Ritornare in sella 3

“Disconnesso per Vivere Meglio: la mia scelta di ridurre la tecnologia e riconnettermi con la vita vera”

Negli ultimi mesi ho avvertito sempre più forte il bisogno di fare un passo indietro. Troppe notifiche, troppi schermi, troppe distrazioni. Mi sono accorto che, pur avendo tanti strumenti a disposizione, mi stavo perdendo qualcosa di più importante: il tempo autentico, le relazioni vere, l’ascolto di me stesso.

Per questo motivo ho deciso di prendere le distanze dalla tecnologia, non in modo drastico o assoluto, ma abbastanza da ritrovare il piacere delle piccole cose: un caffè in silenzio, una passeggiata senza cuffie, una telefonata invece di un messaggio vocale. È da qui che nasce questo articolo: dal desiderio di condividere un’esperienza semplice ma trasformativa.

Il rumore invisibile: come la tecnologia ci allontana dal presente

Viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni. Rispondiamo a messaggi mentre mangiamo, leggiamo notizie mentre camminiamo, scorriamo contenuti mentre parliamo con qualcuno. Non è solo una questione di tempo, ma di qualità del tempo.

Mi sono chiesto: quanto spazio reale sto lasciando alla mia vita? La risposta non mi è piaciuta. Così ho deciso di cambiare.

Il mio esperimento: piccole regole per un grande cambiamento

Ecco alcune semplici azioni che ho introdotto (e che chiunque può provare):

  • Niente telefono prima delle 9:00 e dopo le 21:00
    Le prime e le ultime ore del giorno ora sono solo mie: leggere, scrivere, meditare, passeggiare.
  • Modalità “non disturbare” attiva durante le ore creative
    Quando scrivo o lavoro su qualcosa di importante, tolgo notifiche e limito l’accesso alle app.
  • Un giorno a settimana “low tech”
    Niente social, niente email. Solo relazioni dal vivo, natura e silenzio.

I benefici che non mi aspettavo

Dopo poche settimane, ho cominciato a notare: Più chiarezza mentale e meno ansia, conversazioni più profonde con le persone, maggiore attenzione e presenza in quello che faccio e un senso nuovo di libertà e autenticità.

Non serve diventare eremiti digitali. Basta iniziare da un gesto semplice. Spegni il telefono per un’ora. Cammina senza musica. Guarda un tramonto senza fotografarlo. Ti sorprenderà quanto la vita sia più viva quando smettiamo di filtrarla e di catturarla.

Non pretendo di dare lezioni a nessuno infatti questa non è una lezione. È solo una condivisione. La mia scelta di disconnettermi un po’ per riconnettermi davvero. E tu? Quando è stata l’ultima volta che ti sei concesso il lusso di annoiarti?

Non si tratta solo di benessere digitale, ma di riconnettermi spiritualmente con la vita, con ciò che conta davvero.

Luglio, il silenzio e il ricordo

Questo mese, per me, porta con sé un’energia particolare. Il 23 luglio non è una data qualunque: è il giorno in cui, nel 1990, ho perso mio padre, Aldo. Chi ha letto il blog che gli ho dedicato, sa già quanto sia stata fondamentale la sua presenza nella mia vita. Se non l’hai ancora letto, ti invito a farlo: ti aiuterà a conoscere meglio chi sono e cosa mi ha lasciato in eredità, anche come uomo e come professionista nei vari settori dove ho lavorato.

Ecco il link: https://www.alessandrolopez.it/2022/07/aldo-lopez/

La disconnessione di questi giorni mi ha riportato lì, a quel silenzio che solo il dolore vero conosce, ma anche alla gratitudine per aver avuto un padre come lui. È nel silenzio, infatti, che i ricordi respirano, che i sentimenti più profondi tornano a galla senza filtro. Quindi fra due giorni questo silenzio sarà per allontanarmi da smartphone e social senza sacrificio, ma con la sensazione di liberazione. Ho scelto di cominciare le giornate senza schermi, ma con qualche pagina di lettura o qualche pensiero scritto a mano.

Lasciare spazio a camminate lente, senza cuffie, dove anche un albero o un sorriso scambiato per strada diventano un piccolo miracolo.

Ritagliarmi ore “vuote” per ascoltarmi e, in qualche modo, ascoltare anche chi non c’è più, come se il silenzio diventasse un ponte invisibile. E magari perchè no, ritagliandomi degli spazi per degli itinerari con la mia moto.

Ho appena terminato di scrivere un libro. Non so se mai troverà un editore per essere pubblicato e in verità devo dire che non sto facendo nemmeno troppo perchè questo accada, non so se per una forma di pudore personale.

Prima di mettere sotto valutazione un qualcosa che sento mio, intimo e che mi racconta in modo autobiografico da un evento che ha segnato in modo indelebile la mia vita vorrei rifletterci e se troverò il modo di rendere pubblica questa mia opera lo farò certamente per una buona causa e non per ricavare denaro.

E per chiudere questo articolo di oggi “Disconnesso per vivere meglio” vorrei citare una frase:

“Le mie esperienze mi ricordano che sono proprio le nuvole scure a rendere i cieli azzurri più belli” Kelly Clarckson

Buona giornata a tutti tornate a trovarmi

Alessandro Lopez

6 Risposte
  1. Caro Alessandro, condivido pienamente tutto ciò che hai scritto. Io personalmente, invece, sono in una fase della vita in cui disconettermi è quasi impossibile. Ci sono ovviamente dei momenti in cui non posso o non voglio usare il telefono, ma dipendono molto dalle circostanze… Non mi impongo nulla, forse perché al momento non ne sento l’esigenza, ma so che sarebbe meglio in generale ridurre il tempo di utilizzo di questi strumenti…vedrò in futuro…

    1. Alessandro

      Grazie Silvia per il tuo commento. Ovviamente ognuno di noi ha i propri impegni, la propria vita e quindi certe “concessioni” a se stessi possono diventare difficoltose. Io ho scelto questa strada perchè è quella che mi sta portando lentamente ad una maggiore serenità interiore di cui in questo momento particolare della mia vita ho bisogno come l’aria che respiro.

  2. Davide

    Ci vuole grande equilibrio e coraggio per percorrere tali scelte al giorno d’oggi.

    Mi unisco al ricordo di papà Aldo

    Un abbraccio

    1. Alessandro

      Grazie del commento Davide. Infatti di coraggio ne ho avuto fin troppo in tutte le scelte che ho fatto. Adesso è venuto il momento di scegliere me stesso come priorità assoluta.

  3. Carola

    Una scelta che condivido pienamente, personalmente anch’io durante la giornata mi permetto delle micro pause che mi consentono nel mio piccolo, di isolarmi completamente. Momenti di breve ossigenazione, che mi consentono di poter equilibrare il contatto con strumenti tecnologici.

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