Un giorno qualunque. Si vive in un mondo frenetico, si corre, forse troppo. Si rincorre sempre qualcosa o qualcuno.
Perchè?
Gli anni passano inesorabilmente e non ci si accorge che tutto invecchia, si sciupa, perde colore e si scolora, si sgretola. E allora io ho deciso da tempo di rallentare, di ascoltare il ritmo del mio cuore e farne musica da ascoltare emozionandomi ancora come un bambino.
Riprendermi i miei tempi. Osservare intorno a me cosa c’è, chi c’è, sorridere…
Quindi poco fa percorrendo la strada per andare in ufficio ho deciso di prendermi una piccola pausa e deviare il percorso di appena cinquanta metri per ripercorrere sessanta anni di vita.
Un colpo al cuore, in senso positivo, perchè è così che mi sento in questo periodo. Da Via Pereira ho percorso Via Ugo De Carolis per poi raggiungere Via Trionfale e poi svoltare in Via della Camilluccia e sono passato davanti all’Itituto Don Orione dove frequentai a suo tempo le scuole medie.
Una sosta al semaforo rosso quasi a volermi suggerire questo “pit stop” della vita. Poi Piazza Igea (oggi Piazza Walter Rossi), Via Trionfale nuovamente e la piccola deviazione a Via Montessori 25 dove al 1964 ho abitato sino al 1984 quando appena ventenne sono partito per il corso Allievi Ufficiali a Cesano di Roma. Ricordo quella mattina come fosse oggi.
Mia nonna Titina che forse ingenuamente pensava andassi in guerra forse aveva ragione lei nella sua infinita saggezza. E’ stata in effetti una guerra, ma per la vita. Fatta di tante battaglie, a volte vinte a volte perse.
Ma non importa fa tutto parte del bagaglio riempito dei ricordi più belli ed intensi della mia meravigliosa vita.
Sotto quel portone di Via Montessori solo volati via oltre 60 anni. Tutto è rimasto uguale, fermo nel tempo, forse solo il traffico, unica nota stonata, ma in quel. momento stranamente c’era silenzio. Strano… una forma di rispetto nei miei confronti.
Guardo in alto e scorgo il balcone del salone dove mia madre si affacciava per salutarmi e guardarmi mentre da solo percorrevo i pochi metri per entrare alla suola elementare delle Maestre Pie Filippini dove sin dall’asilo fino alla quinta elementare sono stato.
Oggi è un giorno qualunque, ma è un giorno, unico, da vivere. Questo spunto di riflessione è stato il carburante che ho fatto realmente alla mia moto per affrontare una nuova giornata fatta di tante cose e la prima che ho fatto è stata quella di scrivere questo articolo/pensiero prima di iniziare la mia giornata lavorativa.
Ho aperto il mio blocco note, ho strappato le pagine inutili e ne ho pronta una bianca dove cominciare a prendere i miei utili appunti giornalieri delle cose da fare, di quello che succede, di chi telefona e sopratuttto delle tante idee che mi stanno venendo in questo periodo.
Spero che di una buona giornata per tutti, per chi vive bene, per chi soffre, per chi sta male, per la tanta gente he vive in povertà insomma per tutti.
Mi sono accorto di aver perso tante cose (oggetti, tempo, ore, affetti, amicizie e tanto altro). Qualcosa ho ritrovato; principalmente me stesso, e da li sono ripartito, come sempre ho fatto quando ho perso qualcosa. Mi è servito tanto riflettere, meditare ed imoarare ad assaporare ogni momento della vita, perchè passa amici miei, la vita passa e non ce ne accorgiamo.
Non vorrei annoiarvi o fare il saccente. Sono solo riflessioni di una persona empatica e romantica piena di sentimenti positivi che cerca di trasmettere messaggi positivi al suo prossimo. Si è così distratti dalle tante cose che abbiamo da fare che non ci accorgiamo di nulla.
Un piccolo aneddoto per capire. Nei prossimi articoli che scriverò sul mio viaggio in moto a Garmisch lo vedrete realmente in video. Ero in discesa su un piccolo passo alpino proprio avendo deviato il percorso di rientro al mio albergo per risparmiare tempo ed ero da solo con dietro mio fratello e improvvisamente vedo sulla destra della carreggiata in rettilineo un cervo fermo. Ho rallentato dolcemente e mi sono fermato come avrei fatto sulle strisce pe3donali per far attraverare qualcuno, lui intimidito è scattato ed ha attraversato la strada davanti a me.
Ma non è meraviglioso qutto questo? Io avevo invaso il suo territorio con un bestione rumoroso di 350 chili e ho avuto rispetto per questo nobile animale ed ho vissuto un momento unico forse irripetibile nell’immediato.
Ma non sono nuovo a incontri del genere se leggerete questo articolo di cui copio il link vi renderete conto di chi ho incontrato: https://www.alessandrolopez.it/2019/06/una-passeggiata-tra-le-nuvole/ ed il significato di questo incontro.
Adesso comicio un giorno qualunque sperando di trasformarlo in un giorno da vivere intensamente come tutti gli altri passati e futuri.
Se vi va date un’occhiata al sito Stemal nei prossimi giorni con tante novità frutto di un lungo lavoro di sviluppo dei progetti futuri: https://www.stemal.it
Con affetto, buona vita a tutti!
Ciao https://www.alessandrolopez.it
E ricercando in rete il titolo del mio articolo ho trovato questo. Che sia un caso? Non credo….
Ascoltate :
Ecco 60 anni di vita percorsi in immagini in appena 15 minuti:






Caspita sono le 9:33 s’è fatto tardi comincio a lavorare! Arrivederci!

La casa di via Montessori sempre una parte immancabile del tuo percorso fotografico,senza di significato
Nonna Titina in poche parole disse tutto.
Hai ragione,sarebbe bello che la vita potesse mettere le persone in condizione da poter rallentare e godere quanto accade intorno.
Un abbraccio
Caro Davide basta volerlo. Tutto è possibile se si ha la volontà di perseverare sempre. Io in tutte le cose che ho deciso di fare, sempre ben ponderando tutto, una volta deciso a meno di una catastrofe non torno indietro. Con affetto e stima ti saluto.
Grazie del commento Davide. Il percorso della mia memoria continua e farò vedere altri posti. Un abbraccio amico mio