La mia vita è stata un mare dentro. Il mare che mi ha fatto immergere nei pensieri, che mi ha fatto riflettere molto e troppo spesso sul senso della vita, sulla profondità sommerse dell’anima, che emerge e riaffiora su spiagge deserte e naviga galleggiando leggiadra come una libellula.
Un mare che è il mio elemento astrale. L’acqua.
In quel mare hanno nuotato le mie braccia aperte da anni in cerca di altre braccia da stringere, avvolgere intorno a me per darsi calore reciproco e continuare a nuotare insieme come dei gruppi di delfini ringiovaniti nello spirito che guizzano in un abisso profondo di purezza e colori intensi.
Dove si trova adesso tutto questo? Nel mio mare dentro. Nella musica che ho acoltato creando ogni giorno una playlist della mia giornata.
Sono partito da un consiglio. Il migliore che potessi ricevere. Il consiglio di un fratello che da lassù continua a guidarmi insieme ad altri negli itinerari giusti.
Ciao Giorgio…
Ciao Gian Luca
Dovevo capire, dovevo elaborare quello che non ho avuto il tempo di elaborare e allora sono andato lontano. Ho spento il telefono per un anno. Che c’è di male?
E ho ricordato il mio primo sorriso e quanti altri ne ho avuti. Ho cominciato ad aprire gli occhi e combattere la mia vita col sorriso. Un’arma invisibile ma che può spiazzare ma unisce chi la pensa come te.
Ma prudenza ragazzo. Nel frattempo il tempo passa e ridere fa bene, ma sorridere ancora meglio e se senti qualcosa di impercettibile, fermati e goditi l’istante… e pensa a un tuo ritorno…
Chi ti ha rimesso in sella? Ros_sella. La mia Rossella silenziosa e presente…
E allora l’inguaribile romantico comincia a scrivere lettere, d’amore ma a modo suo.
E allora ti fermi. Interrompi il ciclo dei pensieri e rifletti sul fatto che è bello forse essere maturi, ma gli esami non finiscono e devi prendere delle decisioni e continuare a farlo…
E se ce l’ha fatta lui… Sei obbligato a continuare
E dall’inizio del 2024 questo mare è riaffiorato in superficie, si è messo in sella nuovamente e ha fatto tesoro di anni di sentieri e cadute, di nuove fasi e nuove ricadute. Di un’anima errante forse stanca, troppo e troppo spesso non rispettata principalmente da se stessa. E allora amici ci sta…. ‘de core!!!!!
Un’ancora che si è incagliata sulla burocrazia di una bolletta e di una multa che hanno creato un corto circuito ani miei pensieri riducendoli a numeri e nonostante fossero numeri questi numeri ho cercato di trasformarli in arte e poi ancora contratti e pagamenti. Sapete che c’è di nuovo. Ho pagato come sempre ho fatto e ma allora ecco l’hashtag…. ######################################################
L’arte non ha prezzo eppure c’è chi è pronto con sapienza a redigere il suo tarriffario senza sapere nemmeno di che arte stiamo parlando.
E allora eccomi ancora solo. Con me stesso in mezzo ad altri solitari come me che si riuniscono ogni tanto per fare gruppo, coppia oppure semplicemente per dirti:”ci sono…”
Mi è bastato questo, due o tre segnali. Una pacca sulle spalle, un monito, un consiglio, un arrivederci e nel frattempo qualcuno ci ha lasciato.
Fa parte della vita, e allora ecco che ritorni da dove sei partito e ti commuovi, ti soffermi sei grato a te stesso e a chi ha permesso questo. Non pensi all’effimero, ma cogli l’essenza del momento.
E da solo, ti godi tutto questo. Fai un pieno di energia positiva e in marcia bassa, con freni tirati, scendi sul sentiero in discesa senza frenare col pedale, ma sol col freno motore. Ti fermi, spegni la moto, ti godi due respiri a pieni polmoni. Fai una foto e il giorno dopo cominciano i messaggi.
Dove stai, ma stai sempre in moto, non rispondi mai ai messaggi, che fine hai fatto, ma stai combinando qualcosa, vorrei fare tante cose con te ma non ci sei mai, passo per un caffè, va bene se vengo oggi. Senti volevo dirti una cosa ti ricordi Corrado?
“Si certo?!, cosa è successo…” “…se ne è andato… sai scriveva poesie, nel ho lette alcune e ho pensato quando insieme in quell’ufficio lo prendevamo in giro e lui rideva, rideva, quante risate grasse e sincere”
Qul mare dentro è pieno di episodi così. Non è giusto lasciare la vita senza averla vissuta a pieno e poi “Roberto…” e poi “Riccardo…” e poi?
E ti rimetti in moto e con questo bel mood con il caso in testa apri la visiera e a 80 all’ora vai così…
Adesso al centro del mondo, dove il fuoco arde e l’acqua mitiga il calore che brucia di dolore, di pianto secco, di occhi che non hanno nè lacrime da piangere nè pane da spezzare per darne ai loro figli, ormai delusi e con il sorriso affogato da una sensazione di abbandono, mi ci sono trovato io a guardarmi intorno.
E quando vedi con i tuoi ochi realtà di questo tipo non fai altro che fare una riflessione.
Se valga la pena di provarci o lasciarsi andare nell’oblio delle onde. Quelle onde che disturbano, che dondolano e che se le sai prendere ti riportano a casa e ti fanno vedere nuovi orizzonti pieni di colori.
Oggi il mio colore è verde pieno, domani non so, sarà una nuova pagina.
Se ti va, caro lettore, scrivila insieme a me nei commenti.
Torna a trovarmi www.alessandrolopez.it
Fatti un girmo insieme a me
Ma a volte ritorno sui miei articoli, rileggo, cerco di interpretare me stesso e per metterli in evidenza nella mia casa web ecco un ulteriore spunto di riflessione.
Una nuova partenza, io e la mia moto. Destinazione? Lo scoprirete…

Un traghetto. Io, la mia moto e un motociclista incontrato a bordo.

Attenti a “noi due”





Buongiorno a tutti!


Non ti nascondo di essermi emozionata quando hai ripreso il percorso con la tua moto, in quelle strade di Castel Gandolfo che ho fatto decine e decine di volte.
Un volo nel passato, con la mia piccola Kira, con un’amica con la quale camminavamo al mattino quando tutto è silenzio.
Bellissima playlist, perfetta l’orchestra jazz finale, a conclusione di un viaggio emotivo.
Grazie del commento. La mia moto mi ha fatto percorrere ogni genere di strada e ogni strada ha una sua storia anche se percorsa nel tempo più volte.
Tante ripartenza, tanti nuovi percorsi e quello fu uno dei tanti.