Ogni giorno è Natale

Ogni giorno è Natale è il titolo di questo blog dedicato a Natale. Spunti di riflessione iniziali in un Natale come tanti che si preannuncia frenetico, con l’apertura del Giubileo tra appena quattro giorni il 24 dicembre, gli ultimi pacchetti gli ultimi regali, il correre nel traffico di Roma sempre più affollato di monopattini scooter che corrono nelle corsie preferenziali degli autobus e taxi, i taxi che non si trovano e non si pensare mai di fermarsi un attimo.

Soffermarsi ed anche chiudendo gli occhi trasformare quel rumore assordante di traffico, misto a trapani a percussione e di escavatori che stanno sistemando le ultime strade di quella Roma nascosta che che andrebbe scoperta sfogliandone le pagine antiche e teradizionali.

Ascoltare l’atmosfera del Natale, entrarci dentro, sentire la musica per riunirsi finalmente in casa e trascorrere in famiglia questo Natale dando uno sguardo profondo ed intenso a chi il Natale non lo può festeggiare e ce ne sono tanti.

Un calore umano che noi tutti abbiamo bisogno una carezza che ci serve.

Ogni Giorno è Natale
Nel frenetico vortice della vita quotidiana, il periodo natalizio si presenta frequentemente come un momento di corsa e agitazione. Le strade di Roma si affollano, i negozi si riempiono di gente intenta a completare gli ultimi acquisti, mentre l’aria si carica di aspettative e di una certa effervescenza.

Questo fenomeno, seppur naturale e comprensibile, rischia di allontanarci dal vero significato del Natale.
Rallentare per Ascoltare
Il 24 dicembre segna l’apertura Giubileo. Ma in questa corsa incessante verso il giorno di Natale, è fondamentale concedersi un attimo di pausa. Cominciamo da un classico

Fermarsi per ascoltare l’atmosfera natalizia, per percepire i suoni e i profumi che caratterizzano questo periodo: la musica dolce, le risate dei bambini, il profumo di dolci appena sfornati. Questi momenti di attenzione possono trasformare una semplice settimana di shopping in un’esperienza evocativa, capace di rinnovare lo spirito.

Il Natale è anche e soprattutto un momento di convivialità, di riunione e di condivisione. Trascorrere del tempo con la famiglia, riuniti attorno a una tavola imbandita e a condividere storie e ricordi, è ciò che rende questa festività unica.

Sono questi attimi che, più di ogni regalo, portano calore e significato alle nostre vite. Non importa cosa mangeremo io che sono di origine napoletana rispetto le antiche tradizioni del capoluogo campano.

Il Pasto della Vigilia nella Tradizione Napoletana
Il pasto della vigilia di Natale a Napoli è circondato da una ricca tradizione, che affonda le sue radici in secoli di storia e cultura. Questo momento speciale, che precede la celebrazione del Natale, è caratterizzato da un’atmosfera di condivisione, famiglia e di rispetto per le usanze culinarie locali.

In molte famiglie napoletane, la cena della vigilia è spesso un pasto a base di pesce, che rispetta il divieto di mangiare carne imposto dalla tradizione cattolica.

Questo è un momento di gioia in cui si riuniscono parenti e amici attorno a tavole splendidamente decorate. La cena è un tripudio di piatti che riflettono l’eccellenza della cucina napoletana e del Mediterraneo.

Uno dei piatti più amati è senza dubbio il famoso “spaghetti alle vongole”. Questo piatto è semplice e sublime, preparato con vongole fresche, aglio, olio d’oliva e prezzemolo.


l baccalà, sia in umido che fritto, è un ingrediente fondamentale della cena della vigilia. Viene spesso preparato con pomodoro, olive e capperi, creando un piatto ricco di sapori. La frittura di pesce, che può includere calamari, gamberi e pesce azzurro, è un altro must. Leggera e croccante, è un antipasto che delizia il palato.

A base di polpo, totano e gamberi, l’insalata di mare è una scelta fresca e saporita, condita con olio, limone e prezzemolo.

Anche se non è un piatto di pesce, la parmigiana di melanzane è una presenza costante sulle tavole napoletane, offrendo un tocco di sapore e comfort.

Oltre ai piatti, la vigilia di Natale è un momento carico di simbolismo. Si crede che la presenza di sette o dodici portate sulla tavola rappresenti i sette sacramenti o le dodici apostole. Ogni piatto ha un significato speciale e rappresenta un aspetto della fede e della tradizione.

Per concludere il pasto, non possono mancare i dolci. I più comuni sono struffoli (piccole palline di pasta fritta ricoperte di miele e guarnite con confettini colorati) e roccocò, dei biscotti speziati a base di mandorle. Questi dessert portano un’ulteriore coccola dolce a una cena già ricca di sapori.

l pasto della vigilia non è solo un semplice atto di mangiare, ma è un momento di intimità e condivisione. Raccontare storie, condividere risate e riflessioni intorno alla tavola crea un legame profondo tra i familiari, rinnovando le tradizioni e il senso di comunità.

In definitiva, il pasto della vigilia nella tradizione napoletana è un’esperienza culinaria e culturale che odora di amore, famiglia e rispetto per le tradizioni. È un’espressione di come il cibo possa unire le persone e celebrare la gioia del Natale con gusto e autenticità.

Tuttavia, è importante non dimenticare chi non può vivere il Natale con la stessa gioia. Ci sono molti che affrontano questo periodo con solitudine o difficoltà. In un mondo che corre, riserviamo un pensiero per chi è in difficoltà, per chi vive l’assenza di affetti. Specie in questo periodo, un gesto di solidarietà, un sorriso o un piccolo aiuto anche solo per chi non ha la possibilità di festeggiare, può fare la differenza.

In questo Natale, ci viene offerta l’opportunità di riscoprire la bellezza di ogni giorno che può essere festeggiato come un piccolo Natale.

Invito quindi tutti noi a rallentare, ad aprire il cuore e a vivere intensamente questi momenti, portando un po’ di quella magia anche a chi ne ha più bisogno.

Ricordiamoci che, a prescindere da quanto possa essere frenetico il mondo attorno a noi, ogni giorno ha il potenziale di essere un giorno speciale.

E augurando il Buona Natale a tutti permettetemi di farlo ai miei cari Colleghi del 117° Corso Allievi Ufficiali di Complemento che quest’anno ha festeggiato il quarantennale.

Li ringrazio tutti uno ad uno perché quella magica esperienza ci unì anche nel natale del 1984 quando facemmo il nostro spettacolo natalizio “Lo Zibaldone” dove tutti insieme cantammo “White Christmas” nella versione italiana “Bianco Natale”. Auguri a tutti voi FRATELLI DEL 117° Brillino in cielo tante stelle delle tante che abbiano portato sulle nostre spalle nei nostri reparti.

E allora come ogni anni faccio, riflettendo sui buoni propositi e per essermi comportato bene con tutti, genitori che non ho più ma con i quali dialogo ogni giorno, con i colleghi, gli amici, i parenti, mia figlia e mia moglie che adoro desidero scrivere la mia lettera a Babbo Natale e la condivido con voi tutti…

Caro Babbo Natale,
alla soglia dei miei sessant’anni, ti scrivo con il cuore leggero e la meraviglia di un bambino. Anche se il tempo è passato e le mie spalle portano il peso di esperienze e ricordi, dentro di me vive ancora quella scintilla di magia che solo tu puoi rappresentare.

In questo periodo dell’anno, mentre le luci natalizie decorano le strade e i canti festivi risuonano nell’aria, sento una profonda connessione con quel bambino che ero, un bambino che credeva in sogni e in avventure senza fine.


Desidero ardentemente tornare a essere quel bambino che, con occhi pieni di sogni e speranze, attendeva la notte di Natale con ansia e gioia. I regali sotto l’albero, i dolci profumi che riempivano la casa e l’attesa di un momento speciale, tutto ciò riempie il mio cuore di nostalgia.

Quest’anno, più che mai, sento la necessità di riscoprire quell’innocenza, quel senso di meraviglia che la vita, con le sue sfide e le sue responsabilità, talvolta fa svanire come la neve al sole.

Voglio ritrovare la gioia nei piccoli dettagli, nei sorrisi condivisi e nei momenti di semplice bellezza.


Il mio primo regalo, il più grande e prezioso, è la vita stessa. La mia mamma, che mi ha dato il dono della vita e mi ha insegnato ad amare.

Vorrei che potessi inviarle un abbraccio speciale; la sua saggezza e il suo affetto sono il fulcro della mia esistenza.

Mi piace pensarti ancora così, cara mamma, coccolata dai tuoi figli col tuo splendido e maestoso sorriso che ci ha sempre illuminato le nostre giornate.

Ogni giorno che trascorro accanto a lei è una benedizione, una testimonianza del suo amore incondizionato, e vorrei che sapesse quanto la apprezzo e quanto le sono grato per tutto quello che ha fatto per me.

Per questo Natale, non ti chiedo grandi cose, ma desidero semplicemente che chi mi circonda possa trovare gioia e serenità nei propri cuori.

Vorrei un mondo in cui ogni bambino possa sentirsi amato e protetto, in cui i sogni possano volare alti e i cuori possano battere all’unisono.

Sogno una società in cui l’amore, la gentilezza e il rispetto per il prossimo siano valori fondamentali, in cui ognuno possa sentirsi parte di qualcosa di più grande e speciale.

Infine, ti chiedo di caricare sulla tua pesante slitta la forza di affrontare i giorni futuri con un cuore aperto e un sorriso sempre più smagliante.

I regali più belli non sono quelli che troviamo sotto l’albero, ma quelli che portiamo dentro di noi e che condividiamo con gli altri, attraverso atti di generosità e con passione.

Vorrei essere in grado di donare a chi ha bisogno, di offrire conforto a chi si sente solo e di seminare felicità intorno a me in modo semplice e discreto come sono sempre stato.

So che sei partito dalla lontana e fredda Lapponia per arrivare in tempo nelle case di tutto il mondo, come farai a raggiungere tutti con le tue meravigliose renne.

Accarezzale per me e ogni tanto fermati accendi un piccolo fuoco e riposati.


Grazie, caro Babbo Natale, per la tua magia senza tempo e per aver reso possibile ogni sogno.

Ti scrivo con la speranza nel cuore che questo Natale non sia solo un momento di festa, ma anche un’opportunità per riflettere sui valori che contano di più nella vita.

Con affetto e gratitudine,

Alessandro Lopez

E se volete immergervi nel Regno di Babbo Natale a pochi chilometri da Roma lo troverete qui:

Il Regno di Babbo Natale

E per concludere con il canto più tradizionale del Natale ecco a voi la versione lirica del Maestro Luciano Pavarotti in “tu scendi dalle stelle”

Buon Natale a tutti !

15 Risposte
    1. Chiara

      Spero di aver lasciato quest’anno qualcosa di buono anch’io. E che qualche stella cadente di qualche ragazzo che ha riposto fiducia nei suoi sogni, sia finita seppur di striscio nella mia orbita e io possa aver contribuito anche solo in minima parte a realizzarlo. Spero di aver portato qualcosa anche a te, Alessandro. E a Babbo Natale chiedo… Beh, lui sa cosa ho chiesto. In cambio mi impegno a posare l’ascia di guerra e rinunciare allo scalpo del nemico, a godermi il calore e il rumore delle fiamme di un bel camino e il sapore dei biscotti fatti in casa. L’odore del Natale, che è il ricordo di tanti altri ricordi.

      1. Cara Chiara, questo 2024 è stato un lungo e faticoso percorso con una ripresa dal primo Gennaio dopo un 2023 dove mi ero chiuso in me stesso e pensavo di ripiombare in uno stato che non voglio nemmeno immaginare. Diciamo che è stato un 2023 dedicato al sano ozio ed alla voglia di pensare come affrontare le nuove sfide che sentivo uscire dalle mie viscere. E come successe varie volte una mattina del mese di Gennaio, mi sono fatto una doccia di mezz’ora, mi sono vestito ed attrezzato da moto e ovviamente sono andato in ufficio. Ho spalancato le finestre chiuse da un anno, ho pulito a fondo tutto con l’immancabile sarcasmo del portiere che mi disse “ahò era ora che tornavi te stato ad aspettà co’ ‘na marea del pacchie e de posta!”. Mi sono fatto una risata ho preso tutto e ho iniziato il mio 2024 lavorativo che mi ha portato a conoscere tante persone nuove, nuovi artisti giovani con colloqi interessanti e un’agenzia che è rinata con la freschezza delle persone sane. Poi un percorso di incontri, non casuali. Doveva succedere e basta non voglio darmi spiegazioni e se ti interroghi se mi hai portato qualcosa, ti rispondo che mi hai portato l’opportunità di far nascere una nuova amicizia. Si, perchè l’amicizia è quelle che in questi ultimi anni, tolti i secolari amici che sono forse 5 in totale il resto posso definirli dei silenti osservatori pronti a comparire appena hanno annusato lavoro con la tipica frase:”sono anni che voglio fare una cosa con te sarebbe ora che lavoriamo insieme…”
        La reazione mia è sempre stata di estrema indifferenza, ma nello stesso tempo ho recitato la farsa di un interesse manifesto che non è mai esistito per la persona e per i suoi improbabili progetti.
        Tu mi hai dato un’opportunità grande. Coltivare una nuova amicizia fatta di gesti e cose nobili per me che ho apprezzate tutte. GEsti discreti ma che scavano in profondità. Ed oggi Alessandro ha bisogno di questo e chi lo ha capito è già un Amico non avrà bisogno di altro tempo per essere tale.
        Sono stato aperto con gente che non mi ha meritato e ne ho sofferto molto, ma la forza interiore e la determinazione che forse oggi spaventano alcuni dei miei interlocutori o li confondono sono l’energia interiore che desidero dare a chi ne ha un po’ meno di me.
        Vuo dire una condivisione del “troppo pieno” una valvola di scarico di pensieri ed azioni che vanno aldilà di qualsiasi dietrologia.
        La ricerca di un linguaggio nuovo che porti in concreto a capirsi. Ci sono riuscito in parte con i miei collaboratori e ci sto riuscendo cin tante altre persone.
        E quindi sintetizzo con un Grazie di cuore per il supporto totale che mi stai dando in tante cose, lo sviluppo di idee che ti prometto realizzeremo perché sono tutte valide e sostenibili.
        Grazie per le soluzioni pratiche e pragmatiche che cerco e che spesso chi collabora con me deve metabolizzare per settimane perchè non è mai stato abituato al “problem solving” che io ho attuato dal primo giorno del mio lavoro Ufficiale di Complemento e li le decisioni non avevi tanto te,po per prenderle. Andavano prese e basta.
        Ti dico anche grazie per la coesione e per il clima che si è generato nel nostro cast e per i ragazzi splendidi che hai portato con te nella produzione del nostro pilota.
        Auguro a tutti noi un 2025 che porti prima di tutto salute e serenità. Il resto conta ma ha un valora marginale rispetto al resto.
        Un grande abbraccio.

  1. Umberto

    Caro Alessandro,
    Non fa una piega.
    Sento nelle tue parole il calore dei sentimenti del tuo cuore.
    Famiglia! È questa parola che deve tornare ad avere l’importanza che merita.
    Non c’è ricchezza grande come una carezza di una madre,un abbraccio di un padre,di una sorella o fratello.
    Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia ricca di questi valori. Soprattutto nel periodo natalizio mio padre apriva la porta di casa a tutti per ospitarli intorno al tavolo, invitava anche la postina o il fruttivendolo se percepiva che erano “soli” o meglio non accettati perché “diversi”. Il regalo da parte mia per questo Natale è che possa con il mio abbraccio farti connettere ancora una volta a quelle sensazioni. Tvb. Umberto Donati

    1. Caro Umberto sapevo che questo mio pensiero avrebbe creato breccia nel tuo cuore perché tutto ciò che scrivo arriva dal cuore ed atttaverso esso. Grazie di questo bel commento che nell’economia del nostro rapporto professionale e un altro passo avanti della nostra amicizia. Mio nonno Gorgio era così, riempiva la sua casa, già con 22 persone a Dj base, con persone bisognose che avevano il loro pasto caldo anche a Natale. Mi hai commosso un abbraccio 🥰

  2. RICARDO SABATELLI

    Questa riflessione natalizia mi ha tocato molto. So che la cosa più importante non sono I pasti, ma la presenza al nostro fianco degli esseri che amiamo.
    Lo posso affermare poiché sono cresciuto in una famiglia molto povera, essendo il più giovane di 9 fratelli.
    Ho trascorso diversi Natali con poco cibo e senza nessun dono e lì Dio mi hai aiutato a capire che il vero amore sostituice tutte le cose materiali.
    Grazie Alessandro per questa bellísima riflessione.

    1. Caro Riccardo è molto bello quello che hai scritto e mi ha colpito molto. Oggi dive c’è tanto consumismo sfrenato e i bambini pretendono il loro mondo si debba stare coperti credo fermamente al valore del Natale ma soprattutto dell’unità della famiglia che seppur povera non si poteva come nel tuo caso permettere un bel pasto natalizio. Mi hai commosso e ti prometto che i tuoi natali saranno pieni di belle cose per te. Con affetto e stima ti xsngfj

  3. Caro Alessandro, grazie per queste bellissime sensazioni condivise, ricordi e momenti pieni d’amore. Ogni singola parola è colorata di pienezza e speranza. È la lettera di Natale che avrei voluto scrivere io. Sono cresciuto in una famiglia semplice e unita, ogni Natale è scolpito nel mio cuore. Grazie per la tua condivisione. Buon Natale a te, la tua famiglia e a tutte le persone a te più care ❤️

  4. Carola

    Il Natale è una stella nel cuore
    l’energia che si respira
    è quella dell’amore, della rinascita interiore.
    Poi ci sono i ricordi di quando ero piccola, coccolata da tutta la famiglia. Prima di scartare i regali recitavo qualche breve poesia insieme all’imitazione di topo Gigio, avevo uno dei due denti davanti in fuori… A mezzanotte si metteva il bambinello sotto l’albero e si recitava il Padre Nostro. Ricordi che scaldano l’anima.

    1. In casa mia era diverso. Venivo lasciato solo prima della mezzanotte fuori dalla porta del salone e vedevo un gran trambusto di luci di rumore di paccchetti, buste, lumini dell’albero che si accendevano, era emozionante, le gote diventavano rosse e mia mamma ogni tanto usciva per dirmi che di li a poco sarebbe arrivatò Papà Natale, come in realtà si firmava mio padre nella veste del più noto Babbo Natale. Non capivo il sottile messaggio subliminale che nel tempo mi avrebbe portato a capire che tutto era una grande favola per noi bambini. Ma quel Babbo Natale mi è rimasto dentro nel cuore e fore la parte del bambino che è in me ci crede ancora. Per mia figlia mi sono mascherato da Babbo Natale avendo all’epoca anche il “fisico” adatto ricordo che l’addome scoppiava in quel costume tra le risate di tutti mentre entravo dalla finestra del bacona sotto gli occhi esterrefatti di mia figlia. Ricordi indelebili…

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