IL DIVERBIO STRADALE

IL DIVERBIO STRADALE è l’argomento scottante dei nostri tempi di cui mi occuperò oggi in questo mio articolo. Quanti di noi nella nostra vita da automobilisti e/o come me, da motociclisti si sono imbattuti in un diverbio stradale? Io devo essere sincero poche volte perchè caratterialmente nono sono un rissoso, guido correttamente e cerco nel limite del possibile di rispettare le regole del codice della strada.

Ieri sera però mi è successa una cosa che oltre a ferire la mia estrema sensibilità mi ha fatto riflettere su molte cose. Pensavo che i più indisciplinati da questo punto di vista a cercare risse in strada fossero i giovani ma mi sono dovuto ricredere. Vado al fatto. Avevo appena terminato una piacevbola cena con ia moglia ad un ristorante giapponese, cucina che mi piace molto e che ogni tanto mi concedo, e mi ero rimesso in macchina per tornare a casa.

Fermo ad uno stop svolto a sinistra e sento una suonata prolungata di clacson provenire dalla mia destra e non mi ero effettivamente accorto di uno scooterista che proveniva dalla mia destra; premetto che la strada dove stavo svoltando è a due corsie in unico senso di marcia quindi non avevo occupato tutta la carreggiata ma mi ero messo uslla carreggiata sinistra perchè di li a poco avrei dovuto svoltare nuovamente a sinistra.

Mi si affianca un ultra sessantenne e mi urla i seguenti insulti che riporto pedissequamente per capire il livello della “persona” se vogliamo definirla così: a stronzo! testa di cazzo, figlio di puttana, manco scusa me chiedi, testa de cazzo mille vorte te lo ripeto, ciccione de merda vattela a pija ‘nder culo te e tu madre”. Non ho avuto nemmeno il tempo di rispondere e l’istinto era quello di scendere e mollagrli due pizze in faccia, ma ho evitato perchè sarei immediatamente passato dalla parte del torto, ma mi sono limitato a prendere la targa e sicuramente denuncerò questo cafone maleducato per ingiurie e questa volta a tutti costi e quello che mi costerà andrò avanti fino a risarcimento danni.

Prima di tutto “ciccione di merda” detto ad una persona che non conosci (ma a prescindere è un insulto grave) che ha come me delle patologie che non gli consentono di avere una perfetta forma fisica mi ha minato nell’animo. E come se fosse stato insultato in malo modo un portatore di handicap ironizzando sarcasticamente sul suo handicap.

Stanotte ho pensato molto a questo episodio e mi sono detto quanto Roma in particolare si sia imbastardita e popolata da gente improbabile, esaltati, drogati, tossici, ignoranti e quanti altri aggettivi si possano usare.

Ricordo che in adolescenza Roma era una città dove episodi del genere si risolvevano con una battuta scherzosa e magari si conlcudeva il diverbio in un bar con un caffè offerto. Tutto ciò oggi è sparito, sotterrato come i resti di una Roma antica che non esiste più, quella ironica, sarcastica, sorniona. Oggi devi pensare che un diverbio, ed è successo varie volte, potrebbe finire addirittura con un omicidio.

E dobbiamo rischiare cose di questo genere sulle nostre strade? Ho parlato di Roma, ma ovviamente estendo a tutta Italia questo comportamento tranne Napoli dove vige un “codice della strada” del tutto anarchico ma una sorta di autogestione che fa si che il traffico scorra meglio senza insulti per le strade.

Ma il popolo napoletano è un popolo che ha una storia millenaria ed una filosofia di vita del tutto diversa dal romano di oggi. A Napoli ho incontrato veri Signori, esistono usanze come il “caffè sospeso” che solo a Napoli si conoscono. Il caffè sospeso (in napoletano ‘o cafè suspiso) è un’abitudine filantropica e solidale, un tempo viva nella tradizione sociale di Napoli. Viene posto in essere dagli avventori dei bar del capoluogo campano mediante il dono della consumazione di una tazzina di caffè espresso a beneficio di uno sconosciuto. Quanto è bella questa usanza? Nobile e signorile soprattutto se fatta da un esercente.

Ma torniamo al Diverbio stradale. Vi pubblico un link con una sentenza della Corte di Cassazione sull’argomento in questione che fa riflettere: https://www.dirittoegiustizia.it/#/documentDetail/9176320

Si parla della norma che consente di dichiarare la non punibilità per particolare tenuità del fatto impone di tenere in debito conto le concrete modalità con cui si è svolta la condotta antigiuridica, nonché le conseguenze dalla stessa prodotte. Leggete l’articolo e riflettete bene sulle casistiche e la sentenza in particolare.

Gli insulti alla guida causati da diverbi tra automobilisti sono molto frequenti. Ma quali sanzioni sono previste per i conducenti rissosi?

Vediamo un po’ di normativa ricercata in rete per capire meglio.

Gli insulti alla guida tra gli automobilisti esistono dall’invenzione del motore a scoppio e si sono ovviamente moltiplicati nei decenni successivi con l’intensificarsi del traffico veicolare. Ci sono tanti motivi che spingono a inveire contro gli altri conducenti, dal mancato rispetto di una precedenza a un sorpasso azzardato, ma alla base c’è sempre la maleducazione di chi preferisce ricorrere con troppa facilità al turpiloquio e alla gestualità triviale, probabilmente perché così abituato in tutti gli ambiti della vita, non sapendo gestire altrimenti situazioni che richiederebbero invece calma e lucidità. In questa occasione, comunque, più che analizzare la psicologia dei guidatori ci interessa conoscere gli effetti giuridici degli insulti alla guida e le sanzioni che rischiano gli automobilisti ‘rissosi’.

INSULTI ALLA GUIDA: NON C’È PIÙ IL REATO DI INGIURIA (bene, ricorrerò in altro modo)
Fino a pochi anni fa gli insulti alla guida potevano teoricamente condurre al carcere. L’art. 594 c.p. prefigurava infatti il reato di ‘ingiuria’, che ricorreva quando qualcuno offendeva l’onore o il decoro di una persona presente. Per questo reato era prevista la reclusione fino a 6 mesi e una multa fino a 516 euro, ma le pene potevano anche aumentare in presenza di aggravanti (p.es. in caso di offesa rivolta davanti a più persone). Ma il ‘pacchetto depenalizzazioni’ approvato con il d.lgs. n. 7 del 15/1/2016 ha abrogato il reato di ingiuria, depenalizzandolo a illecito civile. Di conseguenza, nell’ipotesi in cui un soggetto sia vittima di una condotta che integra gli estremi dell’ingiuria (come può essere un insulto ricevuto da un altro conducente durante una diverbio), non può più rivolgersi al giudice penale ma può solo chiedere, in sede civile, il risarcimento del danno.

INSULTI AL VOLANTE: SANZIONI PREVISTE
Alla luce di ciò vediamo quali sanzioni sono previste per gli insulti al volante. L’art. 4 del già citato d.lgs. 7/2016 dispone che “soggiace alla sanzione pecuniaria civile da euro 100 a euro 8.000 chi offende l’onore o il decoro di una persona presente, ovvero mediante comunicazione telegrafica, telefonica, informatica o telematica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa”.

Lo stesso articolo precisa però che “se le offese sono reciproche, il giudice può non applicare la sanzione pecuniaria civile a uno o a entrambi gli offensori”, e inoltre “non è sanzionabile chi ha commesso il fatto nello stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui, e subito dopo di esso”. Ricapitolando: chi insulta alla guida rischia una sanzione da 100 a 8.000 euro, tuttavia può non esserci illecito se gli insulti sono reciproci o se sono frutto di una reazione d’ira giustificata dall’atteggiamento altrui.

E SE DAGLI INSULTI SI PASSA ALLE MINACCE?
Non è raro che in un’accesa discussione tra automobilisti si passi dagli insulti alle minacce. Un reato, quest’ultimo, che a differenza dell’ingiuria è ancora pienamente previsto dal Codice Penale (art. 612: “Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro. Se la minaccia è grave o è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339 [commessa p.es. nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, oppure con armi, da persona travisata, da più persone riunite, o con scritto anonimo, ndr], la pena è della reclusione fino a un anno”). Ciò nonostante, in base ai dettami della giurisprudenza, è difficile che in una lite verbale tra guidatori possa configurarsi il reato di minaccia, dato che in questi casi le intimidazioni restano quasi sempre su un piano del tutto generico senza riferimenti espliciti, chiari e inequivocabili a un male ingiusto, come richiede invece la normativa.

Questo è un po’ il panorama normativo sugli insulti stradali, poi ovviamente si deve valutare caso per caso, ma resta il fatto, che tutti e dico tutti dovremmo essere più calmi per strada ed in generale. Ci si alza la mattna già stressati per una miriade di motivi, perchè rovinarsi una giornata per una banale discussione per una precedenza non data o altro problema sulle strade?

Ricordo che quando ero ragazzo si studiava educazione civica. Oggi non so se si studia ancora. Ma cercando in rete ho scoperto con sorpresa di si. Lo studio dell’educazione civica a scuola è tornato attivo dopo alcuni anni di assenza e lo trovo profondamente giusto.

E tutto perché questa materia, che un tempo si pensava quasi di troppo, riveste una grande importanza a ogni età e l’ultra sessantenne dovrebbe fare un corso approfondito di almeno sei mesi. Scopriamo quali sono gli elementi che la rendono così indispensabile e perché non si dovrebbe mai sottovalutare il suo studio nelle scuole.

Cosa si apprende studiando educazione civica

L’educazione civica è una materia trasversale che abbraccia diverse discipline e che, di base, aiuta a conoscere i diritti e i doveri di ogni cittadino. Al contempo consente di capire, in modalità diverse in base al grado scolastico in cui la si apprende, l’importanza del singolo e del suo contributo per la comunità. Il tutto dando una base solida riguardo a quelli che sono i modi corretti di comportarsi.

In altre parole, lo studio dell’educazione civica a scuola, punta a fornire agli studenti gli strumenti per conoscere diritti e doveri personali e per renderli parte attiva rispetto alla comunità di cui fanno parte. Il tutto con leggi ma anche esempi validi e semplici da assimilare che diano delle indicazioni su ciò che è giusto e sbagliato, sia per la legge che a livello morale. Attraverso questa materia si apprendono infatti la costituzione, la sostenibilità, il corretto uso dei mezzi di comunicazione e tutti quegli aspetti della vita che ci coinvolgono ogni giorno, ma che spesso si trovano al limite rispetto a ciò che si impara a scuola. Un problema che viene colmato, appunto, dall’educazione civica.

I benefici dati dallo studio dell’educazione civica

L’importanza dello studio dell’educazione civica a scuola è emerso sempre più negli ultimi anni nei quali, in sua assenza, si è registrato un certo disordine riguardo alla disciplina e alle comuni norme comportamentali. Attraverso il suo studio, infatti, gli studenti hanno modo di comprendere che al mondo ci sono delle regole che è bene seguire per mantenere l’ordine e che, al contempo, ognuno ha diritto a far sentire la sua voce nel modo corretto.

Studiando questa materia e ottenendo una corretta formazione dal docente, gli studenti possono infatti relazionarsi meglio tra loro, apprendere quanto sia importante aver cura dell’ambiente in cui vivono e cogliere l’importanza che ogni singolo contributo può avere sull’intera comunità. Inoltre, con la diffusione dei social e del digitale in generale, è possibile capire come muoversi anche in contesti diversi da quelli normalmente conosciuti. E tutto partendo dalle basi del vivere civile che restano (e dovrebbero restare) sempre le stesse, a prescindere da dove ci si trova e con chi si ha a che fare. In altre parole si potrebbe dire che seppur in modo del tutto teorico lo studio dell’educazione civica mira a cementare quei valori che vengono insegnati in famiglia, facendo capire come applicarli in modo pratico nella vita di tutti i giorni e mettendo a conoscenza delle regole base che esistono per il vivere civile e che, se non rispettate, possono portare a gravi sanzioni. Il tutto fornendo sempre la possibilità di ragionare e pensare sui diversi aspetti che riguardano il vivere come individui e come parte attiva della comunità.

Ma soprattutto essere dei futuri cittadini educati, onesti e corretti. Certo la base di tutto questo è la famiglia che deve dare le necessarie impostazioni, ma a volte le famiglie sono scarsamente attente a particolari che invece dovrebbero essere approfonditi. Oggi si lasciano i propri figli liberi di fare tutto e il contrario. Ai miei tempi esisteva un mezzo efficacissimo: la punizione. Un sistema che ho adottato con efficacia con mia figlia nel percorso educativo. Mai un ceffone, ma sempre un rimprovero con la “promessa” di una sonora punizione se non avesse rispettato le regole che fgli erano state impartite.

Tornado al simpatico scooterista che mi ha apostrofato, oltr al resto, ciccione di merda, posso riosponderepacamente come segue: caro Signore, ti rigrazio vivamente per l’insulto ricevuto e ti dico che farò come sto facendo di tutto per perdere peso ed essere in forma, ma a te auguro una cosa, di avere la forza necessaria sulle tue gambe a lungo per scorrazzare ad insultare la gente per la città come hai fatto con me ieri sera, perchè quando le gambe purtroppo non ti reggeranno più allora saranno guai e magari dovrai farti assistere da un badante che ti porterà al parco pubblico a fare la passeggiata quotidiana e il tuo bello scooter lo ricorderai con nostalgia. Bada bene, non è affatto un augurio, ma è il corso della vita che passa e purtroppo prima o poi ci passiamo tutti e ci passerò io, ma io consapevole di essere sempre stato una persona rispettosa del prossimo perchè sono stato educato così. Tu evidentemente non hai ricevuto un’educazione simile perchè quella faccia arrogante appiccicata al mio finestrino me la ricordo bene.

Ti chiedo scusa oggi per non essermi accorto di te che provenivi dalla mia destra, ma sai, io sono un motociclista molto attento e con la coda dell’occhio ho notato (ed è per questo che non ti ho visto) che avevi persino le luci spente. Stai molto attento a girare in questo modo anche perchè il Codice della Strada obbliga ad avere le luce accesse anche di giorno, ma a prescindere chi va sulle due ruote deve essere sempre visibile sia con le luci che con l’abbigliamento e tu eri vestito anche di scuro quindi doppiamente incosciente. Vuoi uno spassionato consiglioda chi va sulle due ruote dall’età di 14 anni?

Vendi il tuo scooter, che sei un rischio per te stesso e per gli altri oltre che essere un cafone matricolato, che davanti a mia moglie non si è risparmiato insulti di ogni genere. Stai a casa e prendi la macchina o i mezzi pubblici.

Cari lettori, grazie per aver letto questo mio insolito articolo e desidero che nei commenti possiate esprimere la vostra esperienza sull’argomento.

Mi raccomando state tranquilli sulle strade e godetevi la vostra vita, basta un attimo, la persona sbagliata nel momento sbagliato e una banale discussione potrebbe trasformarsi in una tragedia.

Vi invito a leggere questo articolo dove un motociclista dopo un diverbio stradale è stato picchiato con calci e pugni da un’ottantenne, ma si può?

Ecco il link: https://www.reggionline.com/motociclista-picchiato-un-diverbio-stradale-denunciato-un-80enne/

Agghiacciante, non ci sono commenti da fare. Spero che la giustizia faccia il suo corso.

Cari lettori grazie per avermi letto e tornate su questo blog per i prossimi articoli: https://www.alessandrolopez.it

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7 Risposte
  1. Alberto Ornaghi

    Avevo detto che dopo il covid ne saremmo usciti migliori ma niente da fare… Anzi specialmente in queste situazioni e tutto molto peggiorato in qualsiasi città, sul codice di Napoli non si dire ,ci sono stato ma non ho guidato io, ma mi piacerebbe provare, comunque io credo che specialmente ora è meglio non reagire

  2. Davide

    I corsi di educazione civica dovrebbero essere obbligatori

    Hai fatto benissimo a lasciar correre gli improperi di questo personaggio…ci si può chiarire in altri modi

  3. Gian Luca GIOVANNINI

    Carissimo Alessandro, bell’articolo che purtroppo fotografa la deriva dei costumi e dei valori di gran parte della nostra società. Ormai per molti non esiste più il rispettoaltruie con esso il rispetto delle regole. Come dice Alberto neanche dopo tutto quello che abbiamo passato con Covid siamo riusciti a capire quanto siamo fragili. Allora perché incazzarsi per una precedenza non data o altro? Perché, tra l’altro, sempre più spesso il cavillo ti fa diminuire o eliminare del tutto la sanzione. Questo stato di tolleranza fa aumentare l’arroganza e la maleducazione. Se non cambia qualcosa….mala tempora currunt….per le persone come noi, ma non molletemo mai.

      1. EMESE MOHACSAN

        Caro Ale!Mi vergogno che la gente a questo punto cosi ignorante …. ma ringrazio Dio che noi facciamo parte di un altro gruppo chi sa rispettare il prossimo…con EDUCAZIONI!!!😀

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