“Di che colore è
La vita che c’è in me
è il rosso di un’estate che per me non passerà
E’ l’oro di un’aurora che non tramonterà
E un grande arcobaleno che non scolorirà
Non amo il grigio io
Piuttosto il luccichio di una ciliegia che non sa
chi se la mangerà
E se l’oscurità cadesse giù
Il mio colore so che mi rischiarerà e brillerà…
31-12-1983 Tu cara Mamma aprivi il tuo diario “Pagine Bianche” e scrivevi queste strofe del brano “I colori della mia vita” tratto dalla celebre commedia musicale “Barnum” con Massimo Ranieri e Ottavia Piccolo che nel 1983 andò in scena per la regia di Buddy Schwab ed Ennio Coltorti. Un brano in cui ti riconoscevi in quello che è stato il “Circo” della nostra vita.
Ho trovato il tuo diario giorni fa in un giorno in cui avevo bisogno di un segnale, di un messaggio positivo. Uno di quei giorni in cui la mia caparbietà e la mia motivazione era venuta improvvisamente meno. Quelle giornate un po’ down che ti offuscano la mente appena un attimo e ritrovare stesso attraverso te.
Quel diario è finito nelle mie mani mentre avevo deciso di mettere a posto tante carte accumulate nei miei cassetti che. ho classificato nel mio modo maniacale tra cassetti ordinari e straordinari.
Negli straordinari c’erano e ci sono tutti i più bei ricordi e tra quelli ho scoperto quel meraviglioso diario dove ho trovato te cara mamma nella tua essenza e si è aperta una pagina; quella del giorno in cui mi accompagnasti alla Scuola Allievi Ufficiali di Cesano di Roma. Il 9 ottobre 1984.
E’ bastato leggere la data e le prime righe per farmi piangere. In quella pagina traspariva la tua sofferenza data da un’inevitabile distacco, la recisione di un cordone ombelicale che necessariamente doveva essere staccato dal ventre materno.
Il tuo “bambino, cucciolotto, Uomo” stava partendo per il servizio militare. Mi hai descritto commosso ed emozionato. Mamma è stato realmente così, ero emozionato e commosso perché davanti a me si stava aprendo una delle più belle pagine della mia vita. Quello che avrei voluto fare come professione. Era l’ingresso ufficiale di un intenso periodo di addestramento militare che non si è limitato a mere esercitazioni, ma che mi ha forgiato come Uomo, rinnovando in me valori che erano già saldamente parte di me.
Ho acquisito in quei cinque mesi e poi i successivi dieci sicurezza e stima in me stesso. Ho acuito il mio senso innato di responsabilità dovendo comandare una piccola unità operativa come un Plotone. Dei ragazzi appena miei coetanei che smarriti come me erano stati strappati dalle loro rispettive famiglie. E mentre leggevo il tuo diario pensavo alle loro mamme che forse avranno provato il tuo stesso senso di dolore, ma forse anche di gioia nello stesso tempo.
Mamma cara, è stato un percorso difficile, quando ti sentivi urlare sin dal primo giorno che eri una nullità e che non avresti mai raggiunto l’obiettivo di quella stella tanto agognata. Invece quella stella arrivò. Puntualmente.
E oggi 27 Novembre 2024 a distanza di 40 anni io scrivo questo lungo pensiero che on posso definire un articolo, citando quelle strofe, perché i colori della mia vita sono stati tanti.
Il colore del mio segno zodiacale del Cancro. Il bianco. La pietra portafortuna. La perla. L’elemento naturale. L’Acqua e il giorno fortunato. Il Lunedì e il pianeta. La luna. Tutto rappresenta un inizio e una fine. Ed è stato realmente così un ciclo naturale fatto di un inizio e di una fine. E oggi è solo un prologo. Così mi sento mamma da quando ho compiuto quest’anno sessant’anni.
Il candore del bianco, la purezza dell’acqua, le fasi lunari, il Lunedì sono tutti inizi e non a caso la data della mia nascita 22 Giugno 1964 è stata un lunedì, all’alba intorno alle 5:30 del mattino.
Il 27 Dicembre 1999 giorno in cui è nata mia figlia era un lunedì. Il lunedì è il giorno di riposo delle compagnie teatrali ed è l’inizio della settimana lavorativa. Le compagnie che ho gestito riposavano, ma io ho sempre lavorato ed anche tanto cara mamma e tu lo sapevi bene.
Tutto ha un significato e tu quel messaggio su quella pagina aperta lo avevi destinato a me perché lo leggessi in quel preciso istante e io oggi questo mia riflessione personale lo dedico a te ascoltando quel meraviglioso brano e immaginando quella commedia che vidi nel 1983 al Teatro Sistina proprio con Massimo Ranieri.
Di che colore è :
Barnum rappresenta un inizio, l’inizio del Circo, l’inclusività, la resilienza, la perseveranza e la fatica di mettere su un’impresa trovando adepti e finanziatori.
Lo stesso “circo” che ho trovato io nella mia vita, fatto di tante anime, alcune belle, alcune perfide, alcune candide ed ingenue, che ho protetto e che forse non meritavano nemmeno tutte le attenzioni che ho rivolto loro. Ma ho continuato a farlo perché volevo farlo. Un giorno un importante dirigente televisivo mi disse sorridendo: “hai voluto la bicicletta? Pedala Alessandro perché tu hai avuto sempre intuito e hai lavorato nell’oscurità come un grande regista di ciò che hai prodotto perché ci hai creduto”.
Uscii da quell’ufficio a Milano gratificato da quella frase.
Vedi mamma, i momenti di sconforto esistono nella vita ma tu mi hai insegnato insieme a Papà ad essere superiore, a guardare avanti, e a voltarmi indietro solo per qualche istante per osservare la scia della vita, e trarne esempio per affrontare il futuro in modo più consapevole.
Lo sto facendo perché le cadute sono state tante, e rialzarsi, tu lo sai è stato faticoso assai.
Ma oggi qualcosa è cambiato. Molte decisioni ponderate ma sofferte nella loro maturazione. L’ho dovuto fare per proteggere tutto il lungo percorso di progetti che con rinnovato impegno e dedizione ho costruito in silenzio sino ad oggi.
Di che colore è :
Quel deserto nel quale ho camminato per l’intero 2023 sta fiorendo pieno di nuovi colori che mischiati al bianco stanno apparendo in un caleidoscopio di emozioni infinite. Ma questa volta queste emozioni le voglio tenere per me e per chi leggerà queste riflessioni.
Anche questo scritto, per scelta, non sarà pubblicato sui social, ma chi lo leggerà lo leggerà e scoprirà ancora una volta il perché. Fa parte sempre di quelle “Connessioni” che sono rimaste attive anche senza una comunicazione quotidiana.
Se ti fa bene leggere ne sono fiero e felice, se ti turba ferma la tua lettura e pensa ad altro.
Al mio lettore posso dire che scrivo di pancia tutto ciò che scrivo, non conosco altro modo di esternare le mie emozioni e quando su questo Blog mi sono aperto raccontandomi nel mio intimo esattamente come nei social ho raggiunto il cuore di chi mi segue con stima ed amicizia.
Di che colore è : l’Amicizia quella con la “A” maiuscola di che colore è ? Spesso l’amicizia viene associata a due colori: il giallo, simbolo di gioia e positività e il verde che rappresenta crescita e armonia. Alcuni la identificano con il blu, colore della fiducia e della lealtà Mi bastano questi tre colori.
Ci sto perfettamente dentro. Il giallo e blu sono i colori della mia casa. Il verde è certamente il militare, ma sono i vasti itinerari motociclistici che percorro per campagne e borghi che costantemente nei mie numerosi viaggi in moto mi donano sensazioni uniche ed a volte connessioni spirituali che solo la moto ti può regalare.
Ad esempio Sabato scorso sono andato alla Basilica di Sant’Elia a Nepi dove il 14 settembre 1997 mi sono sposato.
C’ero andato diverse volte con la speranza di trovare la chiesa aperta, ma non ero mai riuscito ad entrarci. Quella mattina soleggiata e fredda la Basilica era aperta e deserta solo con il custode che stava per chiudere. Mi sono affrettato ad entrare per fare qualche scatto e mi sono commosso perché anche quel giorno è stato il più bel giorno della mia vita.
Ecco qualche scatto.

Navata centrale della Basilica di Sant’Elia
Vi ho rivisto tutti dalla prospettiva della foto che segue. Su lato sinistro della foto tutta la nostra famiglia e sul lato destro tutta la famiglia di Rossella. Tutto così esattamente come allora un’immagine ferma nel tempo come 27 anni fa. Che emozione!

Se ti va, Amico lettore torna a trovarmi su questo Blog: Alessandro
Ora cara Mamma ti lascio al tuo brano che allora ti fece esclamare “Viva i Lopez” forse il nostro motto al quale unisco il mio:
CREDO E VINCO!

Commovente e bellissima introspezione e. Sei veramente bravo Amico mio. Un fraterno abbraccio.
Grazie Amico mio. So che apprezzi ciò che scrivo e che faccio e sei rimasto tra gli Amici più cari che ho. Un abbraccio anche a te.
Caro Alessandro ti sono grata per aver voluto condividere con me i tuoi sentimenti e le tue profonde riflessioni sul senso delle tue scelte di vita. Apprezzo molto il tuo coraggio e determinazione. Ti voglio molto bene.
Grazie Cristiana apprezzo anche io il tuo commento. Abbiamo condiviso un lungo periodo insieme sin da quando ero un ragazzino di appena 13/14 anni. Ho ricordi meravigliosi di quel periodo e spero presto di rivederti.
Connessioni … commozioni .. sai caro Alessandro come ho chiamato la mia compagnia teatrale ? L’Avventuracolorata … brividi… si, è vero, mi sono ispirato a Savinio, ma rifletteva il mio modo di essere e di concepire questa avventura magnifica che è la vita e gli affetti, gli amici, i familiari, gli amori, l’arte, il lavoro ma anche la sofferenza, il dolore, le perdite … non sono tutti che colori… poi la mamma, i genitori sono coloro che hanno pitturato le nostre vite. Grazie !
Caro Simone grazie per il tuo bel commenti. Sono in un periodo di forte connessione spirituale soprattutto con me stesso e ciò mi ha dato una rinnovata autostima e la spinta creativa di mettere in atto i tanti progetti che avevo nel cassetto, ma con una lingiranza e senza l’ansia da prestazione. Se passa passa e se non passa si va al progetto successivo. Un modo più centrato per porsi al pubblico ma allo stesso modo gratificante perché vedi ripagati i miei sforzi da parte delle persone vere e umanamente a me vicine e connesse come sei tu. Il fatto di avete un vissuto importante non fa altro che tendere comuni e pubbliche le nostre vite e le nostre emozioni. Vorrei vederti presto per parlare di tutta questa progettualità. Un abbraccio.
I tuoi colori sono molteplici, tutti tendono all’oro che segna la direzione del tuo animo.
Anche il blu è molto brillante, così il verde. Nel blu c’è la brillantezza di una spiritualità radicata, la solitudine che cerca le risposte oltre ogni limite materico.
Il verde pistacchio chiaro, passa nel chakra del cuore, donandoti quel senso di pace, di armonia. Talvolta si trasforma in intuizioni, altre in guarigione interiore, in gioia e ironia.
Una parte di giallo si è fuso con l’oro della consapevolezza, l’altro quello
intellettuale, scorre come l’acqua di un torrente, limpido, chiaro, inesorabile.