FABIO FAZIO INTERVISTA CHIARA FERRAGNI

INTERVISTA CHE TEMPO CHE FA A CHIARA FERRAGNI

FABIO FAZIO INTERVISTA CHIARA FERRAGNI , il mio Blog riparte proprio dopo molto tempo di fermo da Chiara Ferragni, il tema di attualità scottante di questi ultimi mesi. Ho visto ed ascoltato attentamente l’intervista di Fazio e mi sono fatto un’idea personale che vado ad esprimere nel seguito di questa recensione.

Fazio mi è apparso molto pacato ed attento a non entrare troppo nel merito di tutte le vicende che stanno riguardando la Ferragni, forse per metterla a suo agio durante l’intervista. Il mio parere è che in quella mezz’ora circa di intervista Chiara sostanzialmente abbia detto tutto e niente chiedendo scusa, contestando che tutto porti a pensare che qualnque azione lei faccia abbia un retroscena fatto di strategie ben studiate. E’ possibile, a mio avviso, che questo accada perchè un Infulencer deve puntare su strategie molto precise soprattutto nel rispetto delle aziende per cui presta l’immagine e nel rispetto anche dei numerosi follower che la Ferragni si è costruita sin dell’età di 15 anni come lei stessa ha sottolineato nell’intervista.

Durante l’intervista tra Fazio e Chiara Ferragni mi è apparsa vera, genuina, a tratti commossa e sulla vicenda della presunta separazione da Federico ha parlato poco. Mi ha stupito il fatto di rinchiudersi in una privacy in controtendenza rispetto all’aver da tempo reso pubblico ogni momento della loro menage familiare.

Ma soffermiamoci un attimo. Sono andato in giro sulla rete a scovare delle recensioni e mi ha colpito in particolare una che riporto di seguito (fonte: The Hollywood Reporter) ecco la recensione.

“Il punto, però, è che se l’intervista garbata – alcuni direbbero sdraiata – è sopportabile con divi dello spettacolo, grandi tycoon stranieri, il Papa, Lady Gaga, scrittori, Ghali e chi più ne ha più ne metta, non lo è tanto quando su quella sedia si siede qualcuno che, a torto o a ragione lo vedremo a ricorsi discussi, è al centro di una feroce polemica, un caso giudiziario abbastanza grande, e che finora in merito non ha avuto alcun contraddittorio in merito.

Fabio Fazio ci piace, sia chiaro. Un po’ Arbore e un po’ Minà, sia pure ben più nella forma, negli atteggiamenti, che nella sostanza, è un abile conduttore, un piacevole conversatore e comunque più divertente dell’attuale Rosario Fiorello, per dire. E le sue chiacchierate, in tempi in cui nessuno fa più interviste (tanto che la pur brava Fagnani è diventata un incrocio tra Woodward e Letterman solo perché fa ciò che in altri paesi è il minimo sindacale e qui da noi sapevano far benissimo i Minoli e i Minà, appunto), sono tanto innocue quanto spesso interessanti.

Il punto è che se hai Chiara Ferragni – anche lei ci piace assai, si è inventata un modo di fare imprenditoria e finora non ne aveva sbagliata una -, il 3 marzo 2024, puoi e anzi devi torchiarla.

Un po’ perché se lo aspetta anche lei – nello straziante messaggio ai follower del pomeriggio aveva azzardato un “tremo e piango” al pensiero dell’intervista, probabilmente non aveva mai visto Che tempo che fa, forse temeva fosse come Muschio selvaggio (podcast a cui Fazio ha partecipato, puntatone) -, un po’ perché ce lo aspettavamo noi che stavamo guardando, di sicuro infine perché deontologicamente non puoi diventare il suo ennesimo canale social, ma senza tuta grigia da 600 euro e capelli finto sporchi per il suo messaggio di scuse e perché di fronte a un’inchiesta, per lo meno va salvaguardata la verità finora accertata e non accontentarsi di un racconto edulcorato da una comprensibile accondiscendenza verso se stesse.

Ora non prendiamoci in giro, lo sappiamo bene. Che tempo che fa è un luogo in cui il vero editoriale politico urticante lo fa Luciana Littizzetto, in cui dire qualcosa di scomodo sembra scortese, in cui se si è duri, si sia almeno prevedibili e radical chic. Detto questo, però, neanche a Chiara Ferragni un’intervista così fa bene. Essere incalzata l’avrebbe aiutata a uscire da questa aura di bambina prodigio che è diventata adulta a causa di un mondo crudele che proprio non ce la fa a capire che lei è tanto buona e cara e su quel pandoro maledetto, che fa rima con allocco (chi lo ha comprato a 9 euro un po’ lo è, detto questo magari però sperava davvero che qualcosa andasse ai malati), ha solo preso una buccia di banana.

No, Chiara, hai proprio sbagliato, toppato, fatto una figuraccia. E uno che ti avesse incalzato ti avrebbe aiutato ad affrontare l’esperienza catartica dell’umiliazione e della rinascita, mentre tra Corsera e Discovery è tutto un definirla “una leggerezza”, “un fraintendimento”, “prossima volta separo commerciale e benefico”, “non pensavo proprio di aver sbagliato” (questo sembra il titolo di una qualsiasi trasmissione di DMax) e “i social possono essere un incubo, lo so bene, ma quando capita a te è un’altra cosa”. E non ci sono più le mezze stagioni, siùra mia.

Nessuno voleva la gogna, anzi chi scrive pensa che ci sia un problema serio nel modo in cui la regina dei social è stata (mal)trattata ben oltre le sue colpe. Ma l’ipotesi di reato è pur sempre “truffa aggravata” e il 15 dicembre 2023 c’è stata una sentenza dell’Antitrust inequivocabile. Ma mettiamo pure che dopo il tribunale vero e quello dei social, non se ne voleva organizzarne uno anche televisivo, allora non sarebbe stato interessante parlare della grande crisi della forma di comunicazione più diffusa del presente?

Rimanendo nell’alveo della non belligeranza – in confronto all’intervista di CTCF il documentario Chiara Ferragni Unposted è spudorato e ribelle – Fazio avrebbe potuto ad esempio indagare su come abbia totalmente sbagliato toni, in parte contenuti e soprattutto interpretazione del sentire comune sui social, il suo mondo. Come uno che ha più di ogni altro e altra compreso un certo linguaggio, contribuito a scriverlo e farlo evolverlo, abbia gestito decisamente male il momento di crisi. E vale per tutti quelli che hanno surfato su quest’onda anomala: alla prima caduta, una Caporetto. Che si chiamino Donald o Selvaggia (ovviamente con le debite proporzioni).

Non era necessaria la gogna, ma solo un po’ d’analisi

Si poteva fare – visto che nel caso di Chiara Ferragni è stato un tracollo e non un inciampo, come nel caso di Lucarelli, di solito puntuale e intonata rispetto al mezzo – una riflessione profonda partendo dalle parole rilasciate al Corriere della Sera. Perché la nostra se sul suo sbaglio si sofferma con parole morbide, giustificative, che vogliono suscitare empatia, su ciò che ha subito usa invece espressioni durissima, come “ondata d’odio”. A cui reagisce con un video di scuse involontariamente comico, ma al Cosera dice “forse ora non lo rifarei, ma sembrava che tutti mi fossero contro. Poi ho ricominciato a uscire di casa e ho capito: mi fermavano, mi sostenevano dicendo che non meritavo ciò che subivo”.

Insomma, la vecchia regola che Facebook, Instagram, Twitter e affini non sono la vita reale non l’aveva capita, nella sua elementarità, neanche Chiara Ferragni, la regina. Eppure ci sono pure i murales che ce lo dicono. Il più famoso lo conoscete tutti “Basta Facebook, menamose”.

FABIO FAZIO INTERVISTA CHIARA FERRAGNI , Fazio, durante l’intervista come dicevo, oltre ad essere pacato mi ha dato più la senzazione di un Follower quasi incantato da una Influencer così importante. Bisognerà attendere del tempo per vedere gli esiti delle inchieste giudiziarie, ma io mi sono fatto una personale idea sul “Pandoro Gate” come è stato definito dai media che ha cascata ha creato anche un decremento dei follower sul profilo Instagram di Chiara Ferragni ed una annessa campagna d’odio seriale dove gli stessi Follower si sono rivoltati contro. Una mossa della Ferragni non ho compreso: per un periodo ha bloccato i commenti sui suoi post; una Influencer del genere, a mio avviso, non avrebbe dovuto fare una mossa del genere. Tutto va bene quando sei sulla cresta dell’onda e ti chiudi a riccio quando scoppia un caso come quello del Pandoro Balocco? Probabilmente sarà stata mal consigliata da chi collabora con lei nella gestione del suo profilo Instagram. Dopo il “Pandoro Gate” altre aziende hanno preso le distante dall’imprenditrice digitale.

La scelta di Safilo e Coca-Cola

Safilo e Coca-Cola sono state le prime aziende a prendere le distanze dall’influencer. Così, i marchi degli occhiali da sole e delle bibite gassate hanno deciso di aderire alla “fuga dei brand”, interrompendo le collaborazioni in corso con la Ferragni che, a quanto pare, prevedeva – nel caso di Coca-Cola – anche uno spot creato ad hoc per il Festival di Sanremo. Il noto marchio toscano di abbigliamento per bambini, Monnalisa, invece, ci starebbe pensando. “Siamo un’azienda quotata in Borsa e dobbiamo prima valutare con il nostro Cda il da farsi. Le feste di Natale hanno rallentato un po’ questo processo”, aveva dichiarato la Creative Director Barbara Bertocci a La Repubblica.

Bene amici lettori, questo articolo di oggi dedicato al’intervista di Fabio Fazio a Chiara Ferragni si conclude qui. Ho cercato di essere obietti nel dare la mia opinione su questa intervista e spero che torniate presto sul mio Blog http://www.alessandrolopez.it per leggermi ancora.

Una piccola anticipazione sul prossimo articolo al quale sto laorando e che richiede un grosso forzo per documentarmi con notizie precise e con fonti sicure. Mi riferisco alle due guerre tra Russia ed Ucraina e Israele e Palestina dove si sta svolgendo una mattanza senza precedenti.

Di seguito vi fornisco il link per vedere l’intervista integrale tra Fabio Fazio e Chiara Ferragni.

Eccolo:

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10 Risposte
  1. Davide

    Esistono tre Fazio: il primo ,presentatore giovane e capace di Sanremo e QCIC.
    L’anchorman di Ctcf degli anni 2000 ed il recente.
    Ecco, come molti, trovo che l’ultima versione sia eccessivamente protesa verso una faziosità ideologica a supporto di specifiche categorie: i virologi, la comunità Lgbtq, la sinistra parlamentare, nuoce forme di tecnologie.
    Ovviamente anche la satira della sua co-conduttrice segue quella scia! Ed il fatto di essere così eccessivamente schierati non ha intaccato negli ascolti ma nella critica sì.
    La Ferragni dovrebbe riflettere su quanto lei abbia spasmodicamente cercato e governato i media per anni ,salvo tacciandoli ora per la medesima funzione…quasi che lei e Fedez debbano godere di una immunità paparazzica rispetto a persone anche più blasonate .

    In una intervista era d’obbligo chiamare la cosa per cui che era ma si sono scelti toni morbidi,come spesso capita ad ospiti graditi.

    1. Hai perfettamente ragione e condivido pienamente il tuo commento. Analisi obiettiva e corretta. A presto riscriverci sul prossimo articolo che sarà molto interessante. E meno gossipparo di quello di oggi. Un abbraccio amico mio

  2. Alberto

    La gogna mediatica attraverso i social era una cosa prevedibile ed inevitabile secondo me, sappiamo bene ormai come funziona quel mondo, basta un niente passare dalle stelle alle stalle specialmente se sei famoso, per quanto riguarda l’accanimento da parte della legge attraverso le verifiche della Guardia di finanza, si sa cosa succede, se si scopre una magagna per dirla in modo popolare, poi con i serrati controlli incrociati si viene “spulciati” ed è inevitabile non essere immuni dalla scoperta di altre irregolarità, per questo, secondo me per cautelarsi, i “brand” la abbandonano così la faccenda del pandoro è stato un enorme passo falso che è costato caro.
    io non sono ancora convinto del suo pentimento o che il suo sia stato un errore.
    Poi di conseguenza il tracollo continua come abbiamo visto con la vicenda Fedez, anche lui ci mette del suo, dopo anni di ostentazione della ricchezza, si dichara nullatenente, un ulteriore offesa nei confronti dei poveri e dei lavoratori Italiani.
    Questo è quello che penso a proposito della vicenda, spero di non essere caduto nella banale retorica.

    1. Grazie Alberto per questo tuo commento che condivido in pieno. Torna a leggermi sul prossimo articolo dove parlerò di cose ben più serie. Per quanto riguarda i casi giudiziari che riguardano la Ferragni staremo a vedere quale sarà il corso delle vicende. Sta di fatto che una come lei come tu dici non poteva non sapere. Ed il pentimento è solo di facciata.

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