Trasformazioni ed orizzonti: Una rinascita Professionale iniziata nel 2024

Trasformazioni e Nuovi Orizzonti: Una rinascita Professionale iniziata nel 2024

Eccoci qui, siamo connessi col 2025. Abbiamo trascorso la nostra bella fine dell’anno tra cenoni, dolci, cappellini a punta, stelle filanti, spumanti e champagne a volontà e gli immancabili trenini “Brigitte Bardot Bardot”. Siamo andati a letto alle 5 del mattino ed oggi il Capodanno lo abbiamo magari trascorso più in scioltezza con gli “avanzi” del giorno prima.

Chi ha smaltito la sbornia di fine anno, chi rassetta la casa dopo il cenone di ieri, chi è felice di affacciarsi al nuovo anno e chi come me si è fatto 700 chilometri apparentemente su strade sgombre dal Principato di Monaco fino a Firenze e dopo con i solti gruppetti di 15/20 macchine in terza corsia di sorpasso e le altre a destro completamente libere.

Distanze di sicurezza inesistenti e gli immancabili SUV che ti appaiono nello specchietto retrovisore come dei dinosauri che sparano fiamme a cinque metri dal tuo poggiatesta inducendoti ad accelerare repentinamente alimentando quel “sano” senso di competizione e trasformando l’autostrada del sole nella variante del circuito cittadino di Montecarlo.

Metti la freccia a destra per spostarsi e compare la Fiat 500 Abarth con scarichi alterati e un rumore da Ferrari di Formula 1 che ti fa i fari e allora non sapendo dove andare sterzi ancora verso destra con freccia e trovi il TIR di primo Gennaio, cosa ca**o ci fa in giro di primo Gennaio che ti scompiglia i capelli cin una strombazzata e ti abbronza la nuca con i suoi trecento fari accesi.

Capisco allora che l’unica soluzione possibile per non perdere il beneficio di cinque giorni di vacanza è mettere definitivamente la freccia a destra accostare al primo autogrill, ovviamente gremito ed affollato, di assatanati turisti che rientrano da ogni parte d’Europa, semplicemente per farti la tua bella pausa fisiologica, un sciacquata al viso, un caffè per rigenerarti un attimo, un breve pisolino necessarioa riprendere serenità e poi riprendere il tuo viaggio.

Nulla da fare la Panda di turno mi ha perseguitato fino a sotto casa dalla Via Flaminia ed io con pazienza certosina mi sono messo a 40 all’ora per capire fino a che punto la mente umana può rispettare i limiti orari una città come Roma dove ormai il parcheggio si può trovare nelle campagne delle Tuscia o a Cerveteri se vi va bene.

Trasformazioni e Nuovi Orizzonti: Una rinascita Professionale iniziata nel 2024

Ecco quindi necessario scrivere un blog per rilassarmi:

Trasformazioni ed orizzonti: Una rinascita Professionale iniziata nel 2024. Sarà vero? Avro mentito a me stesso? E’ tutto un sogno?

No. Non credo. Trasformazioni ce ne sono state tante ed orizzonti ne vedo uno solo perché l’orizzonte è unico sono le direzioni e i punti cardinali ad essere diversi. C’è una rotta vera. Ma quale sarà?

In gergo marinaresco la Rotta Vera RV è l’angolo compreso tra il Nord Vero e il punto di destinazione. Tracciando una rotta si apre un angolo chiamato Angolo di rotta rispetto al nostro meridiano vero o Nord Vero. L’angolo è chiamato rotta vera.

E l’angolo di rotta? E’ l’angolo tra il piano verticale contenente la direzione del Nord vero e il piano verticale contenente la direzione della rotta nave. Si conta da 0° a 360° esagesimali in senso orario.

Vi ho confuso vero? No diciamo che è un mio piccolo ripasso dei tempi in cui studiavo carteggio per prendere la patente nautica che molti “esperti” diportisti da bache oltre i venti metri hanno diciamo così ottenuto con i punti del supermercato.

Lo notavo quando prendendo il largo a vista, senza nemmeno l’ausilio della bussola, verso le isole pontine ti vedevi sorpassare esattamente come sulla A1 da enormi Yacht a 70 nodi sollevando onde da decine di metri scarrocciare e non tenere la rotta con scie a zig zag. Manovre in porto da manula intrecciando cime, parabordi sotto le imprecazioni degli assistenti all’ormeggio e graffiate in credibili sulle fiancate dei lussuosissimo panfili che restavano alla fonda perchè fare il pieno costa.

Qualche immagine rilassante:

Il Veliero che vorrei condurre

Le Trasformazioni quindi sono partite interiormente e hanno fatto si che com in un rettile si esfoliasse la pelle ormai secca ed obsoleta per la rigenerazione di una pelle fredda, più coriacea, ma con il fascino di un pitone reale.

Trasformazioni ed orizzonti: Una rinascita Professionale iniziata nel 2024. Prima di tracciare la rotta per raggiungere in senso metaforico gli orizzonti che altro non sono che gli obiettivi che mi ero prefissato ho dovuto fare a me stesso delle domande di followback.

Analizzare le tendenze del mercato dove avrei voluto operare differenziando l’offerta in modo sostenibile.

Quali competenze sono richieste oggi nel 2025 al fine di potermi programmare dei corsi di aggiornamento professionale e come adattarmi alle sfide professionali di questo anno e dei successivi?

Un primo passo. Le connessioni. Rimanere connesso col mondo circostante, nel presente, per capire gli “umori” del mercato, cogliere le sfumature e centrare la creatività sul gusto del pubblico al quale mi vorrei rivolgere, ampliandone anche la fascia d’età. Perché porsi dei limiti quando si può osare.

E poi connettermi con gli altri. Importante aspetto per avere i feedback necessari a capire le la rotta vera è corretta o se si sta scarrocciando in direzioni che potrebbe farti approdare a dei porti non sicuri.

Servono carte nautiche aggiornate e bussole tarate periodicamente sul nord, ma a me piace il vintage.

Il comandante di una nave o di un’imbarcazione ha questa principale responsabilità di condurre in un porto o un approdo sicuro la sua imbarcazione e far mantenere la giusta calma ai passeggeri a bordo in caso di una possibile emergenza.

Il ponte di comando ideale

Nella storia dei grandi naufragi non sempre è accaduto, ma non è su questo punto che voglio affondare la lama. Uso delle metafore a volte anche romantiche per rendere fluido il racconto, ma per coglierne le sfumature più pragmatiche del primo porto che desidero raggiungere con il mio equipaggio.

Da questo ponte di comando immagino di condurre il mio veliero con vento leggero nelle rotta giusta e all’ora del pasto scender in cambusa e preparare per il mio equipaggio prelibatezze del mare come facevo anni fa col mio amico Franco a Ponza quando alla traina pescò un piccolo tonno e ne nacque una spaghettata storica.

La Cambusa

ed al tramonto scendere in cabina scambiare due parole e da buoni marinai con un turno di guardia per la rotta si va a riposare.

Cabina interna

Rigore, ordine e pulizia a bordo sono regole primarie per una convivenza sana qualsiasi sia la dimenzione e la stazza dell’imbarcazione. Esser a bordo con delle persone non coese e poco collaborative genererebbe immediatamente un problema un corti circuito pericoloso con la connessione.

Vediamo adesso la navigazione attiva. “Restituito alla vita” il libro che sto scrivendo e che da domani riprenderò a scrivere e sarà il mio diario quotidiano che accompagnerà questo Comandante sognatore al pirmo porto ed i successivi sempre a bordo del suo veliero.

Una navigazione silenziosa che deve mantenere alta la concentrazione di tutti ognuno nel suo compito specifico. Il segreto credo che alberghi in questo modus operandi che mi ha aiutato molto principalmente nella gestione di me stesso e delle mie emozioni.

Sono un uomo romantico, che a volte si abbandona alle proprie emozioni, ma la notte a vele ammainate pensa e riflette edil giorno dopo è capace di cambiare rotta e se possibile anche di tornare indietro e tracciarne un’altra, oppure cambiare direzione improvvisamente cime può fare il vento.

Sono del segno del Cancro, un segno d’acqua, che è il mio elemento del quale mi nutro, il mio pianeta è la luna e tante altre cose che caratterizzano questo segno mi appartengono nel DNA come se qualcuno avesse voluto disegnarmi un un determinato modo per farmi crescere con tutti i contrasti caratteriali e gli inevitabili difetti che ho, ma la capacità di ammetterli a me stesso ed agli altri.

Concludo questo articolo con la speranza di “scrivere” e di “leggere” questo 2025 una pagina al giorno, esattamente come in un diario di bordo. Immerso nel mio io più intimo, nella spiritualità, nel desiderio di evolveri, migliorarmi e soprattutto di lasciare qualcosa di me su questo pianeta che avrebbe bisogno di rallentare un po’, riscaldarsi meglio e raffreddare i punti caldi per restituire serenità e pace.

E il mio pensiero finale è per quelli che non hanno potuto festeggiare il Capodanno in famiglia e mi riferisco a tutti i militari del mondo. Di ognine e grado senza differenze, che tra di loro avranno festeggiato, ma lontani dei loro affetti, le loro famiglie e i loro figli.

Che il mio messaggio di pace, arrotolato in una pergamena e chiuso in una bottiglia, possa raggiungere diversi porti e far riflettere sul vero senso della vita e che evidentemente la storia non ci ha insegnato nulla.

La storia è scritta ed è sui libri, ma la vera storia siamo noi che la raccontiamo e la viviamo ogni giorno.

CREDO E VINCO!

Un sorriso da decifrare, un baffo che ho tolto, uno sguardo che racconta, una mano che lavora…

Vi aspetto alla prossima rotta….

Alessandro Lopez

E per concludere con una bella riflessione musicale sulla prossima “Stagione…” ecco l’unico Maestro che ce la può fare ascoltare:

12 Risposte
  1. Davide

    Una metafora,quella del Veliero e della cambusa ,che calza perfettamente col percorso che da tempo ci racconti.
    Connettersi con gli umori e tenere gli obbiettivi a mente è cruciale, Ancor di più lo è la flessibilità del poter cambiare rotta come saggiamente hai esposto

    1. Caro Davide grazie del commento come vedi la mia comunicazione segue coerentemente ciò che penso e tu che sì mi conosci da qualche anno dicoaj solo telefonicamente perché purtroppo abbiamo avuto poche occasioni d’incontro percepisci ogni mia sfumatura. Questa è la mia visione del futuro quale che esso sia. Un abbraccio

  2. Enrico

    Questa nuova pagina trasferisce il lettore in un mondo poetico dove ogni proposito progettuale si connota di una materia del tutto particolare, lo scrivente svela se stesso e nei suoi futuribili (ma credo anche attuali) viaggi, mette a nudo di fatto i limiti dell’ uomo attuale, le parole tracciano sia i percorsi futuri che anche una velata preoccupazione sullo scarso grado di attenzione e di recettività che la società moderna su molti temi centrali puntualmente mostra. Uno scritto che é un auspicio ma al tempo stesso evidenzia un sapore nostalgico che pone a tutti noi un interrogativo molto pressante: “Abbiamo il materiale umano all’ altezza per le nuove sfide o dovremo continuare a guardare indietro per scorgere lo sguardo consenziente dei vecchi padri per trovare la rotta verso i migliori approdi?”.
    Il mio personale auspicio é che queste pagine cosí piene di opportunità di riflessione si popolino maggiormente del contributo di altre persone e che i racconti, i sogni e i progetti di Alessandro creino di fatto (come credo sia anche nelle sue aspettative) una rete di relazioni condivise che in qualche modo riesca a portare ognuno di noi un po’ piú fuori dal guscio. Il confronto dialettico sa compiere la magia di avvicinare le parti e sa predisporre le basi per una convivenza civile di pace e di costruzione. Enrico

    1. Caro Enrico,
      grazie per il tuo commento. Mi fa piacere e sono felice che queste mie riflessioni non siano delle righe buttate nel vento e che vengano colte suscitando delle giuste vibrazioni emotive.

      Da ragazzo mi sono fatto davvero da solo e non è retorica da quattro soldi. Lavoravo da ragazzo, alle 5 del mattino andavo insieme agli agricoltori a raccogliere le angurie nei campi e prendevo qualche soldino per non pesare sul bilancio familiare. Nel pomeriggio invece di sollazzarmi al mare mi dedicavo a delle piccole manutenzioni in casa. Un’estate imbiancai tutto il villino su tre piani. Con cura, rasando e stuccando le pareti e dando almeno tre mani di bianco non con rullo ma con la pennellessa e no era facile. Un altro anno cambiai tutte le vecchie prese elettroniche in plastica con le prese “Piuma” che erano le prime in acciaio bronzato con ganci laterali molto più ampi che rimanevano ben agganciate alle scatole di derivazione.

      Lo stesso lavoro lo feci a Roma. Sostituivo anche rubinetti, filtri e cosae del genre. Mi adattavo a far tutto perchè avevo molta manualità.

      Sono fiducioso anche io che queste opportunità si trasformeranno in realtà, perchè di fatto sta già in qualche modo accadendo. Un grande abbraccio.

      Una cosa che adesso nel tempo ho perso. Si è vero le trasformazioni verso nuovi orrizzonti partno dal mio interiore e la capacità di guardare avanti

    2. Alessandro

      Se tutto questo accadrà ben venga. Quello che conta oggi per me è la purezza dei sentimenti. Come ho detto i miei ocvuh sono stanchi e hanno diritto a chiudersi per il tempo e la qualità del sonno. Buonanotte

  3. Caro Alessandro,
    ho letto adesso la tua riflessione del “romantico viaggio” di rientro dal Principato di Monaco con la “panda di turno” e i “SUV dinosauri” . Hai dentro quella forza di rinascita che ti accompagna sempre; è la cosa più attraente che c’è per capire e amare a fondo la vita!
    Mi sono immerso fra le tue parole, ho sentito il profumo del mare, sono un mozzo intento a svolgere le mansioni di coperta. Seguo con fiducia il mio comandante, ho pace e fame per sperare nel domani, e aspetto il tramonto in attesa di una “spaghettata 2025”. Mi viene in mente una bella canzone di Rino Gaetano: “A te che sogni una stella ed un veliero che ti portino su isole dal cielo più vero”.
    Le trasformazioni verso nuovi orizzonti sono affascinanti e trainanti, soprattutto quando ci sono i sogni a dare forma e la pace che auguri al prossimo a dare colore.
    Ti auguro una buona serata con questo pensiero che ho scritto per mio padre tempo fa. A presto…

    TRACCE (a mio padre)

    Rimane la voglia
    di sentire il tuo respiro,
    un attimo calmo la voce che ho dentro.

    Mentre guardo la linea
    tra il mare ed il cielo,
    immagino l’oggi e ti vivo lo stesso.

    Le nuvole portano un’ombra su un lato,
    aspetto la pioggia che fa fresca la notte.

    È una bussola il mio cuore
    che ricorda la strada,
    che indossa i suoi sogni
    e non perde le tracce.

    Grazie per ieri, per oggi e per sempre.

    Roberto Scarfò

    1. Caro Roberto, ormai su questo tipo di blog arrivano puntuali i tuoi commenti quelli di un altro amico che sa “leggermi” nel modo in cui sono capace di farmi leggere.

      Non è una spasmodica ricerca di conferme, ma forse anche si. Una richieta di gratifica. Quel grazie mai arrivato e che basterebbe un sorriso per vivere con un pizzico di serenità in più

      Buonanotte

      1. Caro Alessandro, mi trovo spesso a pensare tante e tante cose nella mia pacifica solitudine, e tante risposte non riesco a trovarle. Ho sempre bisogno di un po’ di solitudine, mi fa bene. Credo che tutti abbiamo bisogno in qualche modo di conferme, altrimenti sarebbe come vivere nelle proprie sicurezze… quelle sicurezze che potrebbero essere solo una realtà illusoria, un equilibrio malaticcio sulla punta di un precipizio. Ho dei rimorsi, ho dei rimpianti, ho vizi e difetti, ma oggi grazie a tutto ciò che ho passato nel bene e nel male, sono un uomo che cerca lealtà, e lo faccio con coraggio e determinazione.
        Quando mi viene in mente di scriverti lo faccio davvero sinceramente e con il cuore, perché ciò che viene dal cuore non contiene le frivolezze del mondo… Ti abbraccio

        1. Alessandro

          Caro Roberto questo mi basta, mi riempie di gioia e fa bene al cuore di entrambi e di chi può soffermarsi a leggere i commenti in modo diverso. Ora sorridono gli occhi anche se non sembra. Occhi che hanno visto troppo da lontano e da vicino e sono occhi stanchi come stanchi siamo tutti e se questa stanchezza si trasforma in stanchezza che genera un riposo sano i sogni si realizzeranno uno ad uno con qualche inevitabile scarto. I cestini dei rifiuti servono per raccoglierli e ce chi fruga nei rifiuti, quelli utili, per trovare un giaciglio meno umido e freddo per dormire.
          Buonanotte. Amico mio

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