Cari Lettori, benvenuti nelle mie “Note…” la nuova rubrica del mio Blog intitolata Note… Nat King Cole. Continua questo appassionante  viaggio ad episodi, tra le tante passioni che ho coltivato nel tempo durante la mia vita, anche nella sfera della mia attività. Una full immersion nell’Arte nelle sue  molteplici forme attraverso delle mie Note… che riguarderanno il Teatro, la Musica, la Televisione e il cinema; il racconto di queste arti nel passato, delle evoluzioni fino a riscoprirlo ai giorni nostri. Suscitare quindi delle emozioni pure, con lo scopo di far riemergere quella qualità di cui abbiamo perso il sapore nel tempo ed assolutamente necessaria per realizzare dei prodotti di successo. Un percorso fatto di grande passione che è stata sempre la linfa vitale di tutte le mie attività e quindi eccomi con un’altra delle mie Note… dedicata ad un altro grande Artista: Note… Nat King Cole

Note… Nat King Cole

Nat King Cole, pseudonimo di Nathaniel Adams Coles (Montgomery, 17 marzo 1919 – Santa Monica, 15 febbraio 1965), è stato un cantante, pianista e attore statunitense.

Nathaniel Adams Coles nacque a Montgomery, in Alabama, nel 1919. Anche il 1917 e il 1915 sono stati a volte indicati come suoi anni di nascita ma, secondo la biografia di Daniel Mark Epstein, era registrato come neonato nel censimento del 1920.

La famiglia si trasferì a Chicago quando Nathaniel era ancora un bambino; qui nacque suo fratello Freddy Cole, destinato anch’egli a sfondare come cantante. 

In quegli anni il padre dei Cole divenne ministro della chiesa battista mentre la madre era l’organista della chiesa. Fu lei a insegnare a Nathaniel a suonare il pianoforte fino all’età di 12 anni, quando il ragazzo iniziò a prendere regolari lezioni. Egli fu avviato allo studio non solo del jazz e della musica gospel, ma anche della musica classica (suonando, come dichiarò, “da Bach a Rachmaninoff”).

La famiglia viveva a Bronzeville, un sobborgo di Chicago, famoso negli anni venti per la sua vita notturna e per i locali jazz. Nat usciva di casa di nascosto per passare gran parte del suo tempo fuori dai club, ascoltando artisti come Louis Armstrong, Earl Hines, e Jimmie Noone. Prese parte al rinomato programma musicale di Walter Dyett presso la DuSable High School.

Ispirato dalla musica di Earl “Fatha” Hines, iniziò la sua carriera artistica a metà degli anni trenta, mentre era ancora un ragazzino, con il nome di Nat Cole. 

Insieme al suo fratello maggiore Eddie Coles, bassista, incise il suo primo disco nel 1936. I due ebbero un qualche successo locale nell’area di Chicago e incisero per etichette specializzate in musica nera. 

Cole fu anche pianista in Shuffle Along, la rivista della stella di Broadway Eubie Blaker, e prese parte a un tour nazionale dedicato al revival del ragtime. Giunto in California, Cole decise di fermarsi lì.

Los Angeles e il King Cole Trio

Nat sposò Nadine Robinson e si stabilì a Los Angeles dove formò il Nat King Cole Trio. 

Nat King Cole Trio

Questo trio era composto nel suo primo periodo da Cole al pianoforte, Irving Ashby alla chitarra e Wesley Prince al contrabbasso. Alla fine del 1950 vi fu la sostituzione del chitarrista, e la nuova formazione vide Cole al pianoforte, Oscar Moore alla chitarra, e Wesley Prince al contrabbasso (durante la seconda guerra mondiale Wesley Price fu arruolato e Cole lo sostituì con Johnny Miller). 

Il trio divenne estremamente popolare a Los Angeles durante gli anni quaranta e i primi anni cinquanta, registrò in molte sessioni radiofoniche, e ben presto divenne popolare in tutto il mondo.

Cole era considerato un importante pianista jazz, tanto da apparire nei primi concerti del ciclo Jazz at the Philharmonic. La sua formazione di piano, basso e chitarra, rivoluzionaria all’epoca delle big bands, divenne popolare nell’ambiente del jazz e fu imitata da molti musicisti, tra cui Art Tatum, Ahmad Jamal, Oscar Peterson, Tommy Flanagan e i pianisti blues Charles Brown e Ray Charles. Partecipò inoltre come pianista ad alcune sessioni con Lester Young, Red Garland e Lionel Hampton.

Cole non raggiunse il grande successo fino a quando non incise Sweet Lorraine, nel 1940. 

Ve la faccio ascoltare in anteprima su Spotify:

Benché cantasse ballate con il suo trio, era piuttosto insicuro riguardo alla sua voce e pur andando fiero della sua buona dizione, non si considerò mai un grande cantante. 

Il suo stile suadente e il timbro caldo tuttavia, ben contrastavano l’approccio aggressivo di molti altri cantanti dell’epoca. Il King Cole Trio siglò un contratto con la neonata Capitol Records nel 1943, e rimase con quella casa discografica per tutto il resto della sua carriera. 

Etichetta Capitol Records

Nel 1947 il singolo “I Love You For Sentimental Reasons“raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100. 

Nel 1948 il singolo “Nature Boy” scritto per il film Il ragazzo dai capelli verdi raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 per sette settimane. Negli anni cinquanta la popolarità di Cole era così grande che l’edificio della Capitol Records, a Hollywood, era spesso chiamata The House that Nat Built, ossia “la casa che Nat ha costruito”.

Il primo successo di Nat King Cole come cantante fu “Straighten Up and Fly Right”, basato su una vecchia favola popolare nella comunità nera che suo padre usò come spunto per un sermone. Benché non fosse propriamente assimilabile al rock, il successo della canzone dimostrò che esisteva un pubblico che seguiva musica derivata dalla tradizione folk. È considerata una sorta di canzone antesignana dei primi dischi di rock and roll. E infatti Bo Diddley, che fece analoghi adattamenti di canzoni folk, menziona Cole tra gli artisti che lo hanno influenzato.

Ascoltiamo un’anteprima del brano:

Cole raggiunse il grande pubblico con la canzone “Mona Lisa“, del 1950, che giunse in vetta alla classifica Billboard Hot 100 per cinque settimane e premiata con il Grammy Hall of Fame Award 1992. Con questo brano iniziò una nuova fase nella sua carriera, finora dedicata alle ballate pop, benché mai troppo lontana dalle sue radici nel jazz.

Ascoltiamo anche questa anteprima

Nel 1951 con Too Young raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per cinque settimane.

Nel 1954 incise Smile, canzone composta da Charlie Chaplin e leitmotiv del film diretto e interpretato dallo stesso Chaplin Tempi moderni, del 1936. Il brano diverrà uno dei suoi “cavalli di battaglia” e uno dei grandi classici della musica americana.

Questa non la possiamo perdere:

Nel 1956 pubblicò un disco completamente jazz, After Midnight.

Nel 1957 il suo brano When I Fall In Love contenuto nel fortunato album Love Is the Thing arrangiato e diretto da Gordon Jenkins (che contiene anche Stardust e At Last) raggiunge la seconda posizione in classifica nel Regno Unito.

Ascoltiamo anche questa anteprima

Il 6 Febbraio del 1950 nacque sua figlia Natalie e il 31 Dicembre 2015 all’età di 61 anni è venuta a mancare  in seguito di un arresto cardiaco dovuto alle complicanze dell’epatite C, che le era stata diagnosticata nel 2008, e del trapianto renale a cui era stata sottoposta nel 2009.

Nat e natalie Cole
Immagine del noto duetto virtuale “Unforgettable”

Cole fu il primo artista afro-americano ad avere un suo programma radiofonico e bissò il suo successo nei tardi anni cinquanta con il primo show televisivo a copertura nazionale condotto da un afro-americano. 

In entrambi i casi i programmi non durarono molto, furono cancellati perché gli sponsor – non volendo legarsi a un artista nero – si ritirarono. Cole combatté il razzismo durante tutta la sua vita, rifiutandosi di esibirsi nei locali dove venivano applicate le norme sulla segregazione razziale. 

Nel 1956 fu attaccato sul palco a Birmingham (Alabama) da membri del White Citizens’ Council che sembrava volessero rapirlo. Nonostante il rapido intervento della polizia, fu ferito alla schiena: non terminò lo spettacolo e giurò di non tornare mai più a esibirsi nel Sud degli Stati Uniti, promessa che mantenne.

Cole era un fumatore accanito di sigarette al mentolo, anche perché credeva che un consumo anche di tre pacchetti al giorno avrebbe dato alla sua voce una tonalità più ricca. Arrivò al punto di fumarne diverse e di proposito proprio prima di registrare.

Nel 1948, Cole aveva comprato una casa a Hancock Park, un quartiere ricco di Los Angeles abitato solamente da bianchi e il cui regolamento immobiliare (approvato nel 1920 e valido per cinquant’anni) arrivava a proibire la residenza ai neri a meno che non fossero personale di servizio. 

Ancora oggi per acquistare un appartamento negli Stati Uniti bisogna presentare una domanda preliminare con i dati dell’offerta all’Associazione del Condomino costituita dai proprietari, sostenere un’intervista e rispondere a un questionario di domande generiche tra le quali, oltre a presentare il proprio stato patrimoniale dichiarando la liquidità sul proprio conto corrente, anche conoscere il proprio orientamento politico e l’etnia di appartenenza (ndr). Al termine il Presidente dell’Associazione approva il nuovo acquirente che può procedere alla stipula dell’atto.

L’acquisto dovette essere effettuato tramite un intermediario, ma i residenti, non appena videro i nuovi inquilini, iniziarono a bersagliarli di minacce e ingiunzioni legali.

Tuttavia, la famiglia Cole resistette e rimase presso l’abitazione, una villa in mattoni rossi, fino alla morte del cantante. Tra le piccate risposte che questi aveva dato, rimase celebre quella verso l’associazione dei proprietari che comunicava che essi non volevano che persone indesiderabili si trasferissero nel quartiere. Egli rispose “Neanche io. E se vedo che qualche indesiderabile si trasferirà qui, sarò il primo a lamentarmi.”

Lui e la sua seconda moglie, Maria Ellington, furono sposati nella chiesa battista abissina di Harlem da Adam Clayton Powell Jr. Ebbero cinque figli, di cui due adottati. I suoi fratelli Freddy Cole e Ike Cole e la figlia Natalie Cole sono stati anch’essi cantanti.

Cole si è esibito in numerosi cortometraggi e ha suonato con W. C. Handy nel film Saint Louis Blues. È apparso anche in The Nat King Cole Story e in Ballad of Cat Ballou.

Morì per un cancro ai polmoni il 15 febbraio 1965, un mese prima del suo quarantaseiesimo compleanno. Il decesso avvenne al St. John’s Hospital di Santa Monica. Il funerale fu tenuto alla chiesa episcopale di St. James su Wilshire Boulevard a Los Angeles. Le sue spoglie riposano a Glendale al Freedom Mausoleum del Forest Lawn Memorial Park.

Discografia

Album in studio

1944 – The King Cole Trio

1946 – King Cole Trio, Vol. 2

1947 – King Cole Trio, Volume 3

1948 – King Cole for Kids

1949 – Nat King Cole at the Piano

1949 – King Cole Trio, Volume 4

1950 – Harvest of Hits

1952 – Penthouse Serenade

1952 – 8 Top Pops

1953 – Nat King Cole Sings for Two in Love

1954 – Unforgettable

1955 – Penthouse Serenade

1955 – Nat King Cole Sings for Two in Love

1955 – The Piano Style of Nat King Cole

1957 – Love Is the Thing

1957 – After Midnight

1957 – Just One of Those Things

1958 – Cole Español

1958 – St. Louis Blues

1958 – The Very Thought of You

1958 – To Whom It May Concern

1959 – Welcome to the Club

1959 – A Mis Amigos

1960 – Tell Me All About Yourself

1960 – Every Time I Feel the Spirit

1960 – Wild Is Love

1960 – The Magic of Christmas (riedito nel 1963 con il titolo The Christmas Song)

1961 – The Nat King Cole Story

1961 – The Touch of Your Lips

1962 – Nat King Cole Sings/George Shearing Plays

1962 – Ramblin’ Rose

1962 – Dear Lonely Hearts

1962 – More Cole Español

1963 – Those Lazy-Hazy-Crazy Days of Summer

1963 – Where Did Everyone Go?

1964 – Nat King Cole Sings My Fair Lady

1964 – Let’s Face the Music!

1964 – I Don’t Want to Be Hurt Anymore

1965 – L-O-V-E

1966 – Nat King Cole at the Sands

Raccolte

1952 – Top Pops

1954 – Unforgettable

1955 – 10th Anniversary Album

1956 – Ballads of the Day

1957 – This Is Nat King Cole

1965 – Sings Songs from Cat Ballou & Other Motion Pictures

1965 – Looking Back

1965 – Unforgettable

1965 – Sings Hymns & Spirituals

1965 – Nat King Cole Trio: The Vintage Years

1965 – Nature Boy

1966 – Sincerely, Nat King Cole

1966 – The Unforgettable Nat King Cole Sings the Great Songs!

1966 – Longines Symphonette Society Presents the Unforgettable Nat King Cole

1967 – The Beautiful Ballads

1967 – Thank You Pretty Baby

1967 – Stay as Sweet as You Are

1968 – Best of Nat King Cole

1970 – The Magic of Christmas with Children

1972 – The Greatest of Nat King Cole

1973 – Nature Boy

1974 – Love Is Here to Stay

1974 – Love is a Many Splendored Thing

1977 – 20 Golden Greats

1979 – Reader’s Digest Presents: The Great Nat King Cole

1982 – Greatest Love Songs

1983 – Unforgettable (Australia)

1990 – Hit That Jive, Jack

1990 – Jumpin’ at Capitol

1990 – Capitol Collectors’ Series

1990 – Cole, Christmas, & Kids

1991 – The Complete Capitol Recordings of the Nat King Cole Trio

1991 – The Unforgettable Nat King Cole

1992 – Nat King Cole at the Movies

1992 – Christmas Favorites

1992 – The Best of the Nat King Cole Trio: The Instrumental Classics

1993 – The Billy May Sessions

1993 – Mis Mejores Canciones: 19 Super Exitos

1994 – Let’s Face the Music & Dance

1996 – Sincerely/The Beautiful Ballads

1997 – For Sentimental Reasons

1997 – Retro

1998 – The Frim Fram Sauce

1998 – Dear Lonely Hearts/I Don’t Want to Be Hurt Anymore

1999 – Looking Back/Where Did Everyone Go?

1999 – Live at the Circle Room

1999 – The Christmas Song

2000 – Coast to Coast Live

2000 – Route 66

2000 – Christmas for Kids: From One to Ninety-Two

2001 – Golden Greats

2001 – The King Swings

2001 – Try Not to Cry

2001 – Night Lights

2003 – Stepping Out of a Dream

2003 – The Classic Singles

2003 – 20 Golden Greats

2003 – The Best Of…

2003 – Love Songs

2003 – The Nat King Cole Trio

2003 – The One and Only Nat King Cole

2004 – Those Lazy, Hazy, Crazy Days of Summer/My Fair Lady

2005 – The World of Nat King Cole

2006 – The Very Best of Nat King Cole

2006 – Stardust: The Complete Capitol Recordings, 1955–1959

2006 – L-O-V-E: The Complete Capitol Recordings, 1960–1964

2008 – Holiday Collection 2008: NBC Sounds of the Season

2009 – Re:Generations

2014 – The Extraordinary Nat King Cole

Filmografia

Quarto potere (Citizen Kane), regia di Orson Welles (1941)

Here Comes Elmer (1943)

Pistol Packin’ Mama (1943)

Pin Up Girl (1944)

Stars on Parade (1944)

Swing in the Saddle (1944)

See My Lawyer (1945)

Breakfast in Hollywood (1946)

Killer Diller (1948)

Make Believe Ballroom (1949)

The Blue Gardenia (1953)

Small Town Girl (1953)

Rock ‘n’ Roll Revue (1955)

Rhythm and Blues Revue (1955)

Basin Street Revue (1956)

The Scarlet Hour (1956)

Istanbul (1957)

La porta della Cina (China Gate), regia di Samuel Fuller (1957)

St. Louis Blues (1958)

Night of the Quarter Moon (1959)

Schlager-Raketen (1960)

Cat Ballou, regia di Elliot Silverstein (1965)

Qualche curiosità reperita in rete:

Sapete che…

Nat King Cole era alto 1 metro e 85.

La sua data di nascita è piuttosto misteriosi. In passato si è pensato fosse nato nel 1915 o nel 1917, mentre per il biografo Daniel Mark Epstein è stato effettivamente registrato nel censimento del 1920. Già da ragazzo sapeva suonare grandi della classica come Bach e Rachmaninoff. Andò fin da subito fiero della sua dizione, ma non amava la sua voce e non si considerò mai un grande cantante. Tale era la sua fama negli anni Cinquanta che il palazzo della Capitol a Hollywood era comunemente chiamato The House that Nat Built, ovvero ‘la casa che ha costruito Nat’.

Nel 1954 incise il brano Smile, composto da Charlie Chaplin e tratto dal film Tempi moderni del 1936.

Era un fumatore accanito di sigarette al mentolo, anche perché convinto che fumare tre pacchetti al giorno facesse bene alla sua voce, specialmente prima di registrare.

Fu membro della Massoneria di Prince Hall.

L’intero articolo lo potrete leggere su questo sito ecco il link: https://notiziemusica.it/chi-e-nat-king-cole/curiosita/?refresh_ce

Può un afroamericano cantare d’amore ed essere socialmente tollerabile per il pubblico bianco?

Prima di Nat King Cole i musicisti di colore erano caldamente invitati a evitare nelle loro canzoni argomenti di carattere romantico, mentre erano ben più graditi se raccontavano nei loro blues di lavoro e fatica o si spendevano in qualche canzonetta dai ritornelli nonsense. 

Cole fu il primo a rendere accettabile per un bianco l’idea di non cambiare stazione radio di fronte alla sua voce e addirittura contemplare di acquistare un disco di canzoni d’amore cantate da un uomo di colore.

Nat King Cole sembrava destinato a dover anticipare i tempi: ammaliato dalla musica fin da piccolo, non riuscì a resistere al richiamo del jazz e intraprese la carriera di pianista poco più che adolescente. I Club erano la sua passione e riusciva a scappare di casa mentre i suoi genitori dormivano per immergersi in un vortice di note e balli per lui magnetici ed affascinanti.

Artista precoce, non ancora ventenne formava il suo primo Trio intraprendendo la sua carriera di Jazzista che lo avrebbe portato verso un percorso faticoso prima di arrivare al successo. I suoi primi anni furono fatti di esibizioni nei locali notturni in prospettiva di diventare un cantante e negli anni la voglia di metersi in gioco con la sua voce calda era sempre più insistente.

All’inizio degli anni quaranta il successo del suo King Cole Trio favorì la nascita di formazioni di piccole dimensioni, che andarono sempre più a sostituire le big band, ma la svolta definitiva avvenne nel 1943, quando ruppe gli indugi e firmò per la Capitol Records.

Nonostante fosse chiaro a Cole che la fama e il denaro non potevano comprare il rispetto ed evitare i tormenti del razzismo americano, non lasciò mai la casa dove visse gli anni della sua folgorante ascesa. Nel 1952 diede alle stampe Unforgettable, la canzone che gli avrebbe segnato la carriera: accompagnata da un’orchestra che ne metteva in risalto la leggerezza della melodia, Unforgettable spiccava per la vellutata voce di Cole, che accarezzava dolcemente le note e l’orecchio dell’ascoltatore. 

Nat King Cole, nonostante il successo innegabile, non riuscì mai a raggiungere le vette di popolarità toccate presso il grande pubblico da Frank Sinatra e Bing Crosby: a frenarne l’ascesa fu senza dubbio il suo essere di colore.

Lo stesso Cole ne era consapevole e per non compromettere la sua carriera preferì sempre mostrarsi cauto nelle sue dichiarazioni sull’integrazione razziale, ricevendo spesso dure critiche dalla comunità afroamericana.

Nat King Cole si vedeva e raccontava come un mero intrattenitore e non era intenzionato a entrare in questioni politiche e sociali, neanche quando fu vittima di un attentato nella sua natia Alabama.

L’ipocrisia imperante non modificò mai la sua linea tenuta. Nat  non volle mai militare in alcun movimento per i diritti civili e rimase sempre convinto come molti altri suoi colleghi di colore dell’epoca di non doversi esporre e mantenere per sé le proprie convinzioni politiche: allo stesso tempo, dopo i fatti di Birmingham, si rifiutò di esibirsi nei club e teatri delle città dove la segregazione razziale era all’ordine del giorno.

Che dire, un grande Artista che ho adorato. Tornate su questo Blog per nuovo appuntamento http://www.alessandrolopez.it

Il resto indimenticabili Note…

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2 Risposte
  1. Davide

    tempi in cui si nasceva e si decideva di fare la storia,con il semplice spirito di intraprendenza (laddove faceva la differenza la tenacia).
    America ,terra difficile ma meritocratica,visto che ha offerto opportunità di poter emergere a coloro che custodivano sogni

    La specifica tecnica delle musiche di accompagnamento consente di immergerci nel mondo dell’artista.
    Col suo trio e la vena compositiva ha deliziato il mondo