Connessioni quando vedi questo segnale

Connessioni. Questo articolo è dedicato a chi nel corso di tanti anni si è connesso in qualche modo con me ed è rimasto connesso nel tempo. Non sarà pubblicato su nessun social, perchè le mi e connessioni son il frutto di un lungo cammino verso la consapevolezza.

Un esame introspettivo, che serve per limare quegli spigoli del mio carattere che nella mia vita mi hanno arrecato enormi danni fisici e psichici. Il recupero della connessione con me stesso è stato un cammino difficile e tortuoso, ma sono arrivato ad un buon punto di una rinnovata autostima.

Connessioni, ovvero l’articolo che sto scrivendo lo condividerò con il singolo. Perchè sento la necessità di farlo. Quindi se ho hai ricevuto vuol dire che in qualche modo tu sei connesso con me. Non chiederti i motivi, li sai, li conosci o forse devi approfondirli meglio e allora in questo caso continua a leggere.

Se invece non lo hai ricevuto e lo trovi in qualche modo ci sono due motivi, o mi sono dimenticato di inviartelo perchè son un inguaribile distratto, oppure perchè volutamente ho deciso che non eri nella lista dei connessi con me.

E se per caso seti atterrato dal we su questo articolo vuole dire che ti sei connesso alla rete web e hai trovato me in qualche modo, ma in tal caso per entrare davvero in connessione reale vai su questo articolo, leggilo attentamente https://www.alessandrolopez.it/2022/07/aldo-lopez/ poi se desideri entrare in contatto com me vai nella sezione contatti compila tutti i campi, scrivi quello che desideri e il nel tempo che avrò a disposizione ti risponderò.

sono le ore 8:11 del 30 Ottobre e vengo da un periodo fortemente stressante per varie ragioni. Adesso faccio una pausa caffè per ricaricarmi e proseguo nella scrittura.

Eccomi di nuovo a te. Sono nato il 22 Giugno del 1964 all’alba, ma non so con esattezza l’ora e mi piacerebbe conoscerla per calcolare il mio ascendente zodiacale. Sarà una delle tante ricerche che sto facendo su di me. Dopo il primo vagito il suono che ha accompagnato la mia nascita è stata una fragorosa risata di mia madre, che si aspettava dopo quattro figli maschi finalmente una femmina.

La risata nasceva dal fatto che tutti gli amici le avevano sempre detto durante la gravidanza che il suo ventre prominente dava la netta sensazione di una femminuccia in arrivo. Invece nacque il vitellino Alessandro di ben 4 chili di peso. Un gigante.

Quella risata mi ha accompagnato fino al 31 Marzo del 2011 quando mia madre si è sconnessa dal mondo fisico per connettersi con quello spirituale, e li un giorno ci siamo ritrovati proprio in una costante connessione spirituale; si, perchè i miei dubbi inevitabili sulla fede nel rispetto dei dogmi, per un carattere ribelle come il mio, non potevano essere elementi di una connessione spirituale sana e duratura nel tempo. Quel sorriso però le rimase sul volto appena accennato ed è l’ultima immagine terrena che ho di lei

Il mio modo di essere connesso con Dio, appartiene al mio intimo, forse la pensiamo nello stesso modo e queste affinità ci avvicinano perchè la condivisione della fede non è un peccato, anzi, deve essere agevolata per portare ognuno di noi la testimonianza del suo cammino personale, professionale e spirituale; tre connessioni stabili che non devono mai entrare in conflitto tra loro per non creare pericolosi corti circuiti dell’anima che possono durare molto di più di un semplice black out.

Ecco la mia checklist quotidiana:

  • connessione della ragione al risveglio
  • connessione spirituale
  • connessione con il corpo
  • connessione del metabolismo
  • connessione del quadro della moto o della macchina
  • connessione del casco ascoltare radio o musica
  • connessione delle luci del mio ufficio e dei computer di tutte le postazioni
  • connessione con la rete web
  • connessione con l’agenda della giornata
  • connessione con me stesso per una sessione di meditazione Minfulness
  • connessione con la lista promemoria delle attività del giorno

Questo è il normale ciclo della mia giornata lavorativa che dura in media 12 ore che dedico a varie attività. Una tra le tante è la lettura. Se mi hai inviato del materiale da leggere ti ringrazio per averlo fatto, ma ti prego dammi il tempo di leggerlo per “metabolizzarlo” per poterti dare una serena e onesta valutazione se me lo hai chiesto o se vogliamo avviare un percorso di collaborazione insieme.

Non sollecitarmi mai con insistenza un compito che non ho assolto. Saresti immediatamente ed automaticamente disconnesso dal “sistema operativo” che ogni tanto deve fare degli aggiornamenti, cancellare la cache, e riavviare il cervello e la mente per connettersi col binario della vita.

Quella vita di cui molti di noi hanno perso il senso e l’essenza e che vale la pena, ti assicuro, di recuperare. Prenditi il tuo tempo ascolta i segnali del tuo corpo, sono le spie che ti segnalano che qualcosa nella macchina non sta funzionando la spia dell’avaria è quella più generica e li sono cavoli amari amico mio. Vuol dire che devi andare in officina a fare una diagnosi, ma stai tranquillo è un’operazione di pochi minuti, ma non invasiva, ti attaccano uno spinotto e risolvono gli errori, ti fanno un piccolo tagliando e ti fanno riconnettere.

Ne casi più gravi ti fanno delle riparazioni accurate, ma la garanzia non te la danno sulla mano d’opera ma sui “ricambi” forse una forma di garanzia te la possono dare.

Oggi sono distrutto e credo che passero la mattina dormendo un’ora in ufficio per cominciare a lavorare.

Per ora ti saluto, ma prossimamente ci sarà una nuova connessione. Un dialogo aperto che vorrei mantenere su questo Blog. Come? scrivi un commento qui sotto all’articolo oppure mandami una mail.

Ti saluto e ti auguro una buona giornata piena energia positiva

Se ti va, vai a leggere qualcosa su questo sito che è un mio nuovo progetto e se trovi delle connessioni parlamene sarò felice ascoltare il tuo parere http://www.star-sistem.it

17 Risposte
    1. Grazie a te per esserti connesso per un attimo con me. Certo che rimaniamo connessi. Sei stato tu tempo fa a cercarmi e io queste cose le ricordo bene. L’amicizia non si misura con la quantità del tempo che si condivide insieme, basta appunto essere connessi. E noi lo siamo…

  1. Deborah

    … ed io ho sempre pensato da quel lontano primo ingresso in Via Courmayeur 102 che saremmo rimasti connessi …. non una segretatia/assistente ed il capo, ma due individui che hanno condiviso davvero tante tante tante avventure!!!
    Siamo cresciuti un bel po’ di età e di consapevolezze appunto … ed è stato come non essersi mai persi.
    Grazie per non esserti sbagliato ad inviarmi le tue “connessioni”.
    Un abbraccio

    1. Cara la mia Deborah quella con l”H” per di Debora nella Stemal ce ne sono state due. Ma il tuo ingresso in “scena” è stato il primo ingresso dalla sua costituzione. Abbiamo condiviso solo noi sappiamo cosa dalle catastrofi ai più grandi successi, ma sempre con tanta passione e spirito di corpo. Questi valori oggi sono del tutto scomparsi ed è rimasto Alessandro solo con la sua empatia a volte usata e calpestata da persone che non l’hanno meritata. Ma esiste un karma nella vita e tutto torna ed oggi sono tornate sulla mia scrivania tante cose che ti mostrerò quando ci vedremo. Le prime due cose ti dico solo che mi hanno fatto piangere perchè sembravano un messaggio divino scritto da mia madre in questa giornata altalenante dove ho deciso di non fare nulla in ufficio,di non occuparmi di niente, ne pagamenti, ne telefonate. Il cellulare squilla ripetutamente invano tanto non rispondo non voglio nemmeno vedere chi mi chiama se vorrà chi vorrà sa dove trovarmi e quelli che sanno dove trovarmi eccoli qui che mi hanno scritto. Non avrei mai potuto distrarmi e non inviarti questo messaggio. Ti aspetto qui nel “museo” dei ricordi con le stesse cose ma qualcosa di cambiato nell’aspetto. Un piccolo rinnovamento esteriore ed interiore. Tu l’hai colto perchè mi conosci da sempre

  2. Roberto Scarfò

    Ho letto “Connessioni”, articolo del 30 ottobre 2024. Credo molto nello scambio naturale e istintivo tra persone che condividono uno sguardo attento e visionario verso il futuro, con i piedi per terra, con la memoria viva di conquistare e assorbire il presente. Mi piace la parola “consapevolezza”, soprattutto quando usata con umile passione, per migliorarsi e per sentire il proprio io vigile e sempre in cerca di emozioni pure. È giusto e sacrosanto avere un equilibrio instabile, se così si può dire, quando un carattere bello, con una sensibilità acuta e generosa, viene il più delle volte scambiato come un “passaggio” in macchina e poi un ciao ciao senza ritorno. Allora penso che la “rinnovata autostima” valga la pena indossarla al più presto e volgersi ad una nuova rinascita che è meritata! La “pausa caffè” citata nell’articolo, per quanto mi riguarda, è curativa e ragguardevole per chi come me, ha bisogno di connettersi con l’universo. Io personalmente, ho la mia pausa caffè ogni mattina, dalle 6 alle 6.30. Ho letto con attenzione e con piacere questo articolo, questo pensiero sincero e limpido, si sente anche la fragorosa risata della mamma. Nessuno di noi avrà mai una medaglia d’oro per aver detto o fatto, ma saranno le nostre azioni a dare e a lasciare una luce migliore e più audace dell’oro, a chi avrà la voglia di prendere con entusiasmo l’esistenza, a chi darà alla speranza il giusto riconoscimento.

    1. Caro Roberto,
      grazie per questo tuo momento di connessione con me. E ti ringrazio di averlo reso pubblico, come pubblica è la. mia risposta. Oggi mi sento il protagonista assoluto di un film meraviglioso che vidi un anno fa insieme a mia figlia il titolo è “The greatest Showman” la storia della nascita del Circo di Barnum. Che rappresenta l’ignoto, il rischio, l’inclusività verso chi ha dei deficit fisici (oggi si deve dire così per il “politically correct” che ci sta cambiando il modo di esprimerci). “Diversamente abile” invece i “Handicappato” sono parole, tutte parolo, ma quello che conta il senso come la morale di questo film che è la forza di volontà di far nascere il più bel circo del mondo. Il circo della vita. ascolta questi due brani:

      https://open.spotify.com/intl-it/track/0Gl5s8IhMmQE5YQwM8Qx1J?si=6df91600ddbd4eb2
      https://open.spotify.com/intl-it/track/45aBsnKRWUzhwbcqOJLwfe?si=3dfda58997204132

  3. Chiara Alivernini

    Leggere queste parole mentre sono su un treno (seppur solo un regionale) aiuta, in qualche modo, anche a far viaggiare la mente, che qualche volta ha bisogno di un motore esterno, fisico, per rimettere in moto quel lobo che ha in sé la parte creativa, quella dove ci sono l’arte e i sogni. Quella che da 7 mesi a questa parte ogni giorno, in quell’ufficio dove la sorte mi ha fatta finire, mi chiedono di spegnere, di mettere in stand by. L’orrore é che, sotto sotto, quella parte vorrebbero sopprimerlo, ma non comprendono che senza quella seduta alla mia scrivania ci sarebbe poco più di un “puppet”. Anche per me è stato un periodo stressante. Conoscerti, però, mi ha data la speranza che le Stelle, qualche volta, connettono davvero.

    1. Cara Chiara trovo solo adesso il tempo di rispondere. Sai io di scrivanie ne ho avute tante. La prima fu nel mio primo lavoro a Milano. Me ne diedero una arancione come i colori delle pareti di quel puzzolente ufficio le cui pareti erano di una carta da parati orribile che non so descrivere. Capii da subito che esistevano varie scrivanie che dalla dimensione e colore identificavano ruoli e livelli contrattuali. Sorrisi nel capire questo è compreso anche che forse era la famosa gavetta che in vita civile avrei dovuto fare in sensi figurato mentre invece anni prima l’avevo usata davvero per mangiare durante attività addestrative. Che dire innocui anni ne cambiai quattro: impiegato, Capo Sezione, Vice Capo Ufficio e Aiuto Settorista, ma sedevo su una scrivania in mogano da funzionario perché nella mia stanza era rimasta solo quella. Dal 1992 parla la storia quella che hai visto nella stanza del mio ufficio. Buona connessione e grazie per il commento.

  4. Massimo

    Le parole nascono, si muovono, si inseguono. Poi si fermano. Per giorni. Per mesi. Per anni. Attendono a svelarsi.E quando arriva il momento il loro significato si rivela immenso per chi saprà leggerle e riconoscere la sapienza dell’antico contenuto adagiato su quel foglio di carta che le conservava. Connessioni: realtà in cui il tempo non sarà mai troppo lontano, perché ogni passato è e rimarrà legato ad ogni presente. Grazie Alessandro

  5. Intanto grazie di cuore per avermi incluso nelle tue -connessioni-. Lo percepisco come un privilegio; quando qualcuno ti rende meritorio di conoscere la profondità dei propri pensieri, il percorso della sua vita, i sentimenti che lo muovono, insomma quella persona ti consente di conoscerla a fondo, vuol dire che quella persona ripone in te molta fiducia e da qui nasce inevitabilmente un sentimento di amicizia, che pur nei nostri pochi incontri è maturato in fretta.
    Grazie ! Credo che sia lo stesso tipo di esigenza che abbiamo noi “miseri attori” (per dirla con Shakespeare) : mettersi a nudo, condividere la nostra intimità con gli altri. Noi siamo più cialtroni perché non facciamo distinzione, siamo bulimici, spregiudicati, follj, anche se sappiamo perfettamente che solo chi entra in connessione con noi può capirci, può vederci per quello che siamo, gli altri si divertono e basta.
    La tua invece è una selezione per questo molto preziosa per chi ha avuto il mio stesso privilegio. Un abbraccio Simone

    1. Caro Simone, l’articolo connessioni nasce da lontano. Da una mia esigenza precisa di discernere, distinguere, selezionare, vagliare e separare tutti i miei rapporti classificandoli con un aggettivo. Una maniacale e precisa selezione che tu hai colto nel segno perché lo hai scritto tu stesso che sei connesso con me per un motivo. E lo sapervi come anche io lo sapevo e l’articolo ti è arrivato puntuale. Vedi Simone i miei 60 anni compiuti il 22 Giugno scorso mi hanno fatto molto riflettere e ho intrapreso il mio cammino verso la consapevolezza. Un cammino difficile fatto di pensieri, ricordi positivi e negativi il “bianco d nero” che la vita ci offre ogni giorno. È un ciclo continuo una sintesi clorofilliana e una sorta di osmosi con la vita e chi incontriamo in questo cammino. Non ho incontrato nessuno tranne la fede che coltivo e modo mio senza dogmi né tavole scolpite. Ne giudizi ne condanne e nemmeno assoluzioni. Non le pretendo perché nella vita sono stato e li sono tuttora un ribelle. Non sono conforme perché sono “fuori misura” è ingombrante in tutti i sensi. Tu sei un Amico. Non importa la quantità di tempo che si può trascorrere insieme basta essere connessi. E anche ci te la connessione c’è. Un abbraccio.

  6. Carola

    Ti ringrazio di cuore per avermi accolta in questa lista; sento e ricambio la stessa armonia energetica.
    Le connessioni, a mio avviso, nascono dall’essenza profonda dell’essere: quando le nostre energie vibrano su frequenze affini, si crea spontaneamente una risonanza che ci avvicina e ci unisce.

    Ho dedicato molta attenzione a questa dimensione attraverso la poesia e la meditazione, percorsi che mi hanno consentito di ascoltare la mia anima e di dialogare con il mondo sottile dei sogni.

    Lo sguardo universale sulla vita mi ha accompagnata oltre i limiti delle circostanze, aiutandomi a trovare significato e crescita in ogni esperienza.

    Ti sono profondamente grata per questo incontro di anime e per il prezioso scambio di energia e consapevolezza che ne è nato.

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