diversa.

  5. Caro Alessandro le tue parole sommesse in realtà sono come un grido, un appello., un manifesto culturale. La creatività prende forza dalle cose semplici dalla vita, dalla quotidianità, dal desiderio di attirare amore verso di noi in cambio di una emozione, che sia riso o pianto o riflessione che noi cerchiamo di regalare semplicemente per essere amati. Anche tu con questo articolo ci sei riuscito. Ormai l’artificio, l’artefatto hanno prevalso sul “fatto ad arte”. Abbiamo una grande responsabilità, trasmetterlo, farlo conoscere, alle nuove generazioni, trasmettergli la bellezza del fare e non quella dell’avere. Mancano oggi i veri maestri, mentre ci sono troppi professori. Buon Anno anche a te in attesa di sentirci o vederci tra queste strade tortuose e meravigliose come la vita. Con stima

    1. Caro Simone grazie per questo bellissimo commento che ha fatto centro sull’essenza di ciò che scrivo. Vediamoci presti perché ho molti progetti interessanti che potremmo condividere insieme. Un recupero culturale trasversale coerente con le reali necessità del teatro.

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