LE PILLOLE DI ALE: IL FESTIVAL DELLE DISCORDIE

Ogni anno, in questo periodo, siamo abituati ad assistere alle consuete polemiche che ruotano attorno al Festival di Sanremo; normalmente tali polemiche sono fatte di gossip, di attese per quanto riguarda il cast artistico della manifestazione, di toto-nomi sui cantanti in gara o di curiosità sugli outfit di conduttori e vallette. Quest’anno invece no; il dibattito sul Festival verte sulla sua fattibilità o meno in base alle normative sull’ emergenza sanitaria in corso; non si tratta quindi di fantasticare sulla presenza o meno di un cantante in gara o su quale abito indosseranno le vallette; si tratta proprio di verificare se il Festival si potrà svolgere o no.

Ma facciamo un passo indietro: la data della manifestazione canora è stata più volte oggetto di discussione nei mesi passati, fino a scegliere di posticipare l’evento a Marzo per ovvie ragioni di prudenza, nel rispetto della situazione sanitaria contingente. Il dibattito che coinvolge Rai, Comune di Sanremo e Istituzioni, si è poi spostato sulla ammissibilità o meno del pubblico in sala al teatro Ariston. Scartata l’ipotesi di una nave quarantena, in cui far soggiornare pubblico, ospiti e cantanti prima di mandarli in scena, si sono rincorse voci sulle più disparate e variopinte soluzioni da adottare per rendere lo spettacolo televisivo gradevole e non asettico per l’ incognita della presenza o meno del pubblico in sala.  

In sostanza: è giusto o no che il Festival si svolga senza pubblico? Se si considerano le norme ed i protocolli vigenti è escluso che centinaia di persone assistano al Teatro Ariston ad uno spettacolo. Ricordiamo che tutti i teatri al momento sono chiusi e molti artisti e maestranze stanno patendo a causa di questo prolungato fermo di lavoro. Sarebbe giusto fare un’eccezione per il Festival? Penso che il Festival si possa tranquilamente svolgere a porte chiuse come del resto si effettuano anche le partite di calcio. La centralità della manifestazione rimane comunque sui brani proposti in gara e non su chi siede in platea; forse quest’anno potrebbe tornare al centro della kermesse canora la canzone che ne è la vera protagonista. Sarebbe eccessivo secondo me cancellare la manifestazione dal palinsesto dal momento che tutti i programmi televisivi stanno più o meno convivendo con queste norme sulla sicurezza durante il periodo di pandemia.

Ho letto anche che nei giorni scorsi il conduttore “stressato” da queste polemiche avrebbe manifestato l’intenzione di mollare tutto… Io al posto suo ci penserei su…

8 Risposte
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    Davide

    Innanzitutto,sono lieto di leggere la prima “pillola”della tua nuova rubrica.
    Detto ciò,ogni edizione è preceduta da roventi polemiche (siano esse sul cachet che su ospiti controversi).
    La centralità della canzone da troppi anni si è dispersa,personalmente non mi ritrovo emozionalmente nelle proposte canore.
    Ritengo,però,che senza pubblico sarebbe un festival tristissimo e sarebbe un ulteriore messaggio depressivo ad una popolazione già in fase di diflessione: visto che in note trasmissioni televisive si è concentrato del pubblico in studio,senza riscontrare successivi focolai,si potrebbe pensare di applicare tale modello anche all’Ariston (sconsigliandolo a fasce con patologie a rischio)

    1. Alessandro Lopez

      Grazie Davide per il tuo commento. Mi trovo in parte d’accordo con il tuo pensiero ma in merito alla possibilità di predisporre dei protocolli di sicurezza per far accedere pubblico all’Ariston non lo trovo giusto. Con lo stesso principio allora si dovrebbero poter far accedere le persone nei teatri di tutta Italia per poter far ripartire un settore, quello teatrale, ormai fermo da un anno. Non si possono fare “figli e figliastri” come si suol dire soltanto perchè si tratta di televisione.

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    Massimo lopez

    Io sparpaglierei gli orchestrali ben distanziati tra loro in platea al posto del pubblico. Essendo tanti, non dovrebbero essere uno attaccato all’altro, e potrebbero fare anche un po’ le veci del pubblico. Le prove nei vari giorni le farei scansionate, evitando gli accumuli di gente dietro le quinte. Ogni persona non dovrebbe essere accompagnata da nessuno e tutti tamponati, niente dopo festival, conferenze eventuali in streaming. Farei un festival un po’ più ristretto, limitandolo solo ai cantanti. Molto più sintetico

    1. Alessandro Lopez

      Grazie Massimo per i tuo commento, infatti la tua ipotesi potrebbe rappresentare una buona soluzione per poter far svolgere il Festival in sicurezza. Del resto anche molti attore, te compreso avete accettato di esibirvi in un teatro senza pubblico ed in streaming potendo contare solo sulle reazioni in sala da parte dei tecnici che comunque vi hanno potuto permettere di svolgere ugualmente uno spettacolo.

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    Davide

    Guarda Ale,
    concordo con quanto detto da Massimo e penso andrebbe consentito anche agli altri teatri di poter riprendere le attività contingentate,scaglionandole con protocolli di sicurezza (verso la cui adozione l’esecutivo dovrebbe ammortizzare incentivi)

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    Alessandra

    Un teatro è un teatro ! Così l’Ariston ! Perché un’eccezione !? Posso comprendere
    i cantanti che si esibiranno senza pubblico ma ci sono tutti gli altri artisti che non *entrano* in un teatro da mesi e non soltanto gli artisti ! Sono daccordo con suo fratello Massimo ! Ci potrebbe essere l’orchestra e ci potrebbero essere secondo il mio punto di vista alcuni giornalisti ed opinionisti ! Stop ! Il grande pubblico è televisivo ! Amadeus che rinuncia alla presentazione …! Ma…
    ho qualche dubbio!

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