CREDO E VINCO! Una Storia, un Motto, uno stile di vita

CREDO E VINCO! Una Storia, un Motto, uno stile di vita. E’ il titolo di questo nuovo Blog ad episodi, che nasce da una collaborazione con un Uomo con la “U” maiuscola, nel 1985 mio Comandante  nella Seconda Compagnia “Falchi” presso l’82° Battaglione Fanteria Meccanizzata “Torino” presso Cormons; un capitolo della mia vita quando, appena ventenne, ero un Ufficiale di Complemento. In tante occasioni ho parlato e scritto di questa mia straordinaria esperienza di vita che mi ha forgiato sin dal Corso Allievi Ufficiali a Cesano di Roma e che in seguito, una volta destinato alla Caserma Amadio di Cormons mi ha dato il privilegio di prestare il mio servizio di Prima nomina in quel glorioso Battaglione e di incontrare un Uomo che mi ha fatto apprezzare, emozionare ed appassionare alla storia di quel Reparto perfezionando durante il mio servizio la mia Arte Militare e formandomi ancor meglio come suo subalterno comandante di Plotone della nostra Compagnia di Fanti Assaltatori, sino a chiedermi al termine del mio sevizio di Prima Nomina se volessi firmare per proseguire la mia ferma in S.P.E.

Al quel tempo presi una decisione diversa e non accettai quell’invito. Avevo dei programmi diversi in mente anche se l’idea di fare carriera Militare non mi sarebbe dispiaciuta, ma le cose poi sono andate come sono andate e non ho rimpianti perché Ufficiale e dell’82° in qualche modo lo sono  ancora,  principalmente  col cuore e con lo spirito di Corpo, senso di appartenenza e cameratismo che ha animato ogni istante di quei 10 mesi trascorsi dal Marzo 1985 sino al giorno del mio congedo l’8 Gennaio 1986. Tra i tanti ricordi stampati e fissati nella mia mente due sono quelli più forti: il giorno del mio arrivo a Cormons 8 Marzo 1985 e l’8 Gennaio 1986;

Il primo fu emozionante tanto quanto l’ultimo. Arrivai la mattina presto insieme ai miei Colleghi Giancarlo Maddalena e Antonio Tulli in grande Uniforme e mi presentai insieme ai Colleghi all’Ufficiale di Picchetto Sten Dell’Edera e da li una giornata interminabile fatta di “visite” mediche (non certamente previste) fatte dall’Ufficiale medico Cangemi.

Una improbabile visita dove sia a me che ai miei colleghi vennero riscontrate malattie inesistenti, sino all’incontro con il “Sergente Pazzo” interpretato magistralmente da chi?

Lo scopriremo più avanti in questo articolo chi legge e chi sa già starà ridendo. Ma solo dopo questi episodi mi resi conto il giorno dopo che tutta la giornata precedente era stata “architettata” con una sceneggiatura da film per accogliere goliardicamente noi Ufficiali per rendere meno traumatico l’impatto on la realtà di quel Reparto. Dopo sono iniziate lunghe ed intermionabili giornate dure, fatte di addestramento, esercitazioni di vario genere, ma di questo ho ampiamente raccontato in altri articoli che avrete certamente letto.

Veniamo alla Persona che ho descritto, sto parlando del Generale di Divisione Gian Luca Giovannini – nel 1985 Tenente a Cormons e “Sergente pazzo” nel mio primo giorno al Reparto, immaginate il giorno seguente trovarlo come mio superiore di grado,  mi sono sentito leggermente un po’ il “Fracchia” della situazione.  

Oggi posso definirlo a ragion veduta il mio migliore Amico, Gian Luca…

Tempo fa abbiamo approfondito tante cose riguardanti il suo percorso e mi raccontò della sua esperienza vissuta in tanti anni di brillante carriera che lo aveva portato a Comandare l’82° Reggimento Fanteria “Torino” che attualmente ha la sua sede a Barletta presso la Caserma Stella che ho avuto il privilegio di visitare proprio con lui in occasione della Festa di Corpo nel 2019 dove per la seconda volta ho avuto l’Onore e il Privilegio di salutare la Bandiera Di Guerra del Reggimento.

Gian Luca, 69° Comandante del Reggimento che durante il suo periodo di Comando è stato impegnato in importanti teatri operativi dove l’82° “Torino” ha ancora espresso il suo Valore.

Tutta questa esperienza l’ha voluta tradurre in un manoscritto ed insieme, parlandone e lungo abbiamo concordato di pubblicarlo ad episodi su questo mio Blog affinché tutti i lettori ne possano fruire ed appassionarsi a questo grande Reparto che ha delle origini lontane e prestigiose.

Questo manoscritto Gian Luca lo ha voluto condividere con me e lo ha corredato di immagini inedite, di foto e video che con il tempo monterò e pubblicherò a corredo dei vari articoli che andrò a scrivere.

Sono onorato e grato a Gian Luca che abbia scelto me per divulgare sul mio Blog questa esperienza e spero che questo progetto possa tramutarsi presto in un progetto editoriale con la pubblicazione di un libro che possa essere in futuro messo in commercio da una casa Editrice Interessata come era ed è nelle sue intenzioni. E un lavoro talmente bello ed appassionante che non può rimanere inedito soprattutto per i valori che esprime e va letto cn attenzione cercando di cogliere ogni dettaglio ed ogni sfumatura ed è per questa ragione che lo pubblicherò sempre con lo stesso titolo, ma numerando progressivamente gli articoli per facilitarne la ricerca. Io stesso mi farò promotore di questa iniziativa appena possibile.

Cosa dire di Gian Luca Giovannini, il Suo nome parla da se. Oltre alle notizie in rete reperibili, potrete leggere un mio precedente Blog/Intervista che qualche tempo fa lui mi concesse e li potrete approfondire la sua conoscenza, il suo percorso e la passione per il suo lavoro.

Per comodità vi indico il link, ma continuate la lettura di questo articolo prima di andare a leggere l’intervista: https://www.alessandrolopez.it/2020/07/comandi-signor-generale/

Prima di iniziare vorrei aprire con un cappello introduttivo storico sull’82° “Torino” con delle ricerche più approfondite che ho fatto, nonostante conoscessi molto bene la sua storia ho voluto ancora di più approfondirla per essere all’altezza di partire con questo nuovo progetto.

Ho reperito queste informazioni sul sito Difesa OnLine che vado a citare:

“Nell’Esercito Italiano spesso vengono messe in risalto, dal punto di vista dei reparti convenzionali, le tradizioni e le capacità dei bersaglieri, dei carristi, dei cavalleggeri e degli alpini. Tuttavia esistono reggimenti di fanteria come l’82° Torino, inquadrato nella brigata meccanizzata Pinerolo, che possono vantare numerosi cicli operativi, sia in guerra che nelle missioni internazionali ma anche in soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali.

L’82° viene costituito, in seno al Regio Esercito, il 1° novembre 1884 entrando a far parte, insieme all’81° reggimento fanteria, della brigata Torino. Il reggimento partecipa alla Campagna d’Eritrea (1895 – 96), viene impiegato nelle operazioni di soccorso alle popolazioni calabro – sicule, colpite dal terremoto del dicembre 1908 e partecipa al completo la campagna di Libia dal 1911 al 1913 meritando una Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale combatte sul Col di Lana, Volkowniak, Capo Sile, Piave Vecchio, Piave nuovo, Stenico e Val Giudicarie. Riceve l’Ordine Militare d’Italia e la seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Sciolto nel 1926 viene ricostituito il 1° luglio 1938 come 82° reggimento fanteria Torino ed entra insieme all’81° fanteria ed il 52° artiglieria nella 52a divisione di fanteria Torino.

Partecipa alla campagna sul fronte Occidentale, quindi alla campagna jugoslava. Partito per la Russia nel 1941 seguirà l’epopea del Corpo di Spedizione e dell’Armata Italiana in Russia, al ritorno dalla quale tutta la divisione sarà soppressa nel febbraio 1943. Per il comportamento il reggimento riceverà una Medaglia d’Oro ed una d’Argento al Valor Militare.

Il 1° settembre 1950 il reggimento si ricostituisce a Forlì in seno alla divisione di Fanteria Trieste. Impiegato nel raggruppamento “T” costituto in occasione della riconsegna di Trieste all’Italia nel 1954, allo scioglimento di quest’ultimo passa in forza alla divisione di fanteria Folgore accasermandosi prima a Trieste e quindi a Gorizia.

Sciolto il 19 ottobre 1975, il II battaglione, sarà denominato 82° battaglione fanteria meccanizzato Torino, e riceverà Bandiera e tradizioni reggimentali entrando a far parte della brigata meccanizzata Gorizia. Nel 1976 viene impiegato nell’opera di soccorso alle popolazioni friulane colpite dal terremoto.

Il 3 settembre 1992, il battaglione è inquadrato nel ricostituito 82° reggimento fanteria Torino e passa alle dipendenze della brigata Mantova e quindi della brigata corazzata Ariete, prendendo parte alle Operazioni “Vespri Siciliani” e “Testuggine”.

Dal 5 novembre 2001 il reggimento passa alle dipendenze della brigata corazzata Pinerolo e dal 17 dicembre viene dislocato a Barletta.

Nei Balcani ha preso parte a varie Missioni Internazionali: nel 2004-2005 in Albania (Operazione NHQT), nel 2006 in Bosnia (Operazione Althea), nel 2008 in Kosovo (Operazione Joint Enterprise).

Nel maggio del 2009 l’82° rgt Torino viene scelto, nell’ambito del progetto FORZA NEC, quale prima unità destinata alla trasformazione in reggimento di fanteria media digitalizzata, iniziando la sperimentazione di nuovi mezzi ed equipaggiamenti.”

Il resto dell’Articolo potrete leggerlo cliccando su questo link: https://www.difesaonline.it/mondo-militare/l82%C2%B0-reggimento-fanteria-torino

E adesso veniamo nel vivo del manoscritto di Gian Luca Giovannini un viaggio appassionante nel mondo dell’82° Reggimento Fanteria “Torino”

82° REGGIMENTO FANTERIA “TORINO”

– Medaglia d’Oro –

“CREDO E VINCO” 120 Anni di Storia ed Onore al servizio della PATRIA e della LIBERTA’

Gian Luca GIOVANNINI

Barletta – ed. 2005

…a tutti coloro che con le loro gesta

eroiche ed il loro operato quotidiano hanno

contribuito, contribuiscono e contribuiranno

alle Tradizioni, all’Onore ed alla imperitura

Gloria  del  82° Reggimento  f.  “TORINO”.

Ad un primo colpo d’occhio tutto andava bene o quasi.

PREMESSA

Era il lontano maggio 1983 quando, giovane Tenente, varcai la soglia del portone d’ingresso della Caserma AMADIO sede dell’82° battaglione meccanizzato “TORINO” in CORMÒNS non  immaginando, minimamente, che l’82°, ancora a me sconosciuto, avrebbe segnato in maniera indelebile la mia vita di Ufficiale prima e di uomo poi.

Pochi mesi dopo, l’allora Ten. Col. Lanfranco GABRIELLI, mi coinvolge, insieme all’amico Ten. Ugo CORREALE, nelle attività di preparazione del 1° Centenario del “TORINO”, previsto per l’anno successivo, il 1984. Ed è proprio in quei mesi di ricerca paziente che forse prende corpo, forse senza rendermene conto, l’idea di scrivere un “qualcosa” sull’82° e i suoi meravigliosi Uomini.  

Ora, dopo 21 anni, mi ritrovo al Comando di quello stesso Reparto che ha visto iniziare la mia carriera militare.

E’ difficile descrivere i sentimenti che albergano nel mio cuore e soprattutto definire con parole quanto possa essere l’orgoglio di essere il Comandante di un Reggimento custode di siffatta gloria, storia e tradizioni.

Mi risulta veramente arduo trovare le parole giuste ma chi mi ha conosciuto in questo mio periodo di Comando, ormai sono quindici mesi, ha potuto materialmente constatare quanto ami veramente questo Reggimento.

Certamente ho trovato un 82° diverso da quello che ho lasciato nell’ormai lontano 1992. Profondamente diverso, oserei dire, sia per le conseguenze derivanti dalle diverse trasformazioni organiche degli ultimi anni sia per gli inevitabili traumi derivanti dal recente trasferimento, nel 2001, dalla città di CORMÒNS (GO) alla nuova sede,  la Caserma “Ruggero STELLA”, nella ridente cittadina pugliese di BARLETTA (BA). Non nego che quando sono entrato nella nuova caserma ho cercato con lo sguardo, per prima cosa, il “TORO”.

Vedere che il “vecchio TORO rampante” in bronzo  era là, all’ingresso, a mo’ di vigile sentinella pronto alla carica mi ha per così dire rincuorato e, perché no, rassicurato. Non averlo avuto vicino sarebbe stato come intraprendere un’avventura senza un fedele compagno di viaggio.

Di colpo tanti ricordi, alcuni brutti ma tantissimi altri belli, mi sono tornati alla mente, le tradizioni legate alla nostra mostrina, l’ineguagliabile ed il tanto invidiato spirito di Corpo, di cui si andava fieri ed orgogliosi, erano la’ pronte, finalmente, a rientrare in campo con rinnovato vigore. Il “TORO” era nuovamente pronto a lottare, a mostrare quanto valesse il suo cuore ed a far di tutto pur di affermare il proprio nome in una nuova sede ed in una regione a Lui, al momento, sconosciute.

Mancava comunque qualcosa: purtroppo, mancava il Museo, la vecchia “Sala Ricordi”.  Le attività di ricostituzione e le prioritarie attività operative e addestrative non avevano lasciato tempo per questo, sicuramente importante ma in quei frangenti, secondario, particolare.

Tutto il materiale, comunque,  era là; in alcuni scatoloni nella sala ricordi, ormai dismessa, del Reparto che aveva lasciato la Caserma  “STELLA”, il 47° Reggimento Addestramento Volontari “FERRARA”.

Con calma e tenacia, oggi, il museo, grazie certamente allo sforzo di tutti i “nuovi Fanti dell’82°” ed all’opera preziosissima ed insostituibile, in particolare,  del Ten. Col. Fernando NICOLARDI,  ha preso nuovamente vita e fa ormai finalmente parte integrante della nostra vita.

Gli album fotografici, le stampe, i giornali, le cartoline ed i  molti altri materiali, il tutto ricercato e catalogato con tanta pazienza 20 anni or sono, erano ancora là, alcuni magari non proprio in ottime condizioni ma sicuramente recuperabili, tornavano finalmente a nuova vita.

Nel frattempo, ricevo, unitamente ad un biglietto di auguri per il nuovo Comando, alcuni appunti sull’82° messi insieme da un ex sottufficiale del TORINO, il 1° Mar. Gioacchino AZZELLA, oggi in servizio ad UDINE presso il 3° Rgt.  genio.

Un po’ tutte queste cose messe assieme, riaccendono in me  un desiderio avuto tanti anni fa: riunire in un unico “opuscolo” tutte le notizie in possesso; un “opuscolo illustrativo” da distribuire a tutti gli appartenenti della grande famiglia del “TORO”.

Il 2004, inoltre, rappresenta un anno fondamentale per il Reggimento e per me, 69° Comandante.

L’82° compie ben 120 anni di onoratissima storia e partecipa all’Operazione NATO HEAD QUARTERS TIRANA in ALBANIA. Indiscutibilmente un’Operazione “a bassa intensità” – come si suole dire oggi – ma che, comunque, per la prima volta dopo il termine del 2° conflitto Mondiale vede impiegato il Reggimento in operazioni al di fuori del territorio nazionale. Il tanto agognato “sdoganamento” è finalmente arrivato.

Ma quanta fatica per arrivare a questo! Non è stato facile, certo che no!

E chi più di VOI, più di chi ha vissuto con me questa faticosa ma  esaltante esperienza può capire le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare ed i molti bocconi amari che abbiamo dovuto ingoiare, a volte, solo perché non conosciuti e quindi non apprezzati. Ma chi lotta onestamente alla fine vince e noi fedeli al nostro motto ci abbiamo creduto ed alla fine abbiamo vinto.

A questo punto dovevo fare qualcosa per i miei Uomini e soprattutto rendere omaggio al Nostro e, concedetemelo, mio amatissimo 82°.

Niente di eccezionale, i nostri mezzi non ce lo consentono, ma qualcosa che, possibilmente, potesse durare nel tempo e fosse di tutti e per tutti.

L’idea dell’opuscolo, quindi, si fa sempre più strada nella mia mente; un’idea incoraggiata sia dal successo del giornalino del contingente “TORI d’ALBANIA – Voci e Sussurri dal Tropikal” sia dalle insistenze dell’Amico Roberto SCHIFANO, un fedele e leale collaboratore, prima, e Maresciallo dell’82°, poi, sia dalla completa disponibilità e “capacità” informatica del Mar. Danilo BARBONE.

Ecco che, nelle lunghe serate invernali in ALBANIA prende così  vita la mia idea.

Ovviamente questo mio opuscolo non ha la pretesa di aver “inventato l’acqua calda”. Non vuole essere né un saggio di storia (non ne avrei le capacità) né tanto meno una raccolta “definitiva ed esaustiva” di tutte le gesta e gli avvenimenti legati all’82° Reggimento Fanteria “TORINO” in particolare ed alla Divisione “TORINO” più in generale, dalla data della sua costituzione ad oggi. In particolare, la raccolta sistematica di tutti i fatti d’arme del Reggimento necessiterebbe anni di studio e ricerca.

Il mio lavoro, vuole essere solo una raccolta o per meglio dire un excursus, un po’ ragionato ed ordinato, di informazioni e fatti che possa essere di spunto per tutti i Fanti, nessuno escluso, pronti a  nuove, magari più complete ed esaustive iniziative.

Diciamo che mi sono limitato a fare il primo passo, che ho redatto un canovaccio su cui chiunque è invitato a inserire informazioni nuove o affinare ed anche correggere, perché no,  quelle che già ci sono. Un mio Capo Ufficio presso lo Stato Maggiore della Difesa diceva sempre: “Di fronte ad un foglio di carta bianco tutti fischiettano indifferenti, quando è scritto tutti ci vogliono mettere la penna per correggerne il contenuto”.

Sicuramente il più difficile è l’inizio e questo è stato fatto.

L’opuscolo presenta una singolare particolarità: è stato scritto completamente utilizzando le forme verbali al tempo “presente indicativo”, creando, forse, un senso d’irrealtà nel capitolo relativo alla storia del Reggimento. E’ stato fatto di proposito. Ritengo, infatti,  che più si sentono attuali e presenti le azioni, le gesta ed i fatti che hanno contribuito a fare grande ed onorato l’82° tanto più le tradizioni e l’ineguagliabile spirito di Corpo del “TORO” tarderanno a morire e potranno essere meglio comprese, assimilate,  rispettate e fatte rispettare dai più giovani.

Ed è proprio ai più giovani, ai nostri “TORELLI”, ai nostri Giovani Fanti dell’82° che vorrei indirizzare questo opuscolo, con la speranza che il ricordo di tante gesta eroiche possa far comprendere loro quanto siano importanti nella vita di un Uomo, non necessariamente militare, l’onore, la dignità, la lealtà, la fedeltà e l’amor di Patria.

Ed ai non più giovani Fanti dell’82° dedico questo opuscolo con la speranza che quanto leggeranno possa fare tornare loro, anche se con il pensiero, ad una giovinezza che ormai non c’è più.

Infine, concedetemelo, un particolare ringraziamento alla persona che, forse senza rendersene conto, ha reso possibile questo mio vecchio progetto, la Dottoressa Patrizia CAMASSA, giornalista dell’emittente TELEREGIONE COLOR di BARLETTA, che conosciuta, assieme all’amico e cameraman Nicola CORRARO, durante un servizio televisivo sul Contingente Italiano in ALBANIA si è così tanto affezionata a Noi da sentirsi una di Noi.

Patrizia, grazie di cuore per i tuoi consigli, per la pazienza dimostrata e per la tua incondizionata disponibilità nei confronti di tutti Noi.

A questo punto, pensando di essermi dilungato anche fin troppo,  Vi auguro, speriamo, una buona lettura.

Ora e sempre,

CREDO E VINCO….

T O R I N O !!

L’Autore e 69° Comandante

Gian Luca GIOVANNINI

IL 69° COMANDANTE

Gian Luca Giovannini

SINTESI ARALDICA E DESCRIZIONE DELLO STEMMA ARALDICO

Stemma Araldico

Lo stemma araldico di un qualsivoglia reparto militare rappresenta la sua essenza e per questo è da considerarsi unico.

E’ l’elemento distintivo che, seppur in maniera grafica e cromatica, riesce, ricorrendo a più o meno complesse simbologie, a descrivere e racchiudere compiutamente in sé la storia e le gesta dell’Unità che esso rappresenta.

E’ per queste ragioni che si è ritenuto riservare il primo capitolo di questo nostro “racconto” alla descrizione del nostro Stemma araldico.

Per comprendere meglio quanto segue la descrizione vera e propria è preceduta da alcuni cenni di araldica riferiti allo stemma dell’82˚ Reggimento Fanteria “TORINO” che fu approvato, in modo definitivo, a seguito del Decreto Ministeriale del 26 marzo 1953.

Suddetti elementi sono stati tratti da appunti del Collegio Araldico – Istituto Araldico Romano forniti al Reggimento, nella persona del Comandante il Col. Vincenzo PIZZONIA, nel lontano 1950.

Successivamente, si passa alla descrizione del nuovo stemma araldico, aggiornato, in alcune sue parti, in base a quanto disposto dalla Stato Maggiore dell’Esercito con circ. 121 del 09 febbraio 1987 – Giornale Ufficiale del 14 febbraio 1987.

SINTESI ARALDICA DELLO STEMMA IN VIGORE DAL 1953 AL 1987

Tratto da lettera del Collegio Araldico – Istituto Araldico Romano indirizzata la Comandante del Reggimento, Col. Vincenzo PIZZONIA, in data 4 ottobre 1950.

Numerosi sono gli avvenimenti che nel corso della storia dell’82˚ Reggimento Fanteria assumono la portata di fattori storici capaci, come tali, di costituire base per la blasonatura dello stemma del Reggimento.

Localizzando la indicazione di tali fattori a quelli che presentano una intrinseca rilevanza araldica, si individuano schematicamente i seguenti elementi:

  • origine del Reggimento, nel quadro dell’ordinamento dell’Esercito del 1882, nell’ambito della Brigata TORINO, il cui nome fu sempre indicativo specifico del Corpo: araldicamente, la sua “divisa”;
  • legame territoriale del Reggimento con la stessa Città di Torino, dove venne fomato all’atto della sua costituzione;
  • suddivisione della vita del Reggimento in tre periodi, per effetto di due scioglimenti del Corpo, avvenuti rispettivamente nel 1926 e nel 1943;
  • carattere essenziale dell’intera esistenza del Reggimento: l’ininterrotto perseguimento di una gloria militare, materializzata dalla conquista alla Bandiera di cinque ricompense al Valor Militare, in tre guerre alle quali partecipò:
  • Medaglia d’Argento nella  guerra  italo-turca;
  • Medaglia d’Argento e l’Ordine Militare d’Italia (O.M.I.) nella Prima Guerra Mondiale;
  • Medaglia d’Argento e Medaglia d’Oro nel Secondo Conflitto Mondiale.

Questi fattori hanno, naturalmente, un diverso valore relativo del quale è necessario tener conto nella blasonatura.a.  Deduzioni per la blasonatura

(1)  Scudo

(a)  Figure araldiche

Partizione Tratto da lettera del Collegio Araldico – Istituto Araldico Romano indirizzata la Comandante del Reggimento, Col. Vincenzo PIZZONIA, in data 4 ottobre 1950.

La sintesi araldica indica cinque fattori storici rilevanti, suggerendo, così, di suddividere lo scudo in 5 parti onde riservarne una a ciascuno di essi. Una simile partizione, però, non rispetterebbe né il diverso valore relativo dei singoli fattori storici indicato esplicitamente dalla stessa sintesi araldica nè risponderebbe al criterio di assumere nello scudo non tanto il ricordo degli avvenimenti storici quanto l’essenza intima di essi che pure l’indagine storica ha cercato di porre in evidenza.

Parrebbe, allora, che la partizione più consona dello scudo dovesse basarsi sulla rilevata suddivisione della vita del Reggimento in tre periodi. Questa consiglierebbe la interzatura dello scudo. Ma anche una tale partizione non sarebbe, dal punto di vista blasonico, rispondente nè all’essenza della vita del Corpo nè alla materiale sua manifestazione, poichè il terzo periodo di vita è appena iniziato e, come tale, non trova fondamento concreto d’imprese da blasonare per la  sua individuazione nello scudo.

STEMMA ARALDICO STORICO

Stemma Araldico Storico

Atto di concessione dello Stemma Araldico dell’82° rgt. f. “TORINO” (1950). ( Originale presso il Museo Storico 82° rgt. f. “TORINO”)

D’altra parte, occorre rilevare come l’intero secondo periodo di vita del Reggimento si identifichi con il motivo araldico della gloria militare da esso conseguita appunto in tale periodo. A tale gloria, materializzata da una Medaglia d’Oro al V.M. concessa alla Bandiera del Reggimento, va doverosamente riservata la parte più onorevole dello scudo, il Capo, il quale, perciò si riferirà all’intero secondo periodo di vita del Reggimento.

Di conseguenza, nella considerazione che il motivo araldico relativo al legame con la città di Forlì dove il Reggimento si è ricostituito è invero troppo tenue, per la sua recentezza, perché possa essere inserito nello scudo, la partizione più idonea di questo appare la PARTITURA.

Lo scudo risulta, così, suddiviso in tre parti, pur senza ricorrere all’interzatura che non avrebbe corrisposto al diverso valore dei fattori storici:

  • il Capo, dedicato all’esaltazione della Medaglia d’Oro al V.M.;
  • e due partiti.

Questi possono essere convenientemente blasonati:

  • il primo: d’azzurro (smalto di TORINO, colore del valor militare e colore della stessa mostrina del Reggimento);
  • il secondo: d’argento, riferendosi all’appena iniziato terzo periodo di vita del Corpo, alle cui imprese future viene quindi dedicato lo smalto delle tavole di aspettazione.

Pezze onorevoli

  • Capo d’oro, corrispondente, come detto, alla massima ricompensa al valor Militare posseduta dalla Bandiera del Reggimento.
  • Pezze araldiche
  • Quartier franco, nel Capo blasonato dell’Arma di Ucraina, ad indicare il fronte di guerra sul quale il Reggimento conseguì la Medaglia d’Oro al V.M.

Figure naturali

  • Tre stelle d’argento disposte in fascia (direzione onorevole) in capo alla prima metà dello scudo;
  • torello furioso di TORINO (arma della città il cui nome è stato sempre attribuito distintivo del Corpo) posto sulla partitura e blasonato: d’oro nel primo campo ed azzurro nel secondo, sì che lo scudo assuma anche il significato araldico che la nuova vita del Reggimento, appena iniziata (campo d’argento come nelle tavole di aspettazione) è permeata dell’antica gloria connessa con il nome di “TORINO”, che è nel cuore (posizione del torello) dello scudo e, quindi, al centro della vita spirituale del Corpo.
  • Fregio Dell’Arma di Fanteria, quale prescritto dalla circolare 210 del Giornale Militare del 10 giugno 1950.

Ornamenti

  • 1 nastro dai colori dell’O.M.I;
  • 1 nastro d’azzurro filettato d’oro;
  • 3 nastri d’azzurro filettati d’argento,

posti annodati nel fregio e svolazzanti ai lati dello scudo 3 a destra e due a sinistra.

Motto

CREDO E VINCO.

(concessione R.D. 24 febbraio 1939, reg. C.C. del 9/3/39).

Scritto con caratteri maiuscoli romani, in nero, su lista con le estremità bifide d’azzurro tagliate da un filetto d’oro (colori delle mostrine del Reggimento).

Descrizione dello stemma

(1)  Scudo

Scudo partito d’argento al toro furioso partito d’oro e d’azzurro sormontato in capo del 1° punto di tre stelle d’argento poste in fascia. Il tutto abbassato ad un capo d’oro al quatier franco d’azzurro caricato dal tridente d’Ucraina in oro.

(2)  Ornamenti esteriori

Sullo scudo, il fregio dell’Arma di fanteria, con la indicazione del numero del Reggimento, sormontato da un elmo antico romano posto di profilo, cimato di tre foglie di quercia rosso, ed accompagnato sotto da cinque nastri dei quali uno dai colori dell’O.M.I., uno d’azzurro filettato d’oro e tre d’azzurro filettati d’argento, posti annodati nel fregio e svolazzanti i primi tre a destra e gli altri due a sinistra dello scudo.

Sotto lo scudo, su lista al naturale con le estremità bifide d’azzurro tagliato da un filetto d’oro, il motto: CREDO E VINCO.

DESCRIZIONE DELLO STEMMA ARALDICO IN VIGORE DAL 1987

Stemma Araldico dal 1987

Nel 1987 lo Stato Maggiore dell’Esercito con la circ. 121 del 9 febbraio determinò la soppressione dei vecchi stemmi araldici dei reparti.

Le varianti più sostanziali hanno riguardato:

  • la soppressione dello stemma dell’Arma di appartenenza e dell’elmo romano posto di profilo cimato di tre foglie di quercia rosso in favore della Corona Turrita;
  • la ridistribuzione ai lati dello scudo degli ornamenti rappresentati dai nastri indicanti le decorazioni al valore.

Alla luce di quanto sopra, l’attuale stemma araldico si compone di:

Scudo Sannitico

Lo scudo è partito d’azzurro e d’argento al toro furioso partito d’oro e d’azzurro sormontato in capo nel primo punto da tre stelle d’argento poste in fascia.

Il tutto al capo d’oro con il quartier franco d’azzurro   caricato del tridente d’Ucraina d’oro:

Lo scudo è suddiviso in tre parti:

  • prima partizione a sinistra di colore azzurro: simbolo del valore militare smalto dell’arme della città di Torino, colore che compare nella mostrina del Reggimento; comprende tre stelle d’argento in riferimento alle tre Medaglie d’Argento al Valor Militare  che sono sulla Bandiera di Guerra;
  • seconda partizione a destra di colore argento: è riferita al terzo periodo della vita del Corpo, iniziato con la ricostituzione nel 1950, alle cui imprese future è dedicato la smalto delle tavole di aspettazione;
  • Capo d’oro: simboleggia la massima ricompensa al V.M. (la Medaglia d’Oro) concessa per il comportamento tenuto dai Fanti dell’82° durante la campagna di Russia, come evidenziato  dal tridente d’Ucraina inserito nel quartier franco.

Al centro dello scudo è posto il “toro furioso” tratto dall’arme di Torino, città alla quale il Reggimento è unito da antico legame territoriale e tradizionale e che ha dato il nome al Corpo.

Corona Turrita

Ornamenti

Essi comprendono:

  • lista bifida: d’oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l’alto, riportante il motto del Reggimento “ CREDO E VINCO ” in carattere maiuscolo lapidari in nero ( concessione R.D. 24.02.1939 reg. C.C. 09/03/1939).
  • onorificenze: accollata alla punta dello scudo con l’insegna pendente al centro del nastro con i colori della stessa: sta ad indicare l’O.M.I..
  • nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passante dietro la parte superiore dello scudo.

In particolare:

  • un nastro azzurro filettato d’oro, in alto a sinistra, per la Medaglia d’Oro;
  • tre nastri azzurri filettato d’argento,  uno al centro a sinistra e due a  destra, per le tre Medaglie d’Argento;
  • un nastro azzurro filettato di bronzo, in basso a sinistra, per la Medaglia di Bronzo al Valor dell’Esercito.

ATTO DI COSTITUZIONE DELLO STEMMA ARALDICO DELL’82° REGGIMENTO FANTERIA “TORINO”

Atto di concessione dello Stemma Araldico dell’82° rgt. f. “TORINO” (1950). (Originale conservato presso il Museo Storico 82° rgt. f. “TORINO”)

Segue – Atto di concessione dello Stemma Araldico dell’82° rgt. f. “TORINO” (1950). (Originale conservato presso il Museo Storico 82° rgt. f. “TORINO”)

MOTTO  E  FESTA DI CORPO

1943. Aerei italiani riescono a rifornire la TORINO assediata a TSCERTKOWO.

1943. Aerei italiani riescono a rifornire la TORINO assediata a TSCERTKOWO.
. (Archivio storico del 82° rgt. F. “TORINO”)   

Il MOTTO del Reggimento è:

CREDO E VINCO!

Il CREDERE nei più alti destini d’Italia e VINCERE nel Suo nome e per la Sua immortalità.

La FESTA DI CORPO

viene festeggiata il 16 gennaio quale anniversario della battaglia di TSCHERKOWO del 1943.

Per il glorioso comportamento tenuto dai Fanti dell’82° la Bandiera del Reggimento è stata decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

MOSTREGGIATURA FREGIO DA BASCO

Mostreggiatura primo periodo (1884 – 1955)
Mostreggiatura secondo periodo (1955 – 1987)

1.    MOSTREGGIATURA

Nella mostreggiatura del Reggimento si possono individuare tre momenti ben distinti:

  • 1° periodo (1884- 1955): mostrina rettangolare di colore celeste con riga longitudinale gialla al centro;
  • 2° periodo (1955 – 1987): mostrina rettangolare suddivisa in due campi: uno inferiore e l’altro superiore.

Campo inferiore: colore celeste con riga longitudinale gialla al centro con stella della Repubblica Italiana;

campo superiore: colore azzurro con al centro ala e gladio della Divisione f. “FOLGORE”;

3° periodo (1987 – oggi): mostrina rettangolare di colore celeste con riga longitudinale gialla al centro e stella della Repubblica Italiana.    

Mostreggiatura in uso al Reggimento dal 1955 fino al 1987 durante la dipendenza dalla  Divisione f. “FOLGORE”.

FOTO MOSTREGGIATURA DAL 55 AL 87 QUELLA MIA

2.    FREGIO DA BASCO

Analogamente alle mostreggiature i fregi per la bustina, prima, ovvero per il basco, dopo, hanno subito dei cambiamenti in relazione al periodo di riferimento.

In particolare:

–   1° periodo (1884- 1955): fregio della fanteria – coppia di fucili incrociati e bomba con fiamma verticale al centro;

–   2° periodo (1955 – 1987):

.    (1955 – 1987 ): fregio della D. f. “FOLGORE” coppia di ali che si chiudono in cerchio e gladio al centro in posizione verticale;

.    (1987 – 1992): fregio della fanteria meccanizzata, con coppia di fucili incrociati, bomba con fiamma verticale al centro ed in basso un VTT M113 di profilo.

–   3° periodo (1992 – oggi): fregio della Fanteria con coppia di fucili incrociati e bomba con fiamma verticale al centro.

Fregio metallico da basco relativo al periodo in cui il Reggimento era inquadrato nella Divisione f. “FOLGORE”. 

Fregio metallico da basco relativo al periodo in cui il Reparto ha assunto la denominazione di 82° battaglione meccanizzato “TORINO”. 

Fregio metallico da basco relativo al periodo in cui il Reparto ha assunto nuovamente la denominazione di 82° Reggimento Fanteria “TORINO”. 

3.    ALTRI SEGNI DISTINTIVI PARTICOLARI

Il personale in forza o che è stato in forza all’82° “ TORINO” è autorizzato a fregiarsi sulle uniformi di servizio (drop) e da libera uscita (ordinaria invernale/estiva) del distintivo ovale di metallo dorato riportante un toro rampante in profilo di metallo dorato.       

Il Torello

LA BANDIERA DEL REGGIMENTO

La Bandiera di Guerra del Reggimento vicino al monumento del Toro

BANDIERA DI GUERRA

La pluridecorata Bandiera del Reggimento è custodita nell’Ufficio del Comandante.

Le decorazioni e le motivazioni sono di seguito indicate:

CROCE DI CAVALIERE DELL’ORDINE MILITARE D’ITALIA – R.D. 5 giugno 1920

“Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra Battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con  sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia.” ( 1915 – 1918 )

MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE – Decreto 31 dicembre 1947

“ Già decorata di Medaglia d’Argento per le vittorie riportate sul Fronte orientale durante il primo anno della campagna di RUSSIA, splendeva di vivida luce nella rapida avanzata dal BULAWIN al DON nel luglio  1942.

Schieratosi in salde posizioni sul DON  l’82° Reggimento   Fanteria teneva per molti mesi inviolato il vallo dell’est, respingendo nettamente innumerevoli attacchi diurni e    notturni  del nemico, non senza proprie  dolorose perdite,   sopraggiunto il duro inverno russo  e con esso una poderosa offensiva dell’avversario a largo raggio, l’82° Reggimento fanteria, gareggiando per disciplina e tenacia con altri reparti della Divisione, ripiegava, secondo gli ordini ricevuti su una seconda linea prestabilita e, giunto poi l’ordine di ripiegamento generale, si distingueva per resistenza ed eroismo nel sostenere e respingere più volte il poderoso urto nemico.

Accerchiato una prima volta ad ARBUSOW, riusciva a rompere l’anello dell’assedio dopo due giorni di accanita lotta e a raggiungere con epica, ininterrotta marcia durata 36 ore a digiuno e fra mortali tormenti di una temperatura polare, un  altro più arretrato caposaldo entro cui, nuovamente accerchiato, teneva fronte al nemico per ben 24 giorni .

Rotto infine anche questo secondo assedio, con altra eroica marcia, perduto ormai complessivamente il 90% dei suoi effettivi, riusciva a ricongiungersi con i resti della propria Armata.

La gloriosa lacera Bandiera, nascosta sul petto dell’eroico Comandante ferito a morte, veniva con lui sepolta sotto la desolata steppa nevosa senza cassa e senza nome come un seme che dovrà risorgere in fiore e in frutto al buon sole estivo.”

(Fronte Russo: JUNI COMUNARD – DEMIDOW – SSURROW – ARBUSOW – TSCHERKOWO, luglio 1942 – gennaio 1943)

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE – R.D. 5 giugno 1913

“Per la valorosa condotta tenuta dal Reggimento nei combattimenti del 23 e 26 ottobre 1911 a TRIPOLI”. (TRIPOLI 23 e 26 ottobre 1911)

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE – R.D. 5 giugno 1920

“Con saldezza di disciplina ed impeto di valore al nemico minacciante il  fianco delle truppe schierate sul Basso Piave, faceva baluardo col petto dei suoi mirabili fanti, ristabilendo, con sanguinoso irresistibile contrattacco, l’integrità della difesa. Attaccava quindi e travolgeva minutissime posizione nemiche,  portando efficace contributo morale e materiale al felice esito della battaglia.” (Basso Piave, 15 giugno – 6 luglio 1918 )

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE –Decreto 13 dicembre 1948

“Emulo delle generose tradizioni della nostra Fanteria  affermava con elevatissimo morale di fiero spirito di sacrificio la gagliardia dei suoi ranghi, superando compatto itinerari di 1600 chilometri fra fatiche   estenuanti, sofferenze più aspre del solleone ed il tormento della piaggia e del gelo, lungo piste di fango insidiate dalla presenza di campi minati.

Distintosi nella manovra per l’ accerchiamento di grandi unità avversarie a PETRICOWKA, dava nuovo risalto alle sue salde qualità militari quando, raggiunta la zona di DONEZ, sbaragliava in ripetute azioni offensive e numerosi scontri le agguerrite formazioni avversarie, che anche protette da forte nerbo di cavalleria gli contendevano il passo. Impegnato nell’attacco a munite posizioni nemiche con irruenza decisiva a sperimentato valore, ampliava la penetrazione di nostre colonne e, quantunque assottigliato dalle perdite, assicurava l’inviolabilità di esteso settore difensivo, reso più arduo dall’eccezionale rigidezza dell’inverno.”

(Fronte Russo: ABUCHOWKIJE – KURILOWKA – RESTOWKA – UBESHISCTSCHE – RYKOWO – CHAZEPETOWKA – JELENOWKA – BOASCKAWKA,  Agosto 1941 – Maggio 1942)

MEDAGLIA D’ARGENTO DI BENEMERENZA – R.D. 5 giugno 1910

“Si segnalò per operosità, coraggio, filantropia e abnegazione, nel  portar   soccorso alle popolazioni funestate dal terremoto Calabro – Siculo  del 28   dicembre 1908.”

MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR DELL’ESERCITO – Decreto 4 gennaio 1978

“ Al verificarsi del violento terremoto che colpiva il Friuli,     accorreva prontamente sui luoghi disastrati e, prodigandosi con coraggio e con slancio fraterno di solidarietà umana, dava un valido  contributo al  occorso dei feriti e dei superstiti ed alla rimozione delle macerie,  limitando i danni della grave sciagura. L’opera svolta ha riscosso l’apprezzamento delle Autorità e l’incondizionata riconoscenza  delle  popolazioni colpite, rafforzando il prestigio  dell’Esercito.”    (FRIULI, 6 –15 maggio 1976)

MEDAGLIA DI BRONZO AL MERITO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA

(Decorazione al reparto)

“In segno di viva, tangibile riconoscenza per il generoso contributo offerto alle operazioni di soccorso sviluppate     dalle Unità C.R.I. in favore delle  popolazioni colpite dall’alluvione del novembre 1994.” (ASTI, novembre 1994)

I COMANDANTI

Colonnello ENRICO DE GENNARO

COMANDANTI DEL REGGIMENTO PROVINCIALE “TORINO” (1713  –  1815)

Nonostante la data del 1° novembre 1884 sia riconosciuta come il momento storico della ricostituzione dell’82°  Reggimento Fanteria “TORINO”, va evidenziato che le origini si potrebbero ricondurre a ben 170 anni prima, cioè al 1714. In tale data, infatti, l’antico Esercito Sardo costituiva il Reggimento appunto denominato “TORINO” ad AVIGLIANA, con uomini reclutati nelle province di TORINO e di SUSA. Suddetto reggimento svolge una intensa attività operativa che lo vede impegnato in POLONIA (1733 – 1735), in  AUSTRIA – FRANCIA – SPAGNA (1742 – 1748) e nuovamente in FRANCIA (1799, 1800 e 1815). Nel 1815 viene disciolto ed i suoi effettivi incorporati parte nella B. “PIEMONTE” e parte nella B. “GUARDIE”.

Per quanto sopra, quindi, vengono di seguito riportati i nomi dei Comandanti che dal 1713 fino al 1815 si sono succeduti al Comando del Reggimento Provinciale  “TORINO”.

N° NOME e COGNOME    –      DATA ASSUNZIONE

1° Ignazio Giovanni Battista ISNARDI di CARAVAGLIO, marchese di SENANTES  5-9-1713

2° Francesco Amedeo SOLARO, marchese della CHIUSA   22-3-1730

3° Conte Roberto BISCARETTI   21-9-1731

4° Ferdinando THESAURO   5-3-1735

5° Lorenzo Amedeo TAPARELLO di GENOLA 1-1-1742

6° Claudio Ferdinando di MENTHON di SOLIÈRES   6-3-1745

7° Alessandro DORIA, marchese di CIRIÈ  17-7-1755

8° Paolo Giuseppe COARDI, conte di CARPENETO  28-4-1769

9° Giovanni Battista NICOLIS, conte di ROBILANT 14-12-1771

10° Comm. Francesco Antonio ROSTAGNO   29-9-1774

11° Felice Saverio Vassallo BRUNO  3-5-1787

12° Conte Carlo Ludovico MOROZZO 25-2-1793

13° Giovanni Enrico DEL CARETTO, conte di Millesimo  10-11-1798

14° Marchese Giuseppe Antonio Ludovico DEL CARETTO di MONCRIVELLO   8-12-1814

15° Marchese Ludovico Antonio Maurizio MASSEL di CARESANA 2-1-1815

16°Conte Filippo DORIA di CIRIÈ 12-6-1815

COMANDANTI DEL 82° REGGIMENTO FANTERIA “TORINO” (1884 – 2005)

N°   GRADO, NOME e COGNOME         PERIODO DI COMANDO

1°   Col. Achille CADOLINI                      1884 – 1885

2°   Col. Giovanni DE BONO                  1885 – 1889

3°   Col. Claudio MASSONAT       1889 – 1892

4°   Col. Giulio VENINI       1892 – 1895

5°   Col. Ernesto CAVENIANI       1895 – 1898

6°   Col. Alessandro SOAVE         1898 – 1899

7°   Col. Michele CANTALAMESSA      1900 – 1903

8°   Col. Giulio DALMAZZI 1903 – 1905

9°   Col. Achille BORGHI   1905 – 1913

10° Col. Giuseppe PONTREMOLI         1913 – 1914

11° Col. Carlo CASTELLAZZI       1915

12° Ten. Col. Giuseppe SACCOMANI  1915

13° Col. Riccardo CASTELLI        1915 – 1916

14° Col. Giovanni CIVILETTI        1916 – 1917

15° Ten. Col. Paolo FERARI        1917

16° Ten. Col. Augusto SCARAMBONE 1917

17° Col. Giuseppe PORTA            1917 – 1918

18° Col. Ernesto MICHELOTTI    1918 – 1919

19° Col. Ghino  ANDREANI          1919 – 1920

20° Col. Zoito MANTELLINI          1920 – 1924

21° Col. Gioacchino GIACOSA    1924 – 1926

22° Col. Gaetano CANTALUPI     1938 – 1940

23° Col. Evaristo FIORAVANTI    1940 – 1942

24° Col. Enrico DE GENNARO (2)         1942

25° Col. Giovanni GATTA  1943

26° Col. Vincenzo PIZZONIA        1950 – 1951

27° Col. Antonio QUARANTA       1951 – 1952

28° Col. Augusto DE BOVE          1953 – 1953

29° Col. Giovanni BARLETTANI  1953 – 1955

30° Col. Antonio NANI        1955 –  1956

31° Col. Umberto ROSATO           1956 – 1957

32° Col. Giovanni BUTTIGLIONE. 1957 – 1958

33° Col. Remo DE FLAMMINEIS 1958 – 1959

34° Col. Pio Alberto NENCHIA     1959 – 1960

35° Col. Giancarlo VITALE            1960 – 1961

36° Col. Aligi TORSOLI      1961 – 1962

37° Col. Luigi SALATIELLO          1962 – 1963

38° Col. Arturo SIRAGUSA           1963 – 1964

39° Col. Giannino MONTAGNER 1964 – 1966

40° Col. Elvio PETRONI    1966 – 1967

41° Col. Orazio GIANNINI 1967 – 1968

42° Col. Franco DE CICCO            1968 – 1969

43° Col. Aldo DONNINI      1969 – 1970

44° Col. Lelio CAU  1970 – 1971

45° Col. Massimo TANTILLO        1971 – 1972

46° Col. Gino PEZZOPANE          1972 – 1973

47° Col. Domenico SCHIATTARELLA   1973 – 1974

48° Col. Goffredo CANINO  (3)    1974 – 1975

49° Ten. Col. Gianpaolo GIANNETTI     1975 – 1976

50° Ten. Col. Antonio LONGOBARDI     1976 – 1978

51° Ten. Col.  Gianpiero ROSSI 1978 – 1979

52° Ten. Col. Piero MAESTRIPIERI        1979 – 1981

53° Ten. Col. Renato PETEAN    1981 – 1982

54° Ten. Col. Vincenzo SAJIA     1982 – 1983

55° Ten. Col. Angelo CARPARELLI        1983 – 1984

56° Ten. Col. Gianfranco CASCI CECCACCI   1984 – 1985

57° Ten. Col. Giusepe QUARTA  1985 – 1986

58° Ten. Col. Gaetano SPECIALE          1986 – 1988

59° Ten. Col. Giorgio TESSARIS 1988 – 1989

60° Ten. Col. Giovanni SCHIRRU           1989 – 1990

61° Ten. Col. Cataldo TARRICONE        1990 – 1992

62° Col. Giovanni NITTI  (5)          1992 – 1994

63° Col. Carlo IPPOLITO   1994 – 1995

64° Col. Giuseppe ROMEO          1995 – 1997

65° Col. Fabio Italio GORRA LAZZARINI di MORROVALLE 1997 – 1998

66° Col. Natalino MADEDDU        1998 – 1999

67° Col. Giuseppe GELORMINO 1999 – 2001

68° Col. Francesco PERSANO  (6)       2001 – 2003

69° Col. Gian Luca GIOVANNINI 2003 –  …….

(2) Caduto nella Campagna di Russia, durante i fatti d’arme a seguito dei quali  la Bandiera del Reggimento fu decorata della Medaglia d’Oro al Valor  Militare.

(3) Ha svolto l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito dal 1990 al 1993.      

(4) Dal 1975 l’82° Reggimento Fanteria “TORINO” viene contratto in Battaglione meccanizzato ed assume la denominazione di 82° Battaglione meccanizzato “TORINO”.

(5) Dal 1992 l’82° Battaglione meccanizzato “TORINO” riassume la denominazione di 82° Reggimento Fanteria “TORINO”. Ha alle proprie dipendenze il I battaglione meccanizzato. 

(6) Dal 2001 il Reggimento viene trasferito dalla sede di CORMÒNS (Caserma AMADIO) alla sede di BARLETTA (Caserma STELLA).

COMANDANTI DEL I BATTAGLIONE DELL’82° REGGIMENTO FANTERIA “TORINO” (1992 – 2005)

N°   GRADO, NOME e COGNOME         PERIODO DI COMANDO

1°   Ten. Col. Giuseppe GELORMINO   1992 – 1993

2°   Ten. Col. Giovanni DI DOMENICA   1993 – 1994

3°   Ten. Col. Natalino MADEDDU          1994 – 1995

4°   Ten. Col. Francesco BONAVENTURA        1995 – 1997

5°   Ten. Col. Rosso SURANO     1997 – 1998

6°   Ten. Col. Giorgio BERTINI      1998 – 2000

7°   Magg. Massimo LAMPANI     2000 – 2001

8°   Magg. Francesco  ARICO’     2001 – 2003

9°   Magg. Maurizio Maria RENGANESCHI       2003 – 2004

10° Magg. Vincenzo LAURO        2004 – 2005

Alcuni dei primi Comandanti dell’82° Reggimento Fanteria “TORINO”.

Foto storica di alcuni dei Comandanti di Reggimento
Un dettaglio della “Stanza dei Comandanti” presso l’82° Reggimento Fanteria “Torino”

Ed eccoci giunti al termine di questo primo articolo dedicato al nostro “Torino” . CREDO E VINCO! Una Storia, un Motto, uno stile di vita.

Per me lo è stato e lo è ancora.

CREDO E VINCO!

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Vi lascio alle immagini del 2 Giugno 2022 dove il Reggimento ha sfilato nella parata ai Fori Imperiali


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18 Risposte
  1. Gian Luca GIOVANNINI

    Caro Ale, Amico mio, sono troppo di parte per esprimere un giudizio su quanto ho scritto ma posso ringraziarti enormemente per le parole che hai voluto rivolgermi. Sai quanto sia fraterno, saldo ed inossidabile il legame che ci lega e che mi lega con tutti Fratelli dell’82 Rgt. TORINO.
    Spero veramente di cuore che questa nostra iniziativa cui tu sapientemente dai vita possa essere gradito omaggio a tutti coloro hanno servito e servono nelle fila dell’82 Rgt. TORINO. Ma non penso solo a loro, spero che tutto questo, con gli inevitabili errori (……ma chi non fa non sbaglia!) possa essere d’interesse anche a tutti coloro che, pur non dell’82, vogliano conoscere la nostra storia ed i sacrifici di chi ha donato la propria vita per il bene e la gloria della nostra Patria.
    CREDO E VINCO……..sempre.

    1. Caro Gian Luca, ringrazio ancora io te per avermi dato questa opportunità io sono solo il tramite tecnico sul web per diffondere questo bel progetto. Sarà sicuramente una bella avventura e sono convinto che tutti i nostri amici del “Torino” sapranno apprezzarla CREDO E VINCO! Semper ed ancora di più Amico mio un fraterno abbraccio

      1. Giovanni

        Dal 93 al 2001 ho vi prestato servizio . Ero un giovane Sergente subito nominato ” torello” 🙂
        Ancora oggi, chiudendo gli occhi sento i suoni e i rumori di mamma Amadio.
        Sogno sempre di tornarci.
        É stato il periodo più bello della mi vita da soldato.
        Quando ho visto le immagini della catena al portone e poi dopo le ruspe che ne abbattevano una parte ho pianto. Un pezzo di me é andato via con quelle macerie.
        Credo e vinco, Torino .

        1. Grazie del commento. Farai bene a tornarci ma ti avviso che sarà un colpo al cuore perché vedere quel luogo ridotto a parcheggio per camper è davvero una profonda desolazione credimi. Comunque sia sempre CREDO E VINCO!

  2. Alberto

    “Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea e nell’aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio, audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo, la romana virtù dei figli d’italia”.
    Questa è la targa che c’è o c’era all’ingresso del corpo centrale della caserma Amadio nell’85, sede all’ora del glorioso 82° Torino, a Cormòns con l’accento, come si scriveva una volta e se ti ricordi questa, vuol dire che il Torino ti è rimasto proprio dentro.
    sono arrivato nell’aprile dell’85, dopo un mese di CAR a Pesaro di cui ho un ricordo offuscato dalla pienezza e grandezza dellaconseguenza all’arrivo al “corpo” con l’incarico di 30A che all’ora non sapevo neanche cos’era.
    Arrivato da ragazzino, pieno di paure, la lontananza da casa in un momento con tanti problemi in famiglia, la paura del nonnismo insomma le classiche paure pre naja.
    Il Torino ti rimane dentro…ehh si…fin dalle prime ore…come non ricordare l’arrivo…la stazione, il cinema… e tanti altri episodi.
    Ma queste cose te le ricordi ora con un piacere che esula dalla particolarità del momento, non ti ricordi delle ore di servizi delle punizioni ecc, che vanno e vengono lette in un contesto generale.
    Gli insegnamenti prettamente tecnici militari per noi di leva, diventano marginali, sono gli insegnamenti di vita che restano e contano che abbiamo assorbito e mi hanno permesso di diventare uomo e lo dico sempre, perchè si…io sono diventato uomo partendo da qui.
    E devo ringraziare voi tutti fratelli del’82° del 3° 85,non voglio elencarvi tutti, fortunatamente siete tanti e siete amici sinceri di una vita veramente, ma è d’obbligo salutare e ringraziare in particolare Gian Luca Giovannini, allora comandante di Compagnia con i “soli gradi di Tenente” ci tengo sempre a sottolinearlo a dimostrare la sua grande professionalità e serietà ampiamente dimostrata dalla sua brillante carriera che sappiamo tutti bene dove lo ha portato e rafforzato dal suo intervento in questo blog che dimostra il suo attaccamento al Torino, all’altrettanto brillante Colonnello e amico Giancarlo Maddalena, che ho rivisto proprio pochi giorni fa a Cormòns appunto , anche lui con una brillante carriera nell’esercito e non ultimo, Alessandro che seguendo un’altra strada, comunque per noi resta collante di questo grande gruppo di fratelli, persi forse per anni perchè ognuno di noi ha seguito la propria, ma sempre vicini con il cuore, ritrovati anche grazie ai social, una volta tanto utili a qualcosa di buono.
    Buona vita fratelli con il cuore e sempre sotto la protezione del nostro toro gridiamo ora e sempre: CREDO E VINCO!”

    1. Caro Alberto, grazie di cuore per questa meravigliosa testimonianza. Questa è musica per le mie orecchie, una trasfusione di plasma che rigenera una vita che scorre inesorabile e fa di noi un gruppo vero di fratelli veri. Ci siete e ci sei sempre stato. Alessandro non dimentica quando da “terrone” viveva in Brianza e si alzava alle 5:00 del mattino per andare in banca e tornava esausto la sera alle 21:00 cenava e raggiungeva te a Monza o altri amici in zona. Voi tutti mi avete adottato come un figlio esattamente come io vi accolsi nel 1985 certamente in modo più violento per la “legge” di quel passaggio doveva essere soltanto così. Ma poi tutti voi avete capito bene di che pasta era il vostro Tenente che firmava i permessi i 36 e i 48 ore nella piazza del paese. E leggere che tu conosci a memoria la scritta della targa che esisteva alla porta centrale mi ha fatto uscire le lacrime. Ti voglio bene fratello. ❤️

  3. Lorina Cosimo

    Grazie Alessandro ci dai l’occasione, anche se per pochi minuti davanti tuo blog, con emozione tornano a rivivere il mito dell’82° Btg Torino. Sono lontani ormai gli anni di essere l’interprete di CREDO E VINCO.

    1. Grazie per il Tuo commento, CREDO E VINCO come ho scritto non è solo un motto, ma un credo e uno stile di vita che io ho adottato dal 1985 ad oggi ed ho sempre vinto tutte le mie battaglie procurandomi ferite abnormi, ma mi sono sempre rialzato. Non perdere la speranza e fai tesoro di ciò che hai letto, ci saranno altri episodi

  4. William

    Tutti i Nostri Reparti, indipendentemente dalla specialità, si sono sempre distinti sia nelle missioni in Patria che all’estero. Sono sempre stati apprezzati e ben voluti dalle popolazioni ed ammirati dagli stessi colleghi di Eserciti stranieri. La grande professionalità unita ad una profonda umanità, ha sempre distinto tutti i Nostri Soldati…..che fossero Grandi Comandanti piuttosto che “semplici” gregari. E se tutto ciò e’ universalmente riconosciuto…..significa che lo scopo delle Nostre Forze Armate e’ stato raggiunto. L’82 Rgt non fa eccezione…..segue fedelmente lo spirito che anima da sempre i nostri SOLDATI. Alessandro Ti ringrazio per avermi illustrato meglio la storia e le tradizioni di questo Glorioso è Magnifico Reparto. Ogni bene.

    1. Caro FRATELLO, Caro William, che dire, Tu da Uomo d’Onore che hai vissuto la mia stessa esperienza con un grande Comandante come Giromella non puoi che comprendere ogni riga ed ogni virgola di questo scritto. Del resto io e te oltre ad avere un dialogo quotidiano dopo essere incontrati nuovamente dopo 38 anni (quanto lungo tempo perso che va recuperato) forse con qualche ruga in più, ma una certezza, quella di aver dentro un bagaglio di esperienza vissuta, di valori che ai più oggi sono ignoti e mai come in questo periodo sto rimpiangendo di non aver accettato l’invito di Giovannini a restare il Servizio permanente effettivo; Tu lo sai che nel cuore avevo la voglia di fare carriera Militare e simbolicamente oggi la sto facendo da civile ma come tutti sappiamo Ufficiali è per sempre, lo si diventa, ma se alla base non c’è talento e voglia di mettersi in gioco resti al palo e non sei “nessuno” e resti a vita nella mediocrità e nella superficialità che oggi galleggia in un mare inquinato da melma putrida e rancida di scarichi urbani, se fossero alghe sarebbe meraviglioso e salutare per il fisico. Grazie FRATELLO in questo Tuo commento traspare tutta la Tua meravigliosa sensibilità. Andremo avanti con il nostro progetto “Eroi Senza Memoria” fino a far affaticare gli occhi i nostri lettori, ma queste pogine di storia non devono assolutamente restare in un cassetto. CREDO E VINCO!

  5. Gianluca

    Ciao, Alessandro, molto interessante! La mia carriera militare è molto meno prestigiosa della tua essendomi limitato a prestare servizio di leva per un anno a partire dal giugno 1981…
    Ma… Sono stato un Granatiere di Sardegna, il corpo più antico dell’esercito italiano (anno di fondazione: 1659).
    Motto: A me le Guardie!

    1. Grazie Gianluca, conosco molto bene il Corpo dei Granatieri, quando feci la domanda di ammissione al Corso Allievi Ufficiali mi sarebbe piaciuta l’idea di essere assegnato ad un reparto ma poi le cose sono andate diversamente e la mia carriera nel l’esercito mi ha portato dove hai letto. Un abbraccio, Alessandro